16 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

12 Dic, 2025

Arrestata in Iran la Nobel per la Pace Narges Mohammadi

È stata fermata insieme a diversi attivisti durante una cerimonia in memoria di un avvocato per i diritti umani


La premio Nobel per la Pace iraniana Narges Mohammadi è stata arrestata oggi a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, insieme ad altri attivisti per i diritti umani, durante una cerimonia commemorativa. Lo riferiscono organizzazioni per i diritti umani iraniane citate da Iran International.

Secondo quanto comunicato dalla Fondazione Narges Mohammadi, l’attivista è stata fermata mentre partecipava alla cerimonia di lutto del settimo giorno per Khosrow Alikordi, noto avvocato per i diritti umani. La sua morte ha suscitato forte indignazione nell’opinione pubblica iraniana. L’arresto sarebbe stato eseguito sul posto da agenti delle forze di sicurezza e della polizia.

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Fermati diversi attivisti

Oltre a Mohammadi, sarebbero stati arrestati anche Sepideh Gholian, Hasti Amiri, Pouran Nazemi, Alieh Motalebzadeh e numerosi altri attivisti presenti alla cerimonia, secondo quanto riferisce la fondazione.

Narges Mohammadi sta scontando una condanna complessiva di 13 anni e nove mesi per accuse legate alla sicurezza nazionale. Attualmente si trovava in congedo per motivi di salute dal carcere di Evin, a Teheran. In passato aveva dichiarato che non sarebbe rientrata volontariamente in prigione e che un nuovo arresto avrebbe rappresentato un atto di disobbedienza civile.

Le minacce di morte

Considerata una delle principali voci della società civile iraniana, Mohammadi ha più volte denunciato gravi minacce da parte delle agenzie di sicurezza. Nell’agosto scorso aveva dichiarato alla rivista Der Spiegel di aver ricevuto minacce di morte dirette e indirette. Anche il Comitato norvegese per il Nobel aveva riferito che l’attivista temeva per la propria vita, parlando di rischi di “eliminazione fisica”.

Mohammadi ha inoltre accusato le autorità iraniane di aver intensificato la repressione contro attivisti, giornalisti e critici dopo il cessate il fuoco di giugno con Israele. Le organizzazioni internazionali per i diritti umani continuano a indicare l’Iran come uno dei Paesi più restrittivi al mondo per la libertà di espressione.

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