3 Ott, 2026

Manovre al centro del centrosinistra: Gabrielli con Ruffini, Renzi «Guai a chi spacca»

Gabrielli e Ruffini insieme

L’ex sottosegretario del governo Prodi sceglie “Più uno” per “rafforzare la proposta centrista della metà campo di sinistra”. Il leader di IV-Casa riformista mette in fila proposte per il programma, dalla sicurezza al taglio tasse per il ceto medio


Il “centro” del centrosinistra si muove, cresce, prova a organizzarsi. Mentre Elly Schlein dal Nazareno (direzione Pd) indica la rotta che porta dritta alle primarie e avverte gli alleati «uno non vale uno, siamo generosi e non ingenui», Matteo Renzi fa rotta verso Itaca («Riprenderci Itaca», inteso come il governo del Paese, è il titolo della Leopolda n. 14 a Firenze fino a domani) e avverte: «Giorgia Meloni ha fallito, questo è certo. Quindi se qualcuno, oggi, rompe l’alleanza di centrosinistra e perde le elezioni, il popolo del centrosinistra lo rincorre coi forconi per sette generazioni».

Ma la notizia del giorno arriva proprio dal cosiddetto “centro”: Franco Gabrielli, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Draghi, per anni capo della Polizia e della Protezione civile, scende ufficialmente nell’agone politico al fianco di Ernesto Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e fondatore del movimento “Più uno”.

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In un’intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, Gabrielli spiega la scelta e le prospettive: «La collocazione nella metà campo del centrosinistra è senza ambiguità e abbiamo l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’alleanza costruita attorno a un’idea del Paese».

L’intervista – programmata in uscita sabato – è stata anticipata di un giorno molto probabilmente per misurarne gli effetti in una giornata certamente particolare per il centrosinistra, fra la Direzione Pd a Roma e la Leopolda a Firenze. Tra la segretaria «testardamente unitaria ma non ingenua» e l’ex premier, anche lui testardamente unitario nel centrosinistra.

La scelta di Gabrielli dice, ad esempio, che il progetto di Carlo Calenda, un centro terzo e autonomo, rischia di essere uno spreco di energie e di consenso in un sistema bipolare con grande premio di maggioranza. E che quindi merita lavorare e investire in questa metà campo nonostante le difficoltà, le tensioni e anche le distanze. Quante ne ha passate Ulisse per riprendersi Itaca?

Renzi apre la Leopolda

Renzi apre la Leopolda alle 18 precise. La vecchia stazione è piena di gente, moltissimi giovani e citazioni dell’Odissea. A cominciare dal famoso incipit: «L’uomo multiforme, raccontami o Musa, che a lungo vagò, dopo che distrusse la rocca sacra di Troia; di molti uomini vide la città e conobbe la mente, molti dolori patì sul mare in cuor suo cercando di preservare la sua vita e il ritorno dei compagni».

Il primo ospite è Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno, l’ex governatore, il cacicco che Elly Schlein ha voluto fuori da tutto. Una scelta che può sembrare divisiva ma non lo è se si va oltre i nomi e si parla di temi.

Il tema, con De Luca, è la sicurezza «che è un problema della povera gente e non dei ricchi», che «oggi vale tanto quanto il lavoro». Applausi da spellarsi le mani.

Renzi prende la palla al balzo: «Messaggio al centrosinistra dalla Leopolda: Enzo De Luca ha un caratterino però è uno che serve al centrosinistra. Vorrei vedere un confronto sulla sicurezza fra De Luca, Salvini e Piantedosi».

Gabrielli e la sicurezza

La sicurezza è un tema che Gabrielli conosce molto bene e su cui ha idee chiare, essendo stata per oltre trent’anni il suo pane quotidiano. «L’Italia – dice Gabrielli – è, soprattutto per i reati violenti, uno dei Paesi più sicuri ma sono aumentati i reati cosiddetti di strada. Le paure non vanno né alimentate né negate, vanno comprese e governate».

Su questi temi ha scritto un libro, Oltre la paura, con cui sta girando il Paese. E in quelle pagine c’è una proposta chiara di cosa dovrebbe fare il centrosinistra sulla sicurezza. E quando Gabrielli è stato ospite della festa di Avs a Roma, per lui ci sono stati applausi e solo applausi.

«Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico – dice il prefetto nell’intervista – ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese».

Nessun veto a Renzi

Nessun veto a Renzi – i due si conoscono bene e si stimano molto a vicenda – perché «da tempo dichiara di volersi collocare nel centrosinistra e questo dato non può essere ignorato».

Su Calenda afferma invece che dipende «dal nuovo progetto costruire una proposta in grado di interpellare anche lui e il suo elettorato».

Sulle primarie del campo largo: «Possono essere uno strumento utile, ma bisogna rispettare l’ordine delle cose. Sarebbe un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti».

Il puzzle del centrosinistra

La Leopolda consegnerà domani il suo pacchetto di proposte. Ruffini e Gabrielli danno appuntamento a sabato 10 ottobre a Roma, all’Eur. Elly Schlein ha convocato l’assemblea del 18 ottobre. Conte ha già scritto le sue.

Il puzzle del centrosinistra si sta componendo. Forse.

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