Daniele Baruzzo, 60 anni, avrebbe ucciso nel sonno la moglie Paola Siri e il figlio Mattia, 14 anni, prima di togliersi la vita. In casa trovato un biglietto sulle difficoltà familiari. La famiglia aveva già programmato una crociera
La casa di via dei Forti di Legnino, sulle prime alture di Finale Ligure, nel Savonese, questa mattina è diventata il centro di una tragedia che ha lasciato senza parole un intero quartiere. L’ennesima che si consuma in famiglia in questa tremenda estate.
Dentro quell’appartamento sono stati trovati tre corpi: quelli di Daniele Baruzzo, 60 anni, della moglie Paola Siri e del loro figlio Mattia, 14 anni. Secondo quanto ricostruito nelle prime ore dell’indagine, sarebbe stato l’uomo a uccidere la moglie e il ragazzo utilizzando un’arma regolarmente detenuta, prima di togliersi la vita.
Una sequenza ancora al centro degli accertamenti, ma sulla quale gli investigatori avrebbero già raccolto elementi significativi.
Gli spari nella notte
La tragedia si sarebbe consumata nella notte tra mercoledì e giovedì, probabilmente intorno alla mezzanotte. Alcuni residenti avrebbero sentito distintamente degli spari, senza però immaginare che proprio in quelle ore, a pochi metri dalle loro abitazioni, si stesse consumando il dramma.
La scoperta è avvenuta soltanto questa mattina. Quando i soccorsi sono arrivati in via dei Forti di Legnino, per le tre persone non c’era più nulla da fare.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, due ambulanze e l’automedica del 118. L’area è stata isolata per consentire ai carabinieri di effettuare i rilievi e ricostruire ogni passaggio della tragica notte.
Secondo le prime informazioni raccolte, il ragazzo e la madre sarebbero stati uccisi mentre dormivano. Saranno però gli accertamenti medico-legali e quelli sulla scena a stabilire con precisione tempi e modalità dei decessi.
L’arma e il biglietto trovato in casa
Baruzzo possedeva regolarmente un’arma e aveva il porto d’armi. Frequentava inoltre il poligono di tiro. Un elemento che gli investigatori stanno naturalmente approfondendo nell’ambito della ricostruzione, insieme a ogni altro dettaglio utile a chiarire come sia maturata la decisione di compiere la strage.
Nell’abitazione sarebbe stato trovato anche un biglietto attribuito all’uomo. Il contenuto farebbe riferimento a difficoltà di carattere familiare. È un tassello importante per gli investigatori, ma non sufficiente, da solo, a spiegare una tragedia tanto estrema.
LEGGI Roma, famiglia trovata morta in casa: uccisi padre, madre e figlia di 5 anni
Le verifiche dovranno accertare la situazione della famiglia e soprattutto cosa sia accaduto nelle ore precedenti gli spari.
La crociera già programmata
C’è un particolare che rende ancora più straziante il racconto della strage. La famiglia, secondo quanto emerso, sarebbe dovuta partire a breve per una crociera. Un viaggio già programmato, con la partenza ormai imminente, che avrebbe dovuto segnare l’inizio di alcuni giorni lontano dalla quotidianità.
Invece, nella notte, tutto è precipitato.
LEGGI Apice, uccide i due fratelli e poi si suicida: la lite per il ristorante di famiglia
«Mai una lamentela o richiesta di aiuto»
A Finale il dolore si mescola all’incredulità. Nessuno, almeno tra le testimonianze raccolte nelle prime ore, sembra aver intuito quello che stava maturando dietro la porta dell’abitazione.
Anche gli amici di Baruzzo provano a mettere insieme i ricordi di un uomo che, raccontano, avrebbe attraversato negli anni numerose difficoltà familiari. Una vita scandita dal lavoro e dall’impegno per assistere e occuparsi dei propri cari.
«Mai una lamentela, mai una richiesta di aiuto», è il sentimento che ricorre nei racconti di chi lo conosceva.






























