1 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

30 Apr, 2026

Minetti, tra grazia e verifiche: ecco i documenti. Ma non bastano

Nicole Minetti

Caso Minetti, emergono i documenti sull’adozione e la richiesta di grazia. Ma il Quirinale chiede nuovi accertamenti prima di decidere



Se bastassero i documenti ufficiali, con tanto di timbri e firme delle corti uruguayane, l’affaire Minetti sarebbe “solo” la storia di una donna che ha sbagliato in passato, ha compreso i suoi errori e ora vuole dare una vita degna ad un bambino malato e abbandonato dai genitori. Una storia triste con finale positivo.

Ma i documenti non sempre bastano se ti chiami Nicole Minetti, hai una condanna a tre anni e undici mesi per sfruttamento della prostituzione e se come compagno convivente Giuseppe Cipriani, uomo assai facoltoso grazie a locali e ristoranti in giro per il mondo, conoscente diJeffrey Epstein, sfruttatore di sesso e di minori a sua volta.

IL PDF DELLA SENTENZA

Il Quirinale ferma tutto e chiede nuovi accertamenti

I documenti non bastano, appunto, e oggi sono in corso quegli accertamenti in Uruguay che prima di concedere la grazia la procura generale di Milano, che ha avviato l’iter di richiesta della clemenza, e il ministero della Giustizia che quell’istruttoria ha validato, non hanno ritenuto opportuno approfondire. Il Quirinale, unico ed esclusivo titolare del provvedimento di grazia, anche ieri ha dovuto ribadire lo stato dell’arte: “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia.

Successivamente sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle del parere che l’accompagnava. Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere – d’intesa con il Ministero della Giustizia – che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento”.

LEGGI Curreri: «Retaggio della monarchia. Dal 2006 la grazia compete solo al presidente»

Le due facce del caso: giudiziaria e politica

L’affaire Minetti ha due facce: una investigativa-giudiziaria; l’altra politico-istituzionale. Sulla prima mercoledì i legali di Minetti hanno consegnato al sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, titolare del procedimento, tutto il fascicolo della pratica comprensivo dei numerosi passaggi dell’istruttoria in Uruguay. Perché non è stato fatto prima? “Ai fini della grazia è stata considerata sufficiente quella prima produzione di atti” ha detto ieri l’avvocato Emanuele Fisicaro.Adesso si tratta di aspettare l’esito delle verifiche. Nessuno sgambetto a Nordio, quindi. Bensì un’operazione verità perché se è stato sottovalutato qualcosa, sarà corretto dopo. Meglio tardi che mai.

L’adozione in Uruguay: cosa dicono gli atti

Tra questi, ad esempio, la sentenza n.7/2023 con cui il 15 febbraio 2023 la dottoressa Gracia Gonzalves del tribunale di Maldonado chiude l’adozione del bambino da parte della coppia Minetti-Cipriani. Sono sedici pagine che ricostruiscono i tanti passaggi avvenuti in tre anni, dal 2020 al 2023 e che sembrano dare ragione a Minetti. Il minore “era stato abbandonato” – si legge – e per questo è stata “accolta la domanda di adozione, dichiarando il bambino definitivamente separato dai genitori con la decadenza della potestà genitoriale”. Nelle motivazioni si legge che “i genitori hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita e non si sono presentati all’Inau (Istituto nazionale per bambini e adolescenti in Uruguay) per avere notizie di lui”.

Il percorso del bambino e il legame con la nuova famiglia

Per questo “si è deciso di tenerlo nell’Istituto” valutando la situazione “eccezionale a causa della malattia del piccolo” e per consentire alle famiglie di “presentare domanda di adozione senza l’ordine di priorità”. I giudici di Maldonado scrivono che il minore, incontrato la prima volta alla fine del 2019 (ma non sono precisate le circostanze) “chiede di vedere” Minetti e Cipriani, li chiama “mamma e papà”, raccontano di un legame che si “rafforza nel mese di marzo 2020 quando viene formalizzata la domanda di adozione”. Nell’aprile 2021 diventano “la famiglia adottiva” ma ancora affidataria.

La richiesta di grazia e il via libera iniziale

Questa sentenza è stata ricevuta e ratificata dal Tribunale di Venezia nel 2024. Sulla base di questi atti e visto che, come scrive il procuratore Brusa, “la condannata ha dimostrato una radicale presa di distanza dal passato deviante e una seria volontà di riscatto sociale”, il 9 gennaio 2026 viene presentata al ministero la domanda di grazia. Nordio la firma. Il Quirinale fa altrettanto il 18 febbraio. Fino al 10 aprile non ne sapremo nulla.

Nuove verifiche su medici e istituzioni uruguaiane

Ma questi documenti, come detto, non sono sufficienti. Adesso saranno sentiti tutti i medici che hanno avuto in cura il bimbo, anche in Italia seppure per consulenze informali. Soprattutto quelli stranieri. E sono in corso anche accertamenti sull’Inau. I legali dicono che le “consulenze dei medici stranieri sono già allegate al fascicolo uruguayano”. Il caso ha scatenato la stampa e le tv di Punta de l’Este che alimentano ricostruzioni. Ad esempio, un’altra coppia avrebbe voluto adottare lo stesso bambino.

Il nodo politico e la posizione del governo

Ma c’è un dato che a questo punto assume un valore diverso e coinvolge l’aspetto politico-istituzionale del caso: a dicembre 2025 il ministro Nordio avrebbe sollecitato la procedura di grazia presso la procura generale di Milano. Il 9 gennaio la procura inoltra la richiesta con parere positivo al ministero. Che poi la girerà alla Presidenza della Repubblica. Giorgia Meloni non ne vuole più sapere del “caso Minetti” perché “gli italiani sono interessati al Piano Casa e alle accise, non a Minetti”. Così ieri, all’ennesima domanda sulla ex Ape regina delle cene eleganti, la premier ha interrotto la conferenza stampa.

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