4 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Feb, 2026

Piantedosi in Aula: «A Torino livello scontri con dinamiche terroristiche»

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Informativa del ministro Piantedosi alla Camera sugli scontri di Torino: omaggio agli agenti feriti, misure di sicurezza e allarme su dinamiche terroristiche


Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha aperto alla Camera dei deputati l’informativa sugli scontri avvenuti a Torino rendendo omaggio agli agenti rimasti feriti. Le sue parole, pronunciate a nome del governo, sono state accolte da un applauso bipartisan dell’Aula, con i deputati in piedi. Piantedosi ha espresso solidarietà a tutte le forze di polizia impegnate nella tutela dell’ordine pubblico, sottolineando la complessità del contesto in cui hanno operato.

Il titolare del Viminale ha rivendicato il “grande lavoro” svolto sul campo, spiegando che il dispositivo di sicurezza predisposto ha evitato conseguenze ben più gravi rispetto a quelle che erano, a suo dire, “nei programmi dei manifestanti”. Secondo Piantedosi, l’azione preventiva ha ridotto il fronte degli aggressori violenti e impedito devastazioni nel centro storico della città.

IL VIDEO COMMENTO di A. BARBANO Torino, contro la violenza meno spot più riforme

Il dispositivo di sicurezza e i controlli preventivi

Piantedosi ha ricordato che il Ministero dell’Interno aveva disposto l’invio di circa mille unità di rinforzo dei reparti delle forze di polizia, accompagnato da un’intensa attività di controllo del territorio. Particolare attenzione è stata rivolta alle stazioni ferroviarie, all’aeroporto, ai caselli autostradali e ai valichi di frontiera, con l’obiettivo di intercettare l’arrivo di soggetti noti per precedenti specifici. Le misure adottate, ha spiegato, hanno impedito anche l’occupazione delle stazioni ferroviarie cittadine, considerate uno degli obiettivi dei gruppi violenti.

Identificazioni, provvedimenti e sequestri

L’efficacia del dispositivo organizzato dalla questura di Torino, secondo il ministro, è dimostrata dall’identificazione di circa 800 persone nelle ore precedenti la manifestazione, di cui oltre 50 straniere. Sono stati inoltre emessi 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane, oltre al sequestro di materiali che avrebbero potuto essere utilizzati per creare disordini.

“Strategia di innalzamento dello scontro”

Nel passaggio più politico dell’intervento, Piantedosi ha parlato di una strategia volta a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni, finalizzata a compattare e galvanizzare la galassia anarco-antagonista. A suo giudizio, l’attuale fase presenta elementi che “richiamano dinamiche squadristiche e terroristiche” già viste in alcune stagioni del passato, pur con differenze di contesto.

Manifestazioni e violenza

Il ministro ha ricordato che sotto l’attuale governo il numero delle manifestazioni di piazza è aumentato, anche in ragione del difficile contesto internazionale. Tuttavia, ha distinto il diritto a manifestare dalla crescente propensione ad aggredire le forze di polizia e a devastare le città, fenomeno che, ha affermato, deve essere contrastato con sanzioni e strumenti efficaci.

Il richiamo alle “coperture politiche”

Secondo Piantedosi, non è priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione, arrivata in alcuni casi a sollecitare forme di rivolta sociale. I disordini di Torino, ha sostenuto, mostrano il volto di gruppi organizzati di facinorosi che operano anche grazie a “coperture politiche ben identificabili”. “Chi sfila a fianco di questi delinquenti – ha affermato – finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”. Questo passaggio è stato accolto dagli applausi dei soli parlamentari del centrodestra.

Il contesto e il riferimento ad Askatasuna

Nel ricostruire il contesto, Piantedosi ha ricordato l’assemblea nazionale del 17 gennaio presso l’Università di Torino, indetta da Askatasuna, alla quale avrebbero partecipato circa 750 persone appartenenti a diverse aree dell’antagonismo nazionale. In quella sede, ha riferito il ministro, il corteo del 31 gennaio sarebbe stato presentato come “una resa dei conti con lo Stato democratico” e come uno spartiacque nello scontro con le istituzioni.

L’appello alla condanna unanime

In chiusura, Piantedosi ha auspicato una condanna unanime delle violenze e delle aggressioni, definendola un segnale indispensabile di responsabilità e moderazione. Senza una presa di distanza netta, ha avvertito, si rischia di alimentare ulteriormente lo scontro e di offrire pretesti a chi punta a destabilizzare il confronto democratico. Al termine del suo intervento, gli applausi sono arrivati dai banchi della maggioranza.

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