Il governo accelera sulla stretta alla sicurezza: in arrivo un decreto con fermo preventivo e scudo per gli agenti. Vertice convocato a Palazzo Chigi
«Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo la visita agli agenti feriti a Torino, annunciando una stretta sulla sicurezza che potrebbe tradursi in un nuovo decreto legge.
La premier ha convocato per l’inizio della settimana un vertice di governo a Palazzo Chigi per affrontare le minacce all’ordine pubblico emerse negli ultimi giorni e valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Dalla riunione dovrebbe uscire un pacchetto di misure da portare in Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio. Al tavolo sono attesi i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio, oltre ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.
Scudo per gli agenti e fermo preventivo
Salvini si dice certo di un intervento «corposo». Tra le misure in discussione c’è lo scudo per le forze dell’ordine, che eviterebbe l’iscrizione automatica nel registro degli indagati in caso di legittima difesa, e il fermo preventivo per i manifestanti ritenuti pericolosi prima dei cortei. Il vicepremier spinge per una durata fino a 48 ore, rispetto alle 12 previste nelle bozze circolate finora.
«È una misura fondamentale per garantire lo svolgimento pacifico delle manifestazioni».
Le altre norme allo studio
Nel pacchetto sicurezza potrebbero entrare anche lo sgombero accelerato degli immobili occupati, esteso alle seconde case, una stretta sui ricongiungimenti familiari dei migranti e nuove regole per la prevenzione della violenza urbana. La stretta sui coltelli, inizialmente prevista nel decreto, potrebbe invece confluire in un disegno di legge separato.
PER APPROFONDIRE:
Salvini collega l’urgenza anche alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina: «L’Italia sarà sotto gli occhi del mondo, dobbiamo prevenire qualsiasi episodio di violenza».
IL VIDEO COMMENTO di A. BARBANO Torino, contro la violenza meno spot più riforme
Le critiche dei sindacati
Dura la reazione dei sindacati alla proposta di obbligare gli organizzatori dei cortei a depositare una cauzione per coprire eventuali danni. La CGIL parla di misura «impropria e incostituzionale» e annuncia battaglia parlamentare. Anche la CISL avverte che non si può confondere chi semina violenza con chi esercita un diritto costituzionale.
Informativa in Parlamento
Martedì è attesa un’informativa del ministro dell’Interno Piantedosi sugli scontri di Torino: alle 14 alla Camera e alle 16 al Senato.
























