11 Ott, 2026

Riad, attacco all’aeroporto: 12 morti e oltre 300 feriti. Trump valuta l’intervento contro gli Houthi

Il terzo attacco in una settimana contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad aggrava l’escalation regionale legata alla guerra contro l’Iran. Washington valuta un intervento a fianco dell’Arabia Saudita, mentre cresce la preoccupazione per la sicurezza dei civili e delle infrastrutture strategiche.


Almeno 12 persone sono morte e 309 sono rimaste ferite nell’attacco che sabato ha colpito l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Il bilancio, diffuso dalle autorità dell’aviazione civile saudita, fa dell’episodio il più grave nel Paese da oltre un decennio. Tra le vittime figurano quattro cittadini sauditi, due del Bangladesh e persone provenienti da Stati Uniti, Giordania, Palestina, Siria, Sudan ed Egitto. Si tratta del terzo attacco contro lo scalo in una settimana. L’escalation alimenta i timori di un allargamento del conflitto regionale e spinge Washington a valutare un possibile intervento militare contro i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran.

I raid precedenti avevano provocato quattro morti e danneggiato gravemente un aereo commerciale fermo sulla pista. Sabato, dopo l’esplosione, i voli sono stati dirottati e le operazioni aeroportuali sospese. Testimoni hanno riferito di persone ferite a terra e di ambulanze accorse sul posto. Alcuni dei feriti versano in condizioni critiche.

Gli Houthi minacciano il traffico aereo saudita

I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, non hanno rivendicato l’ultima azione, ma hanno dichiarato di aver paralizzato l’aeroporto e avvertito le compagnie aeree internazionali di evitare lo spazio aereo saudita, considerato teatro di operazioni militari. Una coalizione guidata da Riad ha promesso una risposta.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington potrebbe unirsi ai raid sauditi contro gli Houthi: «Potremmo farlo. Valuteremo la situazione». Il segretario di Stato Marco Rubio ha condannato gli attacchi, mentre il segretario generale dell’Onu António Guterres ha ricordato che colpire civili e infrastrutture civili viola il diritto internazionale.

La guerra contro l’Iran allarga il conflitto regionale

L’escalation si inserisce nell’allargamento regionale della guerra contro l’Iran, avviata a febbraio da Stati Uniti e Israele. Sul terreno, il governo yemenita sostenuto dai sauditi ha lanciato un’offensiva per riconquistare il territorio sottratto dagli Houthi, che hanno preso il controllo dello strategico stretto di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso. L’avanzata governativa procede lentamente, mentre i ribelli assediano Taiz, la terza città dello Yemen.

Il conflitto, iniziato nel 2015 con l’intervento saudita, ha causato centinaia di migliaia di morti tra combattimenti e carestia. La tregua del 2022 è crollata quest’estate. Ora gli attacchi minacciano anche i collegamenti aerei e gli appuntamenti internazionali dedicati a energia e investimenti previsti a Riad.

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