Il maltempo, con violenti temporali e due trombe marine, colpisce tutta l’Italia, partendo con la Sicilia, con danni ingenti a Lipari, Marsala e Petrosino. Allagamenti e strade sommerse anche ad Anzio e Nettuno, dove i sindaci chiedono lo stato di calamità.
Strade trasformate in fiumi, abitazioni allagate, automobili bloccate nel fango e famiglie costrette a lasciare le proprie case. Il maltempo in Italia ha colpito diverse aree, dalla Sicilia al litorale laziale, provocando danni e richiedendo numerosi interventi della Protezione civile e dei vigili del fuoco. Tra le situazioni più critiche figurano quelle di Lipari, nell’arcipelago delle Eolie, e dei Comuni di Marsala e Petrosino, nel Trapanese, dove il passaggio di due trombe marine ha lasciato dietro di sé abitazioni danneggiate e persone sfollate.
Lipari, violento temporale nella notte: strade invase dal fango
A Lipari, un violento temporale si è abbattuto sull’isola durante la notte, raggiungendo la massima intensità tra l’1 e l’1.40. Il bilancio provvisorio comprende decine di abitazioni allagate, automobili rimaste impantanate nell’area del porto di Sottomonastero e strade ricoperte di fango, anche nel centro abitato. Sono inoltre esondati i torrenti Ponte e Valle, trascinando detriti fino alle spiagge e in mare. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco, impegnati anche nel soccorso agli automobilisti rimasti in difficoltà.
Più a ovest, nel Trapanese, le conseguenze delle due trombe marine che hanno attraversato il territorio hanno costretto diverse famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. A Marsala sono tre i nuclei familiari, per un totale di sette persone, che non hanno potuto trascorrere la notte nelle proprie case, dichiarate inagibili o distrutte. Il Comune ha sistemato una famiglia di tre persone in una struttura alberghiera, mentre le altre due hanno trovato ospitalità presso amici e parenti.
Petrosino, otto famiglie sfollate dopo la tromba marina
A Petrosino, dove la tromba marina ha provocato danni ingenti, sono invece otto le famiglie sfollate. Quattro sono state accolte in un albergo messo a disposizione dal Comune, mentre le altre hanno trovato riparo presso parenti. L’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Anastasi ha approvato una delibera per chiedere alla Regione Siciliana di attivare le procedure necessarie alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
Gli uffici comunali, insieme al centro operativo di Protezione civile, stanno effettuando sopralluoghi per valutare i danni, stabilire le priorità e quantificare le risorse necessarie a mettere in sicurezza il territorio e ripristinare le infrastrutture. «Petrosino non può essere lasciata sola», ha dichiarato Anastasi, chiedendo alla Regione e al Governo interventi tempestivi e risorse adeguate per sostenere i cittadini colpiti e riparare i danni.
Problemi anche sul litorale a sud di Roma, dove i sindaci di Anzio e Nettuno, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini, hanno annunciato l’intenzione di chiedere alla Regione Lazio la dichiarazione dello stato di calamità. Il nubifragio di ieri mattina ha provocato allagamenti, soprattutto ai piani bassi delle abitazioni, e trasformato numerose strade in corsi d’acqua. Nelle ultime 24 ore sono caduti 80 millimetri di pioggia, una quantità superiore a un decimo delle precipitazioni che interessano mediamente i due Comuni nell’arco di un anno.
Dopo l’allerta arancione, le amministrazioni avevano disposto la chiusura delle scuole e attivato i centri operativi comunali. È stato inoltre richiesto alla Protezione civile regionale il supporto di personale e mezzi. Con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, è stato deciso di non aprire il Centro operativo misto, mentre le squadre disponibili continuano a lavorare per fronteggiare le conseguenze del maltempo.





























