9 Ott, 2026

Roma test di maturità per il Como, l’Inter prova ad allungare

di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – La lunga pausa per le Nazionali, con l’ottimo ritorno di Mancini ct, restituisce un campionato non privo di incognite. La scoperta più stuzzicante della sesta giornata sarà all’ora di pranzo di domenica in riva al lago. Nessuno 7 anni fa, quando il Como bazzicava la serie D senza presagire gli sviluppi della ricca svolta indonesiana, immaginava una potenziale sfida da scudetto nel piccolo stadio Sinigaglia. Dove la squadra di Gasperini, prima in classifica con Inter e Lazio, affronta un esame che è tale anche per il suo avversario: il Como deve capire se la sconfitta di Frosinone, prima della sosta, è stata un inciampo episodico oppure l’avvisaglia dell’impossibilità di competere per il titolo. Fabregas verifica la tenuta fisica e mentale di talenti poco abituati a scendere in campo ogni tre giorni. Sta per arrivare la prima trasferta di Champions, a Rotterdam col Feyenoord, e la spensieratezza l’ha un po’ offuscata il peso delle aspettative generali, giustificate dalla rapida ascesa dei protagonisti: Da Cuhna è appena diventato titolare nella Francia di Zidane.

Confortati dal recupero di Malen anche in vista di mercoledì 14 ottobre all’Olimpico contro il Real Madrid di Mourinho, già indigesto all’Inter al Bernabeu, i romanisti attendono con fiducia il duello lacustre, il secondo consecutivo con una pari grado tecnico, dopo lo spettacolare pari con gli interisti. Che parrebbero aiutati dal calendario nel tentativo di fuga. L’Inter ospita infatti di sabato il Parma, che si è affidato a Gilardino al posto di Cuesta per dare un’impennata al grigio rendimento. Chivu liquida con fastidio l’argomento dell’ipotizzato cambio di modulo col passaggio alla difesa a 4, ricordando che il calcio non è il Subbuteo. Perso Jones per infortunio, ritrova Çalhanoglu. Deve decidere se fare riposare il goleador azzurro Pio Esposito e Lautaro e se testare la coppia d’attacco Thuram-Bonny e in corso d’opera Spence, oltre a Provedel in porta dall’inizio. Il turnover è funzionale alla Champions: il Bruges sembra abbordabile, ma è vietato sbagliare.

Del terzetto al comando le pressioni minori le vive la Lazio, assente dalle coppe. Gattuso l’ha guidata finora a un percorso eccellente e inatteso, che vuole proseguire col Monza in casa, parola tuttora impropria: l’Olimpico laziale è sempre semivuoto per la contestazione al presidente Lotito.

Ma della laboriosa opera di ricucitura l’allenatore si sta facendo carico attraverso i risultati. E se gli ultras intransigenti lasciano deserta la Curva Nord, gli altri settori dello stadio si stanno lentamente ripopolando. Due partite del programma sono assai intriganti per merito delle squadre sfavorite, salite di ruolo grazie alla partenza a razzo.

Il coraggioso Cagliari di Pisacane è quarto a 1 punto dalla cima: ne ha 2 più della Juventus, che arriva in Sardegna con circospezione. Spalletti, per non restare staccato, deve confermare di non avere raccolto con l’Atalanta un successo solo effimero. Il Frosinone di Alvini, bandiera dichiarata delle squadre a maggioranza di calciatori italiani, si presenta senza il centravanti Raimondo al Maradona con 3 punti in più del Napoli. Al quale Allegri, pure lui tentato dal cambio di linea difensiva (da 4 a 3), intima la risalita in campionato e l’avvio di un cammino spedito in Champions, a cominciare dalla tappa spagnola col Villarreal. Intanto Mc Tominay è stato dichiarato idoneo dopo l’operazione di routine al cuore.

A Reggio Emilia il Milan è chiamato a battere il Sassuolo, per nulla votato alla sconfitta: Amorim, che ritrova Modric stanco per le fatiche con la Croazia ma Gonçalo Ramos esaltato dalla consapevolezza di avere spodestato Cristiano Ronaldo nel Portogallo, preannuncia contro Aquilani una gara di intuizioni tattiche: nell’amichevole col Padova sono consistite nel varo della difesa a 4.

 Genoa-Fiorentina apre il turno sabato pomeriggio. Le evidenti turbolenze societarie (il nuovo capo del settore tecnico Modesto ha il mandato del rilancio), il penultimo posto e gli infortuni di Sow e Colombo penalizzano De Rossi, che tiene in serbo come jolly El Shaarawy, per scacciare i veleni attorno alla panchina, mentre Vanoli medita di portare la barca in acque tranquille con l’aiuto dei due italiani Fagioli e Ndour, ringalluzziti in Nazionale e Under 21.

L’intento domenicale del Lecce è il salto a centro classifica, meta dalla quale è al momento distante il Bologna terzultimo. Palladino è soddisfatto dell’ingaggio di Darmian e progetta di aggiustare i guasti anche con le giocate appuntite di Orsolini.

Bergamo si aspetta da Sarri l’uscita dell’Atalanta dalla palude della terra di mezzo. Ma Stroppa non può continuare a perdere: il Venezia cerca ancora il primo punto. Nel posticipo serale del lunedì Torino e Udinese, a quota 4, provano il balzo in avanti l’una a scapito dell’altra. C’è curiosità tra i tifosi friulani per l’eventuale debutto dell’ex Bayern Alaba.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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