8 Ott, 2026

Legge elettorale, via libera definitivo della Camera

La Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il provvedimento passa dopo il voto di fiducia del 6 ottobre e chiude l’iter parlamentare.


La Camera ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di un voto a scrutinio segreto. Tra i banchi della maggioranza è scattato un lungo applauso, mentre le opposizioni hanno protestato esponendo cartelli con le scritte «Legge truffa», «No all’imbroglio» e «Con Meloni – sanità + armi».

Il via libera arriva dopo il voto di fiducia del 6 ottobre, quando il governo aveva ottenuto l’approvazione delle modifiche ai primi due articoli del provvedimento. Ieri erano stati invece approvati l’articolo 3, relativo alla ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano, e l’articolo 8, che estende ai caregiver la possibilità di votare fuori sede.

Gli obiettivi della nuova legge elettorale

Secondo la maggioranza, la riforma punta a garantire maggiore stabilità e governabilità. Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha sostenuto che con il nuovo sistema «i governi saranno decisi dagli elettori» e non più attraverso accordi successivi al voto. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha definito la legge uno strumento per assicurare «una maggioranza certa scelta dagli italiani», sostenendo che chi vince potrà governare per cinque anni. Tra le novità rivendicate dal governo ci sono anche il ritorno delle preferenze e l’estensione del voto ai fuori sede.

La premier Giorgia Meloni ha salutato l’approvazione come una prova di compattezza della maggioranza: «A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini».

La reazione delle opposizioni

Durissima la reazione delle opposizioni. Il leader di +Europa Riccardo Magi, che ha interrotto dopo otto giorni il digiuno intrapreso contro la riforma, ha annunciato che la battaglia proseguirà sul terreno giudiziario. «Ancora una volta, il nostro Paese ha una legge elettorale incostituzionale», ha dichiarato fuori da Montecitorio, annunciando ricorsi alla Corte costituzionale. Nicola Fratoianni, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha accusato il governo di aver modificato la legge elettorale «a colpi di maggioranza» a pochi mesi dal voto.

LEGGI Data del voto, il dilemma di Giorgia: aspettare la pronuncia della Consula o anticiparla?

Critiche sono arrivate anche da Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani, che ha definito la riforma «anticostituzionale nello spirito» e ha chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non firmarla.

Sul fronte dell’opposizione parlamentare, la segretaria del Pd Elly Schlein ha incontrato alla Camera i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, insieme al responsabile organizzazione del partito Igor Taruffi, per discutere delle iniziative successive al voto.

I ricorsi contro la legge elettorale

La prima tappa della nuova fase sarà lunedì 12 ottobre alle 13, nella Sala Stampa della Camera, dove l’avvocato Pietro Adami e i professori Enrico Grosso e Roberto Zaccaria, esponenti della Rete per un voto libero e uguale, presenteranno il percorso dei ricorsi contro la legge. L’obiettivo dichiarato è ottenere una pronuncia della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni. All’iniziativa parteciperanno anche esponenti di Pd, Italia Viva, +Europa, Movimento 5 Stelle e Avs.

Con l’approvazione definitiva alla Camera si chiude dunque l’iter parlamentare della nuova legge elettorale, ma lo scontro politico è destinato a proseguire sul piano istituzionale e giudiziario.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA