6 Ott, 2026

Elezioni Csm, gli indipendenti sfidano le correnti: 64 toghe in corsa

Il 25 e 26 ottobre i magistrati eleggono i 20 componenti togati del Csm 2027-2031. Le correnti dell’Anm restano centrali, ma cresce il peso degli indipendenti. Tra i nomi che fanno discutere Cosimo Ferri, mentre Eugenio Albamonte e Salvatore Casciaro sono tra le toghe di maggiore esperienza


L’associazionismo giudiziario verrà soppiantato dalle toghe indipendenti e lontane dal meccanismo delle correnti? Poggia su questo interrogativo il futuro del prossimo Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma se non si assisterà ad un vero e proprio ‘soppiantamento’, quella che la magistratura italiana sta vivendo è senza dubbio una fase di forte transizione. I magistrati slegati dalle correnti hanno conquistato spazi di rappresentanza un tempo impensabili e condizionano fortemente l’agenda politica del dibattito interno, ma le storiche sigle associative detengono ancora le ‘chiavi’ organizzative della rappresentanza professionale.

Le elezioni per il rinnovo del Csm si terranno il 25 e 26 ottobre prossimi e porteranno alla scelta dei 20 componenti togati per la consiliatura 2027-2031, mentre è stata calendarizzata per il 28 ottobre la riunione del Parlamento in seduta comune per l’elezione dei membri laici. Ma veniamo ai candidati (sono 64 quelli definitivi).

Magistratura Indipendente – corrente storicamente più moderata e conservatrice dell’Anm, che nelle recenti tornate elettorali si è confermata come il gruppo associativo più votato – propone 12 candidati, 9 sono quelli di Unicost e Area Democratica, mentre Magistratura Democratica e il gruppo di Autogoverno diffuso propongono 8 nomi. Cinque candidati sono collegati al gruppo di Cosimo Ferri e undici sono quelli di Altra Proposta.

I candidati delle correnti

Sono dieci, infine, i candidati senza collegamento. MI è tra i gruppi più numerosi e presenta Salvatore Casciaro per il collegio di legittimità, Stefano Buccini e Gaetano Bono nei due collegi requirenti. Nei collegi giudicanti corre con Ernesta Occhiuto e Giovanna Mullig nel primo, con Maria Tiziana Balduini e Andrea Balba nel secondo e Maria Ilaria Romano e Giancosimo Mura nel terzo. Giulio Corsini, Ugo Scavuzzo e Song Damiani sono candidati nel quarto. Il consigliere della Corte di cassazione Salvatore Casciaro è quello indicato per il collegio nazionale di legittimità.

Tra i giudicanti figurano diversi magistrati con incarichi direttivi o di responsabilità negli uffici, come Balduini, Romano e Scavuzzo.

Unicost schiera Elisabetta Ceniccola per il collegio unico di legittimità, Rosalia Affinito nel primo collegio requirente e Giuliano Caputo nel secondo. Per i giudicanti i candidati sono Alessandra Salvadori nel collegio 1, Valeria Ciampelli nel collegio 2, Annalisa Gianfelice e Piero Indinnimeo nel collegio 3, Filippo Di Todaro e Daniela Monaco Crea nel collegio 4.

Area, Magistratura democratica e Autogoverno diffuso

Area Democratica per la Giustizia schiera Egle Pilla nel collegio unico nazionale di legittimità, Eugenio Albamonte nel collegio requirente 1 e Gianluca De Leo nel collegio requirente 2. Nei quattro collegi giudicanti, i candidati sono Roberto Arata nel primo, Chiara Gallo nel secondo, Maria Cristina Elisabetta Ornano, Giuseppe Sepe e Antonella Rimondini nel terzo e Ilaria Casu nel quarto.

Tra i nomi di maggiore esperienza c’è Eugenio Albamonte, magistrato dal 1995 e attualmente sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. In passato è stato presidente dell’Anm nel biennio 2017-2018 e, successivamente, segretario nazionale di Area Democratica per la Giustizia. Egle Pilla, invece, è consigliera della Corte di cassazione dal febbraio 2022 e corre per il collegio unico nazionale di legittimità.

Magistratura democratica ha scelto di sostenere direttamente Monica Amirante, Daniele Cappuccio e Glauco Zaccardi, rispettivamente nei collegi giudicanti 3, 4 e 2. Accanto a loro il gruppo ha dichiarato il sostegno a cinque candidature riconducibili al progetto denominato ‘autogoverno diffuso’. Giovanni Nardecchia per la legittimità, Roberta Amadeo e Fabio Regolo per i due collegi requirenti, Angelo Mambriani e Pier Paolo Lanni per il collegio giudicante 1.

Il ritorno di Cosimo Ferri

Il raggruppamento che ha fatto più discutere soprattutto nella fase finale della presentazione dei collegamenti è quello legato a Cosimo Ferri, ex componente del Csm e in passato esponente di Magistratura indipendente, oltre che parlamentare e sottosegretario alla Giustizia. La sua candidatura è stata presentata come indipendente rispetto alla sua precedente corrente. Candidato nel collegio giudicante 2, ha dichiarato il collegamento con Elisabetta Scolozzi nel collegio 1, Annarita Donofrio e Giacomo Gasparini nel collegio 3 e Vincenzo Paolo Depalma nel collegio 4.

Altra Proposta punta sul sorteggio

Un’altra area significativa è quella raccolta da Altra Proposta, che presenta candidati selezionati attraverso il meccanismo del sorteggio e dichiara espressamente di voler proporre magistrati non espressione delle correnti. Il gruppo comprende Luca Lorenzetti per la legittimità, Giacomo Pestelli e Raffaele Barela per i due collegi requirenti, Alberto Giannone e Luisa Ferracane nel collegio 1, Francesco Lupia e Fiorella Scarpato nel collegio 2, Antonino Fazio ed Emanuela Romano nel collegio 3, Fabrizio Malagnino e Maria Grazia Caserta nel collegio 4.

Restano infine 10 candidature che non risultano inserite nei collegamenti formalizzati presso l’Ufficio elettorale centrale. Si tratta di Luisa De Renzis per il collegio di legittimità, Maria Cardellicchio nel collegio requirente 1, Monica Campese, Lucia Anna Campo e Giorgia Spiri nel collegio requirente 2, Paolo Talamo nel collegio giudicante 1, Antonio Baldassarre, Fernanda Iannone e Francesco Valentini nel collegio giudicante 3, Rossana Esposito nel collegio giudicante 4.

La crisi delle correnti e la spinta degli indipendenti

Attorno a questo rinnovo dei prossimi ‘inquilini’ di Palazzo Bachelet aleggia il dibattito animato da chi parla di una crisi del tradizionale associazionismo giudiziario e ritiene che la possibile ascesa dei magistrati indipendenti fotografi una profonda trasformazione in atto tra le toghe. Le tradizionali correnti dell’Anm rimangono attori centrali, capaci di esprimere la maggioranza assoluta dei candidati e delle liste, ma è innegabile che il peso e il ruolo dei candidati esterni a queste logiche possano creare una rivoluzione.

Un fenomeno che ha trovato la spinta normativa nella Riforma Cartabia, con i correttivi al sistema elettorale introdotti negli ultimi anni che hanno avuto l’obiettivo dichiarato di scardinare il monopolio delle correnti. Introducendo il sistema dei collegi binominali e riducendo il numero di firme necessarie per presentarsi, la legge ha reso tecnicamente e politicamente praticabili le candidature di magistrati del tutto slegati dai tradizionali apparati associativi. Questo ha aperto la strada a una mobilitazione ‘dalla base’.

C’è poi la crisi di legittimità delle correnti, con l’avanzata dei candidati indipendenti che nasce da una crisi di fiducia interna ed esterna esplosa con gli scandali legati al correntismo e alla gestione spartitoria delle nomine e degli incarichi direttivi. Ed è tra le toghe più giovani che sta montando una crescente insofferenza verso quell’obbligo morale di appartenenza, che oggi fa prevedere in questa nuova compagine del Csm non pochi colpi di scena.

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