Nidal Hasan uccise 13 persone e ne ferì 32 nella base militare di Fort Hood nel 2009. Restò paralizzato dalla vita in giù. Condannato a morte da una corte marziale, sarà fucilato da un plotone dell’esercito americano. Sarà la prima esecuzione militare negli Usa dal 1961
Nidal Hasan, l’ex maggiore e psichiatra dell’esercito americano condannato a morte per la strage del 2009 nella base militare di Fort Hood, sarà fucilato da un plotone d’esecuzione dell’esercito degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha approvato la raccomandazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth, dando il via libera necessario perché la pena capitale possa essere eseguita.
Hasan, oggi 56enne, uccise 13 persone e ne ferì altre 32 il 5 novembre 2009 nella base di Fort Hood, a Killeen, in Texas. Nel 2013 una corte marziale lo riconobbe colpevole e lo condannò a morte.

La prima esecuzione militare dal 1961
Se la condanna verrà eseguita, Hasan sarà il primo detenuto messo a morte dopo una condanna pronunciata da una corte marziale americana dal 1961. L’ultimo fu il soldato John Bennett, impiccato a Fort Leavenworth, in Kansas, per lo stupro e il tentato omicidio di una bambina in Austria.
La legge federale stabilisce che una condanna a morte emessa da una corte marziale non possa essere eseguita senza l’approvazione del presidente. Nel marzo 2025 la Corte Suprema aveva respinto la richiesta di Hasan di esaminare il ricorso contro la condanna, aprendo così la strada all’esecuzione.
Hegseth aveva già annunciato nel settembre 2025 di aver chiesto a Trump di autorizzarla.
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Il Pentagono: «Il giorno del giudizio è arrivato»
«Il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha raccomandato – e il presidente Donald J. Trump ha approvato – la morte tramite plotone d’esecuzione dell’esercito americano per il terrorista condannato Nidal Malik Hasan», ha dichiarato il portavoce del Pentagono Sean Parnell.
Sarà il segretario dell’Esercito a stabilire la data e il luogo dell’esecuzione. «Il giorno del giudizio per Hasan è finalmente arrivato», ha aggiunto Parnell. Hegseth ha rilanciato il messaggio con una sola parola: «Giustizia».
La strage nella base di Fort Hood
Il 5 novembre 2009 Hasan, allora maggiore dell’esercito, aprì il fuoco in un’affollata sala d’attesa della base, dove decine di militari stavano aspettando le ultime visite mediche prima di essere inviati in Iraq e Afghanistan.
Tredici persone furono uccise e 32 ferite. Tutte le vittime tranne una erano militari. Tra loro c’era anche una soldatessa incinta.
La sparatoria terminò quando Hasan venne colpito durante la reazione al fuoco. Rimase paralizzato dalla vita in giù.
Durante il processo Hasan disse di aver agito per difendere la leadership dell’«Emirato islamico dell’Afghanistan, i Talebani». Nel corso della corte marziale rinunciò sostanzialmente a presentare una difesa.
Hasan è attualmente uno dei quattro detenuti nel braccio della morte condannati alla pena capitale dalla giustizia militare Usa.































