Il documento, mostrato da Kiev ai partner europei e ottenuto dal New York Times, prevede fino a mille attacchi con missili, droni e bombe. Nel mirino le infrastrutture che collegano alla rete le tre centrali nucleari operative
La più potente offensiva dall’inizio della guerra contro il sistema energetico ucraino. La Russia avrebbe pronto il piano per lasciare le grandi città senza elettricità, riscaldamento e acqua nel pieno dell’inverno.
Un piano articolato in più fasi, che prevederebbe fino a mille attacchi con missili, droni e bombe contro centrali elettriche, sottostazioni, impianti idroelettrici e termici, stazioni di pompaggio dell’acqua e perfino le infrastrutture che collegano alla rete le tre centrali nucleari ancora operative nel Paese.
Il documento che descrive l’operazione sarebbe stato intercettato dagli ucraini e mostrato due settimane fa a Parigi dal ministro dell’Energia Denys Shmyhal ai partner europei. Il New York Times, che ne ha ottenuto una copia, precisa di non essere stato in grado di verificarne autonomamente l’autenticità. Il documento è datato agosto ed è scritto in russo.
Un primo passo di quella che Kiev considera la nuova campagna russa potrebbe essere già arrivato. Prima dell’alba di mercoledì missili e droni hanno colpito una grande centrale termoelettrica e altre infrastrutture energetiche.
Le esplosioni hanno scosso Kiev e al mattino diversi quartieri della capitale sono rimasti senza elettricità e acqua. Secondo le autorità ucraine, è l’inizio di una nuova offensiva destinata a precipitare le città nel freddo e nel buio, indebolendo insieme la popolazione e lo sforzo bellico.
Mille missili, droni e bombe
Il piano mostrato agli alleati europei descrive una campagna metodica contro l’intero sistema energetico. Ma il passaggio più grave riguarda le tre centrali nucleari ucraine ancora operative.
Secondo il documento, l’obiettivo russo sarebbe costringerle a fermarsi non colpendo direttamente i reattori, ma attaccando con missili le stazioni elettriche di smistamento che le collegano alla rete nazionale. In alcuni casi queste infrastrutture si trovano a meno di un miglio dai reattori.
La quarta centrale nucleare ucraina, quella di Zaporizhzhia, è invece sotto controllo russo dall’inizio della guerra e non è operativa.
Kiev, Kharkiv e Odessa nel mirino
Gli obiettivi prioritari sono Kiev, Kharkiv e Odessa.
Il piano prevederebbe di ridurre fino al 90 per cento le forniture di elettricità in queste città, tagliare fino al 90 per cento anche il riscaldamento e compromettere il sistema fognario. L’obiettivo finale sarebbe isolare i grandi centri urbani dall’energia, dal calore e dall’acqua, creando le condizioni per una crisi umanitaria.
L’acqua. Il documento indica tra gli obiettivi anche le stazioni di pompaggio e gli impianti di trattamento delle acque reflue, che verrebbero colpiti con decine di missili balistici e bombe plananti. La Russia, osserva il New York Times, non ha mai attaccato su larga scala questo tipo di infrastrutture vitali.
Il piano in tre fasi
La strategia descritta nel documento seguirebbe una sequenza precisa. Nella prima fase verrebbero colpite le sottostazioni vicino ai confini occidentali dell’Ucraina, attraverso le quali il Paese importa elettricità dall’Europa. Nella seconda fase l’offensiva si concentrerebbe sulle centrali idroelettriche. La terza fase avrebbe invece l’obiettivo di mettere fuori servizio le tre centrali nucleari operative colpendo le infrastrutture che permettono loro di immettere energia nella rete.
Il risultato previsto sarebbe la cancellazione di quasi 15 gigawatt di capacità produttiva, sostanzialmente tutta la capacità elettrica di cui l’Ucraina disponeva alla fine dell’estate.
Putin ha già annunciato nuovi attacchi
L’autenticità del documento rimane un punto essenziale. Il New York Times non ha potuto verificarla indipendentemente e non è possibile sapere se Mosca intenda davvero attuare il piano descritto né, eventualmente, se sarebbe in grado di raggiungere gli obiettivi indicati.
C’è però un elemento pubblico che coincide con lo scenario delineato nel documento: Vladimir Putin ha dichiarato che le forze russe condurranno durante l’inverno una vasta campagna contro le infrastrutture energetiche ucraine, presentandola come una rappresaglia per gli attacchi di Kiev contro le raffinerie russe.
Shmyhal aveva inoltre accennato pubblicamente all’esistenza del piano già una settimana fa.
L’Ucraina prepara l’inverno
Kiev si prepara da mesi. Sopra le infrastrutture più importanti, comprese le sottostazioni elettriche, sono state costruite protezioni. Centinaia di milioni di dollari sono stati spesi per riparare centrali e reti danneggiate e sono state installate turbine a gas e unità di produzione più piccole e quindi più difficili da colpire. La rete è stata inoltre rafforzata per consentire di deviare l’elettricità quando un attacco interrompe una linea di trasmissione.
Anche i civili si stanno preparando con batterie e piccoli sistemi di riscaldamento a gas. Hanno alle spalle l’inverno più difficile dall’inizio della guerra: a Kiev le interruzioni dell’elettricità hanno raggiunto regolarmente dodici ore o più al giorno.
Nei palazzi più alti, quando mancava la corrente, l’acqua non riusciva a raggiungere i piani superiori perché le pompe smettevano di funzionare. Gli ascensori restavano bloccati.
«Una maratona con un solo polmone»
Il problema è che quattro inverni di guerra hanno già indebolito profondamente la rete elettrica.
Olena Pavlenko, responsabile del think tank energetico ucraino DiXi Group, ha descritto la situazione con un’immagine: affrontare un altro inverno in queste condizioni sarà come «correre una maratona con un solo polmone».
Ad agosto Shmyhal aveva riferito al Parlamento che l’Ucraina disponeva di circa 15 gigawatt di capacità e contava di superare i 21 entro la fine dell’anno, abbastanza per sostenere una domanda invernale che l’anno scorso aveva raggiunto circa 18 gigawatt. Ma i calcoli non tenevano conto di una nuova offensiva sistematica. Secondo Maria Tsaturian, analista dell’Ukraine Facility Platform, potrebbero bastare pochi attacchi per cancellare i cinque gigawatt che l’Ucraina è riuscita a recuperare negli ultimi mesi.
































