1 Ott, 2026

Francia, rivolta studenti: scuole in fiamme, presidi feriti. Oltre 600 fermi

La protesta degli studenti in Francia

La protesta partita dai licei raggiunge le università. A Marsiglia dirigenti scolastici aggrediti e cosparsi di benzina, incendi a Nantes e Rouen, trasporti sospesi in diverse città. Lecornu convoca un vertice di crisi


Non si fermano più da giorni, gli studenti. L’onda della protesta non si è ancora infranta: gonfia di violenza, si è allargata a decine di città francesi. Dopo giorni di blocchi nei licei, oggi ha raggiunto anche le università. La Francia, devastata da un’estate di incendi, brucia di nuovo.

A Marsiglia alcuni dirigenti scolastici sono stati aggrediti e cosparsi di benzina. Gli studenti di Nantes hanno dato fuoco al liceo Nelson Mandela. A Rouen due presidi feriti. Feriti anche a Parigi negli scontri tra giovani e forze dell’ordine. Il premier Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi e il governo ha annullato fino a lunedì gli spostamenti previsti dei ministri.

La protesta è partita circa una settimana fa da alcuni licei della regione parigina per poi estendersi rapidamente al resto del Paese. Le rivendicazioni riguardano la carenza di insegnanti e personale, gli edifici scolastici degradati, le classi sovraffollate e la pressione provocata da Parcoursup, la piattaforma nazionale per l’accesso all’università.

L’ultimo giorno di settembre risultavano coinvolti 356 licei, 338 il giorno precedente.

Giovedì al movimento si sono aggiunti anche una trentina di campus universitari.

Presidi cosparsi di benzina a Marsiglia

L’episodio più grave al liceo Victor Hugo di Marsiglia. Secondo la Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur, il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’istituto sono stati aggrediti all’interno della scuola e cosparsi di benzina. Le autorità locali hanno parlato di un tentativo di incendio avvenuto all’interno dell’edificio.

La rete dei trasporti pubblici ha sospeso autobus, tram e metropolitane dopo atti vandalici e aggressioni ai conducenti. La violenza ha investito anche altri istituti.

A Rouen due dirigenti scolastici sono rimasti feriti durante le proteste. Nel Pas-de-Calais il preside di un liceo di Auchel è stato colpito all’orecchio da un razzo pirotecnico ed è stato ricoverato.

In fiamme il liceo Nelson Mandela di Nantes

A Nantes un incendio l’atrio del liceo Nelson Mandela, propagandosi anche alla facciata prima di essere domato. Secondo le autorità scolastiche citate dai media francesi, è stato appiccato durante il blocco dell’istituto.

Incidenti e blocchi vengono segnalati anche a Strasburgo, Lille, Lione e nella regione parigina. A Strasburgo è stata sospesa la circolazione dei tram per limitare gli spostamenti dei gruppi coinvolti nei disordini e sono stati vietati il trasporto di carburante in taniche e l’uso di fuochi d’artificio.

A Lille la polizia ha utilizzato lacrimogeni davanti al liceo Faidherbe, mentre sono state incendiate alcune pattumiere e danneggiate pensiline degli autobus. Nell’area di Lione risultano coinvolti una trentina di istituti e un principio d’incendio ha interessato la facciata del liceo Lumière.

Centinaia di fermi, decine di agenti feriti

Il bilancio è pesante. Già mercoledì 30 settembre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha riferito di 625 persone fermate, molti minorenni, e 83 poliziotti e gendarmi feriti. Il ministero dell’Istruzione conta dall’inizio della mobilitazione 119 feriti, 34 dei quali tra il personale scolastico.

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray, pur riconoscendo come «legittime» le rivendicazioni degli studenti, ha denunciato violenze di «estrema gravità». Dove blocchi e devastazioni non consentiranno di garantire la sicurezza, il governo ha disposto la possibilità di trasferire le lezioni a distanza.

Lecornu convoca il vertice di crisi

La dimensione raggiunta dalla protesta ha costretto il governo a intervenire. Sébastien Lecornu ha convocato al ministero dell’Interno una cellula interministeriale di crisi. Il governo ha inoltre cancellato fino a lunedì gli spostamenti dei ministri per affrontare l’emergenza.

L’esecutivo tenta di aprire una via d’uscita politica: Geffray ha annunciato una piattaforma di concertazione sulle richieste degli studenti e successivamente un confronto nazionale per fornire risposte sulle condizioni della scuola.

Lo scontro politico: Le Pen accusa Mélenchon

La rivolta è diventata anche terreno di scontro in vista delle presidenziali del 2027. Marine Le Pen accusa La France Insoumise di avere contribuito ad alimentare le proteste e sostiene che ormai non si tratti più soltanto di manifestazioni studentesche. Jordan Bardella propone che i danni vengano fatti pagare alle famiglie degli autori delle violenze e a LFI.

Jean-Luc Mélenchon, al contrario, ha accusato nei giorni scorsi il governo di una risposta eccessivamente repressiva. Dopo le polemiche, LFI ha ribadito di sostenere la protesta ma di essere favorevole alla non violenza. Il partito respinge l’accusa di fomentare gli scontri e sostiene che la presenza dei propri eletti davanti agli istituti serva a sostenere le rivendicazioni degli studenti.

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