28 Set, 2026

Wrestling, Pac muore a 40 anni: era sul ring appena 24 ore prima

Benjamin Satterley, star della AEW conosciuta come Pac e in WWE come Neville, è morto a 40 anni. Aveva combattuto appena il giorno precedente. La causa della morte non è stata resa nota


Ventiquattro ore prima era sul ring. Benjamin Satterley, una delle stelle del wrestling internazionale conosciuta con il nome di Pac, è morto improvvisamente a 40 anni. La notizia è stata annunciata dalla All Elite Wrestling (AEW), la federazione americana per la quale combatteva dal 2019.

Le cause della morte non sono state rese note.

La scomparsa di Satterley ha sconvolto il mondo del wrestling anche per la rapidità con cui è arrivata: soltanto sabato sera il lottatore inglese aveva partecipato ad All Out, uno dei principali eventi pay-per-view della AEW, nell’area di Chicago.

Aveva affrontato Andrade El Ídolo in un incontro per l’AEW National Championship e era apparso ancora durante la parte conclusiva dello show. Il giorno dopo è arrivato l’annuncio della sua morte.

L’annuncio della AEW

«All Elite Wrestling è addolorata nell’annunciare la scomparsa di Benjamin Satterley, conosciuto come Pac», ha comunicato la federazione.

Nato a Newcastle upon Tyne, in Inghilterra, Satterley aveva iniziato la carriera nel 2004 e in oltre vent’anni aveva combattuto nelle principali organizzazioni di wrestling del mondo, costruendosi una reputazione grazie soprattutto allo stile spettacolare e alle acrobazie aeree.

La AEW lo ha ricordato come un atleta capace di conquistare i fan con «mosse innovative ad alta quota e un’incredibile abilità sul ring» e ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia, agli amici e ai tifosi.

Da Neville a Pac

Prima di diventare una delle stelle della AEW, Satterley aveva raggiunto la notorietà mondiale nella WWE, dove combatteva con il nome di Neville.

La sua capacità di eseguire manovre spettacolari dall’alto gli aveva fatto guadagnare soprannomi diventati celebri tra gli appassionati, tra cui «The Man That Gravity Forgot», l’uomo che la gravità aveva dimenticato, e «King of the Cruiserweights».

Durante gli anni in WWE conquistò il titolo NXT e per due volte il Cruiserweight Championship, diventando uno dei protagonisti della categoria dei pesi leggeri.

Dopo l’uscita dalla WWE e un periodo nel circuito indipendente, nel 2019 entrò nella All Elite Wrestling, nata proprio in quegli anni come principale alternativa americana alla WWE.

Una carriera in tutto il mondo

Con la AEW, Pac è diventato il primo All-Atlantic Champion, titolo successivamente trasformato nell’International Championship, e ha conquistato anche il World Trios Championship, combattendo davanti a decine di migliaia di spettatori anche allo stadio di Wembley.

La sua carriera non si era però limitata agli Stati Uniti. Satterley aveva combattuto anche in Giappone per Dragon Gate e New Japan Pro-Wrestling e in Messico per il Consejo Mundial de Lucha Libre.

Secondo i dati pubblicati dalla AEW e riportati dalla CNN, dal suo ingresso nella federazione nel 2019 aveva disputato 147 incontri.

Lo shock del wrestling

I messaggi di cordoglio sono arrivati immediatamente da tutto il mondo del wrestling. Il presidente della AEW Tony Khan ha ricordato Satterley come un uomo che aveva «definito l’eccellenza» per conoscenza del wrestling, capacità atletiche, professionalità e dedizione.

Il wrestler inglese Will Ospreay, che lo aveva affrontato più volte, lo ha definito «il più grande talento esportato dal nostro Paese» e «il più grande essere umano».

Nick Wayne ha invece ricordato i consigli e le conversazioni avute con lui, definendo Pac «uno dei più grandi innovatori e wrestler professionisti di sempre».

La causa della morte non è stata resa nota

Al momento né la AEW né la famiglia hanno comunicato le circostanze o la causa della morte di Satterley.

Ed è un elemento particolarmente importante proprio perché il wrestler aveva combattuto pubblicamente soltanto il giorno precedente. Non ci sono, però, informazioni ufficiali che consentano di collegare la morte all’incontro o di indicarne una causa medica.

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