1 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

31 Ago, 2026

Caro spesa, prezzi aumentati del 29,5% in 5 anni: pesano caffè, olio e uova

L’analisi del Sole 24 Ore su 31 prodotti di uso quotidiano: per il paniere che nel 2021 costava 100 euro oggi ne servono 129,50. Sempre più famiglie riducono quantità o qualità degli acquisti


Fare la spesa costa quasi un terzo in più rispetto a cinque anni fa. Tra il 2021 e il 2026, un paniere di prodotti alimentari rappresentativo della spesa settimanale di una coppia con un figlio è passato da 100 a 129,50 euro: un rincaro del 29,5%, superiore all’inflazione generale registrata nello stesso periodo, pari al 21%, e in linea con l’inflazione alimentare, salita attorno al 30%.

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A pesare sul budget delle famiglie sono soprattutto alimenti di uso quotidiano. Caffè, olio extravergine, ortaggi, uova e riso sono tra i prodotti che hanno registrato gli aumenti più consistenti, mentre cresce anche la quota di nuclei costretti a ridurre quantità o qualità degli acquisti.

Il paniere da 31 prodotti

L’analisi del Sole 24 Ore prende in esame 31 prodotti indicativi di una spesa settimanale: il confronto è costruito sui prezzi del 2021 e del 2026 e descrive l’evoluzione di un carrello-tipo, non lo scontrino identico per tutte le famiglie.

Il risultato è però netto: a fronte dei 100 euro necessari cinque anni fa, per acquistare oggi lo stesso paniere servono 29,50 euro in più. Un aggravio che colpisce soprattutto le famiglie con minori margini di spesa, per le quali gli alimenti essenziali incidono in modo più rilevante sul reddito disponibile.

Caffè, olio e verdure

Il rincaro più marcato riguarda il caffè tostato, aumentato del 51% in cinque anni. Seguono le fragole, con +48%, e l’olio extravergine d’oliva, con +47%. Tra i prodotti più presenti nelle cucine italiane, i pomodori segnano +45%, le patate +44%, il riso +44%, le uova +43% e le melanzane +41%.

Gli ortaggi di uso più comune hanno registrato in media un incremento del 39%. Sul fronte della frutta, il rincaro calcolato sul paniere è del 14%, poiché considera soltanto mele e banane. Gli aumenti più marcati riguardano invece fragole, limoni e arance.

Colazione, pasta e carne

L’aumento dei prezzi coinvolge anche la colazione e i prodotti da dispensa. Il latte costa in media il 21% in più, mentre yogurt, biscotti e merendine aumentano del 27%. Il pane segna +28%, la passata di pomodoro +26%, il tonno in scatola +25% e la pasta +24%.

Per quanto riguarda le proteine animali, la carne bovina cresce del 31%, il pollo del 33,7% e il prosciutto cotto del 21,5%. L’aumento più contenuto tra i 31 prodotti presi in esame è quello del vino da tavola, salito dell’1,8% nel periodo considerato.

Famiglie costrette a tagliare

L’effetto dei rincari emerge anche dalle scelte di consumo. Nel 2024 il 31% delle famiglie italiane dichiarava di aver ridotto quantità o qualità dei prodotti acquistati, rispetto al 24,3% del 2021. È un indicatore della difficoltà crescente nel tenere sotto controllo la spesa senza rinunciare a una parte dei consumi abituali.

Il presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, Adriano Bordignon, ha chiesto misure durature per contrastare l’erosione del potere d’acquisto. Secondo il Forum, gli incrementi sui beni essenziali trasformano la spesa settimanale in una delle principali voci di preoccupazione per un numero crescente di nuclei.

La pressione non riguarda soltanto il supermercato. Nello stesso arco di tempo, il prezzo medio del caffè al bar è passato da 1,07 a 1,30 euro, con un aumento del 21%; stessa variazione per un panino al bar. Per il taglio dei capelli, il rincaro indicato è del 14% per le donne e dell’11% per gli uomini.

Le reazioni politiche

I dati sui rincari riaccendono lo scontro politico sul potere d’acquisto. Per il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera Arturo Scotto, l’aumento dei prezzi alimentari certifica il «fallimento della destra»: l’esponente dem chiede un intervento sui salari e accusa il governo di opporsi al salario minimo mentre le famiglie più fragili subiscono in misura maggiore l’inflazione.

Sulla stessa linea il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia, che richiama gli aumenti di caffè, olio, ortaggi e carburanti e contesta all’esecutivo l’assenza di una strategia strutturale contro il caro-vita. Secondo Boccia, le misure annunciate sui carburanti sarebbero soltanto interventi temporanei, mentre la maggioranza sarebbe concentrata sulla legge elettorale. Anche il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato, Peppe De Cristofaro, parla di un governo «distante anni luce dai problemi reali degli italiani», indicando spesa, bollette e rifornimenti come le principali emergenze quotidiane per milioni di famiglie.

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