Kiev aumenta gli attacchi con droni a medio raggio contro infrastrutture strategiche russe. Nel mirino raffinerie, radar e sistemi antiaerei. Gli analisti: l’avanzata di Mosca rallenta
L’Ucraina sta colpendo sempre più in profondità il sistema militare russo e, secondo analisti e comandanti sul campo, la nuova strategia dei droni a medio raggio sta rallentando l’offensiva di Mosca. Dalle raffinerie in fiamme ai radar distrutti fino ai problemi logistici lungo il fronte, Kiev punta ora a logorare la macchina bellica russa decine e centinaia di chilometri oltre la linea dei combattimenti.
Secondo Reuters, negli ultimi mesi l’esercito ucraino ha aumentato in modo significativo gli attacchi cosiddetti «middle strikes», raid tra i 30 e i 180 chilometri dietro il fronte che hanno aperto la strada anche ai droni a lunghissimo raggio contro infrastrutture petrolifere e obiettivi strategici russi.
La nuova strategia dei droni ucraini
La guerra dei droni è diventata uno degli elementi centrali del conflitto. Kiev sostiene di aver raddoppiato il numero degli attacchi a medio raggio rispetto a marzo e quadruplicato le operazioni rispetto a febbraio.
L’obiettivo non è solo distruggere depositi o mezzi militari, ma mettere sotto pressione l’intera rete logistica russa: sistemi radar, difese aeree, comunicazioni, convogli di rifornimento e centri di comando. Robert Brovdi, comandante delle Forze ucraine dei sistemi senza pilota, ha definito questi attacchi «decisivi» per l’evoluzione della guerra. Secondo il comandante, colpire le difese russe dietro il fronte permette ai droni a lungo raggio di penetrare più facilmente nello spazio aereo nemico e raggiungere infrastrutture petrolifere e militari strategiche.
Raffinerie russe nel mirino
Negli ultimi mesi gli attacchi ucraini hanno provocato i danni più pesanti alle infrastrutture energetiche russe dall’inizio dell’invasione del 2022. Tra gli obiettivi colpiti ci sono la raffineria di Ryazan, una delle più grandi della Russia, impianti nel porto di Tuapse sul Mar Nero e la raffineria NORSI, la quarta del Paese. Alcuni raid hanno raggiunto anche la regione di Perm, a circa 1.500 chilometri dal confine ucraino.
Reuters ricorda che già il mese scorso Mosca aveva dovuto ridurre parte della produzione petrolifera a causa degli attacchi contro porti e raffinerie, mentre erano state interrotte le forniture attraverso l’ultimo oleodotto russo ancora attivo verso l’Europa.
Mosca rallenta sul fronte
Secondo diversi analisti militari, questi attacchi da soli non bastano a cambiare l’esito della guerra, ma stanno influenzando il ritmo delle operazioni russe. L’Institute for the Study of War sostiene che l’avanzata di Mosca abbia rallentato rispetto allo scorso autunno anche per effetto degli attacchi ucraini in profondità, oltre che per le fortificazioni costruite nel Donbass e le difficoltà del terreno.
Justin Bronk, analista del Royal United Services Institute di Londra, spiega che i raid costringono la Russia a disperdere le difese aeree lontano dal fronte, lasciando più esposti depositi, mezzi e centri logistici.
«Più si allungano le linee di rifornimento, più la logistica diventa complicata», ha spiegato Illia Mashyna, comandante di un battaglione ucraino di sistemi senza pilota.
Kiev accelera sulla produzione interna
Dietro la crescita delle capacità ucraine c’è anche lo sviluppo rapido dell’industria militare locale. Secondo i comandanti intervistati da Reuters, il contatto diretto tra produttori e unità operative permette di aggiornare i sistemi nel giro di pochi giorni. Tra i droni più usati ci sono i modelli Chaklun V e B-2, prodotti in Ucraina e impiegati soprattutto contro radar e sistemi antiaerei russi come Buk, Tor e Pantsir.
Per gli analisti occidentali il conflitto sta entrando in una fase nuova, in cui la capacità di colpire in profondità conta quasi quanto il controllo delle trincee sul terreno.
Il post di Zelensky su x
“Il nostro Servizio di intelligence estera dell’Ucraina ha ottenuto nuovi documenti russi che valutano le perdite del Paese aggressore causate dalla guerra. Ed è importante che si tratti proprio di una valutazione interna della Russia, che stanno cercando di nascondere sia al mondo sia al pubblico interno russo.
Il primo indicatore significativo è la riduzione dei pozzi petroliferi attivi. Una sola compagnia petrolifera russa — e non la più grande — è già stata costretta a chiudere circa 400 pozzi. Considerando le specificità dell’estrazione petrolifera russa, si tratta di perdite concrete, perché riattivare i pozzi in Russia è significativamente più difficile rispetto ad altri Paesi produttori di petrolio”.
I danni alle raffinerie
“Il secondo indicatore è la riduzione della raffinazione del petrolio di almeno il 10% in appena pochi mesi di quest’anno. Appaiono molto convincenti anche i dati sulla crisi bancaria russa: in particolare, 11 istituti finanziari si stanno preparando alla liquidazione completa a causa di problemi che non possono essere risolti in altro modo, e altre otto istituzioni bancarie hanno accumulato criticità tali da non poter essere coperte senza il coinvolgimento di risorse esterne. Gli indicatori del deficit del bilancio federale di quest’anno sono ottimistici per noi: quasi 80 miliardi di dollari già al quinto mese dell’anno. E questo sullo sfondo del fallimento di una parte significativa dei bilanci regionali russi”.
Ho inoltre incaricato il capo dell’SZRU, Oleh Luhovskyi, di diffondere, in una forma che non danneggi le nostre fonti, le informazioni ottenute sui tentativi della Russia di coinvolgere aziende globali nel risolvere la situazione di crisi finanziaria e negli schemi per aggirare le sanzioni. In particolare, abbiamo registrato, purtroppo, tentativi di organizzare l’esportazione di grano dal territorio temporaneamente occupato della Crimea, così come altre forme di sfruttamento economico della penisola con il coinvolgimento di soggetti degli Stati Uniti. Informeremo i nostri partner.
Our Foreign Intelligence Service of Ukraine has obtained new Russian documents assessing the aggressor state’s losses from the war. Importantly, this is specifically a Russian internal assessment – one they are trying to conceal both from the world and from their own domestic… pic.twitter.com/renq7JzwQN
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) May 18, 2026
Stiamo inoltre registrando tentativi di portare investimenti e tecnologie dai Paesi democratici nei progetti petroliferi e del gas russi nell’Artico. Sappiamo come contrastarlo. Grazie a tutti coloro che stanno aiutando. Grazie a tutti i nostri agenti dell’intelligence ucraina”,



















