18 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

18 Mag, 2026

Iran, fucili in tv e nelle strade. Trump: «Il tempo scade, non resterà più nulla»

Tra manifestazioni antiamericane, addestramenti pubblici con Kalashnikov e propaganda armata in televisione, in Iran cresce il clima da mobilitazione generale. Intanto Trump rilancia le minacce contro Teheran: «Il tempo sta scadendo»


Donald Trump torna a minacciare apertamente l’Iran. In un messaggio pubblicato nella notte sui social, il presidente americano ha avvertito Teheran che deve muoversi rapidamente «oppure non resterà più nulla», aggiungendo che «il tempo sta scadendo».

Per trovare il nuovo post su Truth, si passa in mezzo a una catastrofica sequenza di foto fatte dall’intelligenza artificiale. Trump che spinge il bottone rosso e fa esplodere atomiche sul pianeta. Che cammina con un alieno in manette accanto. Vari Obama, ristrutturazioni del reame, navi iraniane sotto al fondo del mare.

«Per l’Iran il tempo sta scadendo, ed è meglio che si muovano, IN FRETTA, oppure di loro non resterà più nulla. IL TEMPO È ESSENZIALE! Presidente DJT»

Sabato il presidente ha convocato al suo golf club in Virginia i massimi consiglieri per la sicurezza. Lo riporta la Cnn precisando che al meeting erano presenti il vice presidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff. Altri media hanno scritto che l’incontro si sarebbe svolto martedì.

L’ipotesi del blitz sullo stock di uranio

Tra gli scenari valutati ci sarebbe anche un’operazione speciale per sequestrare le riserve iraniane di uranio altamente arricchito, considerate da Washington e Tel Aviv il nodo della crisi. Ma comporterebbe rischi enormi per i soldati americani e potrebbe aumentare ulteriormente l’opposizione interna negli Stati Uniti a una guerra già molto contestata.

La paura di nuovi attacchi Usa-Israele

A Teheran, ogni sera migliaia di persone partecipano alle manifestazioni organizzate dal regime iraniano contro gli Stati Uniti. In piazza Tajrish, uno dei quartieri più ricchi della capitale, tra bandiere iraniane, slogan contro Washington e musica patriottica, i manifestanti scandiscono «Morte all’America» mentre i venditori ambulanti distribuiscono gadget nazionalisti e cappellini militari.

«Sono pronta a sacrificare la mia vita per il mio Paese», ha raccontato a Cnn una giovane donna di nome Tiana, con gli occhiali nei colori della bandiera iraniana. «Tutto il popolo, l’esercito e i comandanti sono pronti a combattere con il cuore e con l’anima», ha detto riferendosi alle minacce lanciate da Trump.

Un anziano manifestante ha mostrato un cartello scritto a mano: «La tecnologia nucleare e missilistica è importante quanto i nostri confini, per questo la difenderemo». «Abbiamo bisogno dell’energia nucleare, non della bomba atomica».

Sono molti gli iraniani che temono nuovi attacchi da Stati Uniti e Israele. Le manifestazioni serali, chiamate “night gatherings”, proseguono ormai da quasi tre mesi, praticamente dall’inizio della guerra.

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

I chioschi con le armi nelle piazze

Negli ultimi giorni sono comparsi anche chioschi pubblici dove i civili possono imparare a usare le armi. In piazza Vanak, una donna con il chador nero prova a montare e smontare un fucile AK-47 guidata da un uomo mascherato in uniforme militare. Poco distante, una bambina gioca con un Kalashnikov scarico puntandolo verso il cielo. Lo riporta Cnn. Il Paese si sta preparando alla possibilità di una nuova escalation militare.

La propaganda armata in tv

L’appello alla mobilitazione passa anche dalla televisione di Stato. In alcuni programmi i conduttori mostrano fucili in diretta e ricevono lezioni sull’uso delle armi da membri dei Guardiani della Rivoluzione iraniana.

Un presentatore del canale Ofogh ha sparato in studio verso il soffitto durante una trasmissione live. Un’altra conduttrice, Mobina Nasiri, ha mostrato in tv un fucile ricevuto simbolicamente da piazza Vanak.

Hossein Hosseini, del canale statale Ofogh, aveva appena ricevuto una lezione da un membro mascherato dei Guardiani della Rivoluzione islamica, l’IRGC. La conduttrice di Channel 3, Mobina Nasiri, si è rivolta ai telespettatori impugnando con entrambe le mani un fucile d’assalto dicendo: «Mi hanno mandato un’arma da piazza Vanak così che anch’io, come tutti voi, possa imparare a usarla».

Ma c’è chi ha solo paura. Chi non vuole una guerra, non vuole morire. Cnn riporta la parole di una professoressa universitaria, seduta su una panchina insieme al marito: «Vogliamo solo vivere in un Paese normale, dove i nostri figli abbiano un futuro».

Negoziati fermi sul nucleare

Da settimane i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono in stallo. Washington continua a chiedere a Teheran di ridurre drasticamente l’arricchimento dell’uranio e di rinunciare alle mosse che minacciano lo Stretto di Hormuz. L’Iran, però, ha respinto più volte le condizioni americane.

Oggi, lunedì 18 maggio, il ministero degli Esteri iraniano ha annunciato di aver presentato una nuova controproposta agli Stati Uniti, confermando che i negoziati proseguiranno con la mediazione del Pakistan. Ma la Casa Bianca ha ritenuto la nuova proposta dell’Iran “insufficiente”. Secondo quanto riporta Axios citando un funzionario americano, non rappresenta un miglioramento significativo per arrivare a un accordo. Il rischio è quello di una ripresa della guerra. 

Alla domanda sulle minacce di Trump, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha risposto: «Non preoccupatevi, sappiamo molto bene come reagire». Non ha aggiunto altro, ma da settimane i vertici iraniani promettono una risposta durissima in caso di nuovi attacchi da parte di Stati Uniti e Israele.

Usa e Israele preparano nuovi raid

Secondo il New York Times, il Pentagono sta già pianificando la possibile ripresa dell’operazione militare “Epic Fury”, sospesa dopo il cessate il fuoco annunciato da Trump il mese scorso. Due funzionari mediorientali citati dal quotidiano parlano di «preparativi intensi» tra Stati Uniti e Israele, i più importanti dall’inizio della tregua. L’ipotesi è che i raid contro l’Iran possano riprendere già nei prossimi giorni.

Secondo molti analisti, nuovi bombardamenti potrebbero non bastare a costringere Teheran ad accettare le richieste americane sul nucleare.

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