12 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

12 Mag, 2026

Difesa di Sempio al contrattacco: pool al lavoro su cinque consulenze

Andrea Sempio

La difesa di Andrea Sempio passa al contrattacco con un pool di esperti al lavoro su cinque consulenze su orario della morte, impronte, audio, Bpa e profilo psicologico dell’indagato


La difesa di Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, anticipa i temi delle cinque consulenze in preparazione.

“Abbiamo recuperato tutto il materiale probatorio, documentale e informatico, e lo abbiamo distribuito tra i nostri vari consulenti”, spiega uno dei due legali di Sempio, Libero Cataliotti. Consulenti al lavoro su cinque consulenze.

Sempio a Roma per la perizia psicologica

“Una medico-legale, per determinare le cause e il tempo del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea Sempio”, illustra Cataliotti. E aggiunge: un’altra ancora “sarà volta a ripulire i poco comprensibili e difficilmente ascoltabili audio delle intercettazioni. Una sarà una replica alla Bpa”, ovvero l’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto. “Una sarà un supplemento di perizia dattiloscopia sulla impronta 33 e soprattutto sui rapporti con l’impronta 45”.

“Prima di avere ultimato questo lavoro, che ai nostri consulenti richiederà circa due settimane – ricordo che abbiamo venti giorni dalla chiusura delle indagini per ultimare il lavoro – scusateci ma non rilasceremo altre dichiarazioni – conclude Cataliotti. Perché sarebbero fondate su una lettura frammentaria del fascicolo che, anche per quanto riguarda le indagini tradizionali è molto corposo”.

Lo stesso legale spiega anche le ragioni della presenza a Roma del suo assistito: “Si protrarranno fino a sera i colloqui tra Andrea Sempio e la nostra psicologa, psicoterapeuta e criminologa, volti a tratteggiarne la personalità. Sarà utile da contrapporre o eventualmente accompagnare quella fatta dai Racis”, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche a cui si è rivolto l’accusa.

La richiesta di revisione

La Procura generale di Milano dovrebbe chiedere ulteriori atti ai pm di Pavia prima di decidere se presentare una richiesta di revisione del processo sul delitto di Garlasco che ha portato a una condanna definitiva a 16 anni di carcere per Alberto Stasi. La necessità di poter avere altri documenti si impone in quanto la procuratrice generale Francesca Nanni e l’avvocata generale Lucilla Tontodonati dovrebbero effettuare una serie di approfondimenti.

Nei giorni scorsi la Procura di Pavia, che ha cambiato il quadro accusatorio indicando Andrea Sempio come l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi e scagionando, quindi Stasi, ha sollecitato l’ufficio milanese a valutare una istanza di revisione e ha trasmesso solo una sorta di memoria riassuntiva firmata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano. Materiale che, quindi, non sarebbe sufficiente per poter avere un quadro esaustivo e per poter arrivare a una decisione.

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Pm: “Rogatoria a Meta per Facebook di Sempio”

 Per andare alla ricerca di “tracce del passato” di Andrea Sempio, che lui avrebbe cancellato, la Procura di Pavia, nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi chiusa di recente, ha attivato una “rogatoria” negli Usa nel giugno 2025. Per “ottenere ulteriori informazioni presso Meta” e con l’intento di recuperare i contenuti del profilo Facebook che il commesso chiuse a fine febbraio 2017, dopo l’interrogatorio nella prima indagine che finì con una archiviazione. La rogatoria, però, spiegano i pm negli atti, “non ha consentito di riempire il vuoto informativo pregresso”. Gli inquirenti danno conto della “singolare circostanza” che Sempio, perquisito nel maggio 2025, non aveva “computer fissi o portatili”.

Le carte: “Ossessionato dal sesso non consenziente

Per l’accusa, avrebbe distrutto “materiale documentale” e si sarebbe disfatto di “dispositivi informatici” e memorie dopo la “emersione della prima indagine”. Poi, parlano anche della “cancellazione” di altre “tracce”. Ossia della “chiusura del profilo Facebook dal quale l’agenzia investigativa Skp”, che lavorava per la difesa di Stasi, aveva “tratto le pubblicazioni di Sempio in corrispondenza dei principali snodi del processo” a carico dell’ex bocconiano. Sempio, dopo l’interrogatorio del 27 febbraio 2017 in cui i pm gli avevano contestato anche alcuni post su Fb, “attivava un nuovo profilo tutt’ora in uso, non rendendo più accessibile il precedente”.

Attraverso le analisi delle ricerche web sui telefoni e di agende, quaderni e appunti, gli investigatori hanno tracciato il profilo di Sempio, come di una persona ossessionata dalla violenza e dal sesso “non consenziente”. E che non menziona mai “l’omicidio” di Chiara Poggi e “raramente” anche la prima indagine.

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