Le lettere trovate nella casa del padre di Sonia Bottacchiari fanno ipotizzare una possibile volontà suicidaria, ma gli investigatori chiedono prudenza. Proseguono le ricerche tra Friuli, Austria e Slovenia
Sonia Bottacchiari, 49 anni, ha lasciato due lettere prima di sparire nel nulla il 20 aprile con i due figli di 14 e 16 anni. Le lettere lasciano pensare, dicono gli investigatori, “a una possibile volontà suicidaria”. La Procura invita però alla massima cautela.
A confermare l’esistenza delle lettere è stata la procuratrice capo di Piacenza, Grazia Pradella, intervistata dalla Tgr Rai Friuli Venezia Giulia. I fogli sono stati trovati da un inviato di Sky Tg24 nella casa di Riccardo Bottacchiari, padre della donna e nonno dei ragazzi.
«Una è indirizzata ai figli, l’altra contiene riflessioni sulla propria vita», ha spiegato la procuratrice. Le missive «fanno pensare a una volontà suicidaria», ma al momento non esistono certezze. Le lettere sono già state sequestrate dagli investigatori.
La Procura: «Serve cautela»
La procuratrice Pradella ha sottolineato che non sono datate e che quindi non è possibile stabilire quando siano state scritte.
«Dobbiamo essere molto cauti», ha detto, parlando di «una situazione poco chiara» e di indagini «veramente difficili». La Procura sta verificando l’origine delle lettere e l’effettiva attribuzione della scrittura. «Stiamo controllando tutto con molta attenzione: anche chi le abbia davvero scritte», ha spiegato la magistrata, aggiungendo che le missive sono «abbastanza lunghe».
Tre settimane senza notizie
Sono passate tre settimane dalla scomparsa della donna e dei due figli. Aveva detto ai parenti di voler trascorrere alcuni giorni in campeggio in Friuli, con i figli e i 4 cani. Ma da allora si sono perse le tracce. L’auto di Sonia Bottacchiari è stata ritrovata il 6 maggio nella zona di Tarcento, in provincia di Udine. Da quel momento sono partite le ricerche coordinate anche con il centro interforze internazionale tra Italia, Austria e Slovenia.
Nuove segnalazioni senza esito
Anche nelle ultime ore ai carabinieri sono arrivate diverse segnalazioni. L’ultimo avvistamento della famiglia è nel weekend del 25 aprile a Pielungo di Vito d’Asio, in provincia di Pordenone. Le verifiche dei carabinieri della Compagnia di Spilimbergo non hanno però dato alcun risultato.
Nel frattempo la polizia slovena ha intensificato i controlli stradali e alle frontiere, senza trovare tracce della famiglia.
Ricerche estese per altri 20 chilometri
Le operazioni di ricerca continueranno anche nei prossimi giorni e saranno estese a un’ulteriore area di circa 20 chilometri rispetto a quella già scandagliata. La decisione è stata presa nel corso di un vertice convocato dal prefetto di Udine, Domenico Lione. I vigili del fuoco continueranno a coordinare le ricerche sul territorio, mentre i carabinieri proseguono le indagini insieme alla Procura di Piacenza.
Il mistero dei quattro telefoni spenti insieme
Gli investigatori hanno inoltre accertato che la donna e i figli avevano con sé almeno quattro smartphone. Oltre ai telefoni personali, Sonia Bottacchiari aveva anche un cellulare utilizzato per il lavoro con un caseificio. Secondo quanto emerso, tutti e quattro i sono stati “neutralizzati” nello stesso momento.


















