Secondo quanto riporta il Washington Post, gli Stati Uniti si starebbero attrezzando per operazioni di terra mentre il regime iraniano alza il livello dello scontro: «I soldati saranno cibo per gli squali». La crisi entra in una fase sempre più pericolosa
Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni a terra in Iran, secondo quanto riporta il Washington Post, i preparativi durano da settimane. Secondo il quotidiano statunitense, gli Usa non starebbero pensando a un’invasione di larga scala ma a incursioni mirate. Ebrahim Zolfaqari, portavoce dell’esercito iraniano ha risposto che, in caso di invasione di terra, i soldati americani diventerebbero “buon cibo per gli squali del Golfo Persico”.
Nel frattempo i bombardamenti non si placano, con gli Usa che hanno preso di mira un edificio dei pasdaran nel nord di Teheran. Kuwait e Emirati Arabi hanno risposto ai missili e ai droni lanciati dall’Iran. Israele ha colpito la capitale iraniana con una delle ondate più intense dall’inizio del conflitto, i tentativi diplomatici si arenano. Sullo sfondo, Washington prepara possibili escalation e il blocco dello Stretto di Hormuz fa impennare il prezzo del petrolio globale.
Raid su Teheran, risposta iraniana
Israele ha lanciato una nuova e massiccia ondata di attacchi aerei contro infrastrutture a Teheran e in altre aree del Paese. Secondo fonti iraniane, colpiti anche obiettivi civili, tra cui il quartier generale della tv Al Araby e il porto meridionale di Bandar Khamir, dove si registrano almeno cinque morti.
La risposta dell’Iran è arrivata con ripetuti lanci di missili balistici verso Israele. Non risultano vittime, ma un incendio è divampato in un grande polo industriale nel sud del Paese.
Diplomazia ferma, piano Usa respinto
Mentre i raid continuano, la diplomazia resta bloccata. A Islamabad si sono riuniti i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto e Turchia per cercare una via d’uscita, ma senza segnali concreti di svolta. Gli Stati Uniti hanno inviato a Teheran un piano in 15 punti per porre fine alla guerra, tramite mediazione pakistana. L’Iran lo ha respinto duramente, accusando Donald Trump di “diplomazia di facciata” mentre preparerebbe un’invasione di terra.
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Trump valuta escalation militare
La Casa Bianca sta considerando diverse opzioni. Tra queste, bombardamenti contro le centrali energetiche iraniane se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz entro il 6 aprile. Sul tavolo anche l’ipotesi più rischiosa: un’operazione di terra per sequestrare l’uranio arricchito iraniano. Intanto, il numero di militari americani in Medio Oriente supera le 50 mila unità, con l’arrivo di marines e paracadutisti pronti a intervenire.
Hormuz chiuso, petrolio alle stelle
Il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale, sta avendo effetti immediati. I prezzi sono saliti di oltre il 50%, alimentando tensioni sui mercati globali. Le forze iraniane mantengono il controllo del passaggio strategico, rendendo la crisi anche economica oltre che militare.
Libano e Yemen, guerra che si allarga
Il conflitto si espande nella regione. In Libano, centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di tre giornalisti uccisi in un raid israeliano. Israele sostiene che uno di loro fosse legato a Hezbollah. In Yemen, gli Houthi filo-iraniani hanno tentato un attacco missilistico contro Israele, senza successo, ma con il rischio di colpire anche le rotte nel Mar Rosso.
Civili nel mirino, centinaia di bambini uccisi
Secondo organizzazioni per i diritti umani, nelle ultime 24 ore in Iran sono stati registrati oltre 700 attacchi aerei, con almeno 24 civili uccisi. Dall’inizio della guerra le vittime civili superano le 1.500, tra cui centinaia di bambini.Human Rights Activists News Agency, un gruppo di monitoraggio dei diritti umani ha dichiarato che il numero di attacchi registrati sabato in Iran è stato tra i più alti per un singolo giorno dall’inizio della guerra il 28 febbraio. Sono 701 gli attacchi documentati nell’arco di 24 ore, con almeno 24 civili uccisi e 88 feriti. Tre quarti dei raid aerei hanno colpito la capitale, Teheran, secondo il gruppo. Dall’inizio del conflitto, HRANA ha registrato almeno 1.551 morti civili, tra cui 236 bambini.
Gerusalemme, stop ai luoghi santi
La guerra colpisce anche la dimensione religiosa. I principali siti sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi al pubblico. Le autorità israeliane hanno impedito anche celebrazioni legate alla Domenica delle Palme.



















