25 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

24 Feb, 2026

I vertici Ue a Kiev: «Il prestito ci sarà». Il Cremlino: «La guerra continua»

L'arrivo a Kiev della presidente Ursula von der Leyen

I leader europei a Kiev per ribadire il sostegno a Zelensky. Von der Leyen: “Pace solo alle condizioni dell’Ucraina”. Scontro sul prestito. Zelensky: “Putin ha fallito”. E mostra il bunker


Nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, i vertici dell’Unione europea sono arrivati a Kiev per ribadire sostegno politico, militare ed economico. Con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, anche diversi leader europei, in particolare del Nord Europa.

«Non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. Una pace alle condizioni dell’Ucraina», ha dichiarato von der Leyen. In agenda un trilaterale con Volodymyr Zelensky e la partecipazione alla riunione della coalizione dei “Volenterosi”, organizzata da remoto da Parigi e Londra.

Il bunker di Zelensky

“Oggi ricorrono quattro anni da quando Putin ha avviato la sua offensiva di tre giorni per conquistare Kiev. E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina abbia combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, un coraggio immenso, un lavoro incredibilmente duro, la resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina ha intrapreso dal 24 febbraio. Abbiamo difeso la nostra indipendenza. Putin ha spezzato gli ucraini”.

Von der Leyen: «Il prestito da 90 miliardi ci sarà»

Il nodo centrale resta il prestito europeo da 90 miliardi per Kiev, bloccato dal veto ungherese. Von der Leyen è stata netta: «La parola si mantiene. Il prestito è stato concordato dai 27 e non può essere violato. Lo erogheremo in un modo o nell’altro».

La presidente ha ribattezzato il pacchetto “porcospino d’acciaio”: un sostegno pensato per rafforzare la capacità difensiva ucraina, dall’approvvigionamento di droni e munizioni fino allo sviluppo di sistemi avanzati. L’obiettivo è consegnare un primo pacchetto operativo prima di Pasqua.

Parallelamente Bruxelles lavora all’integrazione delle industrie della difesa europea e ucraina. «Possiamo imparare molto dall’industria ucraina», ha spiegato von der Leyen, sottolineando anche un nuovo pacchetto energetico da 100 milioni di euro immediatamente disponibili, oltre a un piano da 900 milioni per la stabilizzazione della rete elettrica.

Sull’adesione all’Ue, ha ribadito che non è possibile fissare una data precisa, ma che «l’Ucraina è sulla buona strada».

Costa: «Mosca accetti che non vincerà»

Antonio Costa ha puntato sul messaggio politico: «Alla Russia non può essere consentito di ottenere al tavolo ciò che non è riuscita a conquistare sul campo». Per il presidente del Consiglio europeo l’unica strada è «una pace giusta e duratura, fondata sul diritto internazionale».

Ha definito «inaccettabile» il veto ungherese al prestito e ha assicurato che il via libera arriverà «prima piuttosto che poi».

Zelensky: «Non siamo soli»

Volodymyr Zelensky ha ringraziato l’Europa per il sostegno: «Sappiamo che non siamo soli». Il presidente ucraino ha chiesto una data chiara per l’ingresso nell’Ue, indicando il 2027 come obiettivo auspicabile.

Intervenendo anche al Parlamento europeo, Zelensky ha chiesto di vietare l’ingresso nell’Unione a chi ha sostenuto l’invasione russa e ha definito il prestito europeo «una forte garanzia di sicurezza».

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Macron: triplice fallimento per Mosca

Anche Emmanuel Macron ha parlato di “triplice fallimento” per la Russia: militare, economico e strategico. Il presidente francese ha ricordato che il Cremlino aveva promesso di conquistare l’Ucraina in pochi giorni e che invece solo una minima parte del territorio è stata occupata, a fronte di perdite umane altissime.

Secondo Macron, la guerra ha rafforzato la Nato e unito gli europei, producendo l’effetto opposto rispetto agli obiettivi di Mosca.

Le nuove sanzioni

Nel frattempo Londra ha annunciato 300 nuove sanzioni contro Mosca, colpendo in particolare il settore petrolifero e il colosso Transneft. Berlino, Parigi e Varsavia hanno ribadito la necessità di «una pace giusta», mentre Emmanuel Macron ha parlato di «triplice fallimento» russo – militare, economico e strategico. Al Parlamento europeo, la risoluzione a sostegno di Kiev ha visto contrari solo M5s e Roberto Vannacci. Lega e Avs si sono astenuti.

Il Cremlino: «L’operazione continua»

Da Mosca la linea non cambia. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che «gli obiettivi non sono stati pienamente raggiunti» e che «l’operazione militare speciale continua».

Il Cremlino ha inoltre annunciato che informerà gli Stati Uniti sui presunti piani di Francia e Regno Unito per fornire armi nucleari a Kiev, definiti «inaccettabili» e «al limite della follia». La questione, secondo Mosca, sarà affrontata nei negoziati con Washington.

Energia e infrastrutture nel mirino

Von der Leyen e Costa hanno visitato una centrale elettrica bombardata a Kiev. «La Russia conduce una guerra di terrore contro la popolazione civile», ha scritto Costa. Bruxelles promette sostegno energetico «senza precedenti», con investimenti su reti, centrali e rinnovabili decentralizzate.

Un’analisi dell’Afp sui dati dell’Institute for the Study of War indica che nell’ultimo anno l’esercito russo ha conquistato più territorio rispetto ai due anni precedenti messi insieme. Un dato che conferma come la guerra, quattro anni dopo l’inizio dell’invasione, sia tutt’altro che congelata.

Pace giusta e pressione su Mosca

Berlino, Parigi e Varsavia hanno chiesto una pace giusta per Kiev, promettendo di aumentare la pressione sulla Russia. Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scritto che “il destino dell’Ucraina è il nostro destino”.

Sul fronte italiano, Matteo Salvini ha invocato uno sforzo diplomatico di tutti per arrivare alla pace.

A quattro anni dall’inizio del conflitto, il quadro resta segnato da divisioni interne all’Unione ma anche da un sostegno che i leader europei definiscono irremovibile. Nel giorno dell’anniversario, il messaggio che arriva da Kiev è chiaro: la guerra continua, ma l’Europa vuole restare al fianco dell’Ucraina.

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