17 Ott, 2026

Il Papa dimesso dal Gemelli. Celebrerà l’Angelus in Vaticano. «Sto molto meglio»

I medici dichiarano il Papa idoneo alla dimissione dal Gemelli, domenica l’Angelus in Vaticano


Papa Leone XIV è tornato in Vaticano e oggi la finestra del suo studio personale su Piazza San Pietro si apre di nuovo a mezzogiorno per la tradizionale preghiera dell’Angelus, un modo per il Pontefice di condividere con i fedeli la devozione, ma anche per lanciare appelli sulle emergenze internazionali e sicuramente per parlare del suo ricovero al Policlinico Gemelli, dove il 13 ottobre scorso ha subito l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro per la presenza di un adenocarcinoma. La degenza di Prevost è durata, dunque, meno dei sette giorni preventivati, segno che il decorso postoperatorio è stato positivo e il fisico del Papa ha recuperato bene.

L’annuncio a sorpresa

Ad annunciare ieri, non senza una certa sorpresa, le imminenti dimissioni è stato un comunicato della Sala Stampa vaticana, proprio mentre già ci si preparava ad assistere oggi all’Angelus dal Gemelli. «A seguito delle conclusioni fornite dai medici – ha annunciato il comunicato – Papa Leone XIV sarà dimesso dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per l’intervento al polmone destro. Lascerà l’ospedale nel primo pomeriggio e farà rientro in Vaticano. Domani reciterà la preghiera dell’Angelus dalla finestra dell’appartamento pontificio». Questo il testo fornito ai giornalisti, che dimostra, su comunicazione del dottor Luigi Carbone, medico personale del Santo Padre, e del professor Stefano Margaritora, a capo dell’equipe chirurgica che lo ha operato, come la decisione delle dimissioni sia stata suffragata dal buon esito degli ultimi esami del sangue e del controllo radiologico del torace.

Un quadro clinico soddisfacente, dunque, che già il giorno precedente aveva mostrato segnali positivi. Papa Leone aveva ripreso a ricevere i suoi collaboratori più stretti e nel pomeriggio aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin.
Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, che ha mostrato grande prudenza nel commentare le condizioni del Pontefice, ha rivelato che l’iniziativa di contattare il Cremlino è stata voluta dal Santo Padre stesso. Il rientro di Prevost in Vaticano spazza via anche le preoccupazioni sulle reali condizioni dopo un intervento così serio, come quello dell’asportazione del tumore polmonare maligno.

Il saluto ai fedeli

Prima di lasciare il Gemelli il Papa ha celebrato la messa nella cappella appositamente adibita al decimo piano del nosocomio romano, proprio mentre, alla notizia delle dimissioni dall’ospedale, tanta gente ha cominciato ad affollarsi nell’area antistante il Gemelli opportunamente contenuta da due ali di transenne. Fedeli, religiosi, medici, infermieri, malati, giornalisti e fotoreporter di tutto il mondo hanno atteso l’uscita del Pontefice, che alle 15.30, il volto disteso e sorridente, a piedi ha salutato tutti i presenti, intrattenendosi brevemente con alcuni pazienti, in particolare Varvara, 13enne ucraina, della regione di Zaporizhzhia, fuggita da un anno dalla guerra in Ucraina e giunta in Italia per curare un tumore.

Poi in auto, con il cielo romano controllato dagli elicotteri delle forze dell’ordine, è rientrato in Vaticano. Tanti gli applausi e le dimostrazioni di affetto. Quasi un tifo da stadio per “Leone, uno di noi”, recitava un cartello. In concomitanza con la conclusione della degenza, così come era avvenuto per il ricovero, numerosi i messaggi augurali per Robert Prevost. Ai cronisti ha detto: «Sto molto meglio».

Il messaggio di Mattarella

Tra i primi, quello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Santità, ho appreso la notizia delle Sue dimissioni dal Policlinico Gemelli a pochi giorni all’intervento chirurgico cui Ella si è sottoposta – scrive il capo dello Stato. In queste circostanze mi unisco nuovamente alle vaste testimonianze di vicinanza e affetto che Le sono state rivolte da semplici cittadini e leader politici di numerosi Paesi. Con questi sentimenti – conclude Mattarella – Le rinnovo a nome dell’intera Italia e mio personale il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un Suo pronto e completo ristabilimento».

Un altro messaggio, tra gli altri, è giunto al Papa dal Centro Islamico Culturale d’Italia, noto come la grande moschea di Roma, attraverso il suo presidente Naim Nasrallah, che esprime al Pontefice «soddisfazione per il buon esito dell’operazione chirurgica e per la ripresa delle sue attività». Poi l’auspicio che Prevost «possa continuare ancora per lunghi anni a offrire il suo indispensabile contributo di guida spirituale e morale alla comunità cattolica e a esercitare il suo ruolo di riferimento morale in un mondo attraversato da profondi tormenti».

L’agenda del Papa

Ora i prossimi giorni saranno decisivi. Insieme alla piena ripresa dell’attività lavorativa non dovranno mancare il riposo e la fisioterapia respiratoria, anche perché intanto si avvicina il viaggio apostolico in Sud America, dal 6 al 17 novembre, che toccherà Uruguay, Argentina e Perù. In proposito si è pronunciato il professor Margaritora. Intervistato dai media vaticani, lo specialista ha detto che «occorreranno al Papa ancora una decina di giorni per il pieno recupero, per cui non ci sono motivi clinici in base ai quali questo viaggio non venga fatto».

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