Alla plenaria di Strasburgo la presidente della Commissione: “Ogni passo verso la pace in Ucraina provoca nuove escalation russe.: serve una sicurezza forte per Europa e Nato“
Ursula von der Leyen, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, ha lanciato un nuovo allarme sull’atteggiamento russo nei negoziati di pace per l’Ucraina.
“Ogni volta che si intravede un percorso verso la pace, da Mosca arriva un’escalation. Nuovi raid, nuove minacce: per la Russia l’Ucraina è solo un tassello di un disegno più ampio”
La presidente della Commissione ha ribadito che l’obiettivo europeo è costruire “una struttura di sicurezza forte per tutta l’Europa e per una Nato forte”. “Una pace giusta e duratura è ciò che tutti vogliamo. Ed è per questo che sosteniamo insieme il processo in corso”, ha aggiunto.
La presidente ha riconosciuto il ruolo di Washington: “Accogliamo con favore gli sforzi del presidente Trump. Dopo mesi di discussioni, è importante che esista finalmente una bozza su cui lavorare. Il lavoro svolto negli ultimi giorni a Ginevra da Ucraina, Stati Uniti ed Europa ci dà un punto di partenza comune”.
L’omaggio alle vittime di Ternopil
Aprendo il discorso, von der Leyen ha ricordato Amelka, la bambina uccisa nell’attacco di droni che ha colpito Ternopil. “Più di 30 persone sono morte, tra cui donne e bambini. Vorrei iniziare rendendo omaggio alle vittime di Ternopil e di tutta l’Ucraina”. Ha poi riaffermato un principio guida dei negoziati:
“Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. Nulla sull’Europa senza l’Europa. Nulla sulla Nato senza la Nato”
PER APPROFONDIRE
Le tre priorità dell’Europa
Von der Leyen ha indicato tre pilastri irrinunciabili del futuro accordo: Una pace giusta e duratura, che non limiti le capacità difensive dell’Ucraina. La piena sovranità del Paese: “Le frontiere non possono essere cambiate con la forza”. Risorse economiche adeguate perché Kiev possa continuare a difendersi e ricostruire.
Von der Leyen ha parlato di una fase delicata: “La situazione è complessa, instabile e pericolosa. Ma esiste la possibilità di compiere veri progressi”. Ha però avvertito che da Mosca non arrivano segnali di reale apertura, e che sarà necessario “continuare a fare pressione e impegnarsi in ogni sforzo possibile per una pace giusta”.
“Trovare un modo per fermare le uccisioni, aiutare l’Ucraina a ricostruire, riportare i bambini alle loro famiglie e garantire una sicurezza duratura al nostro continente. E soprattutto, costruire un futuro europeo per l’Ucraina”.













