Morte Francesco Vitolo, fermata la moglie Raffaella Cirillo con l’accusa di omicidio. La svolta dopo gli interrogatori e la ricostruzione degli investigatori
Sono vicine a una svolta le indagini sulla morte di Francesco Vitolo, l’imprenditore 62enne di Pagani, deceduto la sera del 28 febbraio nella sua abitazione di Sant’Egidio del Monte Albino, comune dell’Agro Nocerino Sarnese (Salerno).
I carabinieri hanno eseguito a distanza di pochi giorni un fermo nei confronti della moglie, Raffaella Cirillo, 54 anni, originaria di Angri, che è stata portata in carcere con l’accusa di omicidio.
Le indagini dei militari erano state orientate sin da subito sul contesto familiare. Nelle ore successive alla morte dell’uomo, infatti, gli investigatori, coordinati dal pm della Procura di Nocera Inferiore, Gianluca Caputo, hanno ascoltato per ore i familiari, nel tentativo di ricostruire l’accaduto.
Un lavoro che ha permesso di arrivare alla svolta: la 54enne ha ammesso parzialmente le sue responsabilità, ma la sua versione non coinciderebbe con la ricostruzione effettuata dagli inquirenti.
La donna, secondo gli elementi che ha raccolto la polizia giudiziaria, avrebbe aggredito il marito al culmine di una lite, scoppiata per motivi ancora da chiarire, ferendolo con un’arma da taglio.
Soccorsi allertati dalla moglie
L’allarme era scattato il 28 febbraio in serata, quando proprio la donna aveva chiesto l’intervento del 118 per un presunto malore accusato dal marito. I sanitari, al loro arrivo nella villa di viale Degli Aranci, hanno notato la presenza di sangue e un taglio all’altezza del costato.
Il quadro, però, potrà essere più chiaro soltanto dopo l’autopsia, rinviata per consentire un nuovo sopralluogo all’interno della villetta. Dal primo esame effettuato dal medico legale Gabriele Casaburi, infatti, sarebbe emerso che il taglio rinvenuto all’altezza del costato non era profondissimo. Gli investigatori non escludono un’altra ipotesi: Vitolo, che era un soggetto cardiopatico, potrebbe aver accusato un malore in seguito all’aggressione da parte della moglie. Un dubbio che potrà essere sciolto soltanto dall’esame autoptico.
Esclusa la violenza domestica, forse la lite per gelosia
Nel frattempo i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal comandante Gianfranco Albanese, hanno tratteggiato anche il contesto familiare nel quale si è consumata la tragedia. È senz’altro escluso che dietro la lite sfociata nel sangue possano celarsi episodi di violenza tra le mura domestiche. Il movente del litigio, in ogni caso, non è stato ancora chiarito, anche se non si esclude la gelosia. Intanto la Procura di Nocera Inferiore ha disposto il sequestro dell’abitazione.
Francesco Vitolo era un imprenditore molto noto nel settore della telefonia e uno sportivo di rilievo internazionale nel judo. Si era trasferito da Pagani a Sant’Egidio del Monte Albino da una decina d’anni insieme alla moglie. La coppia aveva due figli.


















