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Francia, respinto ricorso di Sarkozy: dovrà scontare un anno di carcere

La Cassazione francese respinge il ricorso di Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion: condanna definitiva a un anno di carcere, sei mesi senza condizionale


La Corte di Cassazione francese ha respinto il ricorso di Nicolas Sarkozy nel caso Bygmalion, quello delle false fatture legate alla campagna presidenziale del 2012. La condanna è quindi definitiva e prevede un anno di carcere, di cui sei mesi senza condizionale.

Per l’ex presidente si tratta della seconda condanna penale definitiva, dopo quella del caso Bismuth sulle intercettazioni telefoniche e l’accusa di corruzione di un magistrato. Con la decisione della Cassazione, diventano definitive anche le condanne per il direttore della campagna elettorale e i due dirigenti del partito che allora sosteneva Sarkozy.

Il sistema Bygmalion

Bygmalion è la società creata da collaboratori del presidente attraverso cui transitava il sistema di doppie fatturazioni usato per mascherare l’esplosione dei costi della campagna: circa 43 milioni, quasi il doppio del tetto massimo di 22,5 milioni.

Le spese dei comizi venivano imputate all’Ump (antenato dei Républicains) tramite convenzioni fittizie. Sarkozy non era accusato di aver organizzato il meccanismo, ma di essere il beneficiario di un finanziamento illegale.

Le condanne precedenti

Nel febbraio 2024 la Corte d’appello di Parigi lo aveva condannato a un anno di carcere, con sei mesi non sospesi, convertiti in braccialetto elettronico. La pena, più mite rispetto al primo grado del 2021, era già stata in parte eseguita: Sarkozy ha portato il braccialetto da febbraio a maggio, poi ha ottenuto la libertà condizionata.

A dicembre 2024 la Cassazione aveva reso definitiva anche la condanna per il caso delle intercettazioni.

A 70 anni, nonostante le condanne ormai definitive, Sarkozy resta al centro delle vicende giudiziarie francesi: lo attende ancora il processo in appello nel caso dei presunti fondi libici.

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