Il presidente della Repubblica: «Nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani», la parità continua a essere fragile. Poi ricorda le sorelle Mirabal, torturate e uccise il 25 novembre 1960
Nel messaggio per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama le responsabilità di tutta la società.
Il Presidente sottolinea come, «nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani», la parità continui a essere fragile, limitando l’autonomia femminile e frenando il progresso dell’intera comunità.
Violenza nei conflitti e online
Il capo dello Stato cita anche i teatri di guerra, dove la violenza di genere è usata come arma di intimidazione, e richiama l’attenzione sulle nuove forme di abuso rese possibili dal digitale: «Umiliazioni, ricatti, coercizioni che sfociano anche in aggressioni e femminicidi».

Il peso delle parole
Decisivo, per Mattarella, anche il linguaggio: «alimentare stereotipi o giustificare relazioni di dominio significa preparare il terreno alla violenza». Educare al rispetto è parte integrante della prevenzione.
Il ricordo delle sorelle Mirabal
Nel 65° anniversario dell’assassinio delle sorelle Mirabal, torturate e uccise il 25 novembre 1960 nella Repubblica Dominicana, Mattarella ricorda il valore della loro scelta di resistere alla dittatura: «La loro testimonianza continua a ispirare generazioni e ci ricorda che libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da proteggere ogni giorno».












