La Global Sumud Flotilla verso Gaza sequestrata da Israele in acque internazionali: centinaia di attivisti coinvolti, scontro tra versioni e accuse
La Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza con aiuti umanitari, è stata intercettata nella notte dalla Marina israeliana a ovest di Creta, in acque internazionali. Gli attivisti parlano di «rapimento di civili» e denunciano una «violazione del diritto internazionale», mentre da Tel Aviv arriva la conferma dei sequestri e dei fermi.
Sono stati fermati circa 175 attivisti e intercettate 21 delle 58 imbarcazioni. Le persone a bordo sono state trasferite verso Israele, con destinazione il porto di Ashdod.
Portano aiuti, perché a Gaza si continua a vivere in condizioni disumane, senza case, senza energia, senza medicine, cibo. Per cucinare ci sono fornelli da campo, quando si riesce a condividerli. I resti, se ci sono, non si possono conservare perché non ci sono frigoriferi. Non ci sono le case ma rovine e persone accampate. Molti restano vicino alle loro ex abitazioni sbriciolate. Vicino ai familiari sepolti sotto le macerie.
Un video diffuso dagli attivisti mostra l’abbordaggio: equipaggio con le mani alzate e un soldato armato che sale a bordo.Gli organizzatori parlano di «escalation senza precedenti» e accusano Israele di aver sequestrato civili disarmati in alto mare, a oltre 900 chilometri da Gaza.
Gli italiani a bordo
Sono almeno 24 gli attivisti italiani arrestati sulle imbarcazioni intercettate, mentre complessivamente i connazionali nella missione sarebbero oltre 50. Secondo le procedure israeliane, chi accetterà l’espulsione volontaria potrà rientrare entro 24-48 ore, mentre chi rifiuta rischia la detenzione e il passaggio davanti a un giudice.
I portavoce della Flotilla insistono sulla necessità di un intervento internazionale: «Ogni governo ha l’obbligo di proteggere i civili a bordo». E avvertono: «Il silenzio, in questo momento, equivale a complicità».
Meloni: «Liberazione immediata»
Il governo italiano interviene direttamente. Dopo una riunione a Palazzo Chigi con i ministri competenti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato il sequestro delle imbarcazioni e chiesto «l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati», oltre a garanzie sulla loro sicurezza e il rispetto del diritto internazionale.
Israele accusa Hamas
Tel Aviv sostiene che dietro la Flotilla ci sia Hamas e difende l’operazione come «intervento necessario e conforme al diritto internazionale» per evitare la violazione del blocco su Gaza. Di segno opposto la versione degli attivisti, che parlano di «attacco armato contro civili disarmati» e di un’azione «illegale in acque internazionali».
Secondo quanto diffuso dalla stessa Flotilla, la Marina israeliana avrebbe comunicato via radio che il convoglio stava violando il blocco marittimo su Gaza. Alle imbarcazioni è stato chiesto di cambiare rotta o dirigersi verso il porto israeliano di Ashdod, dove gli aiuti sarebbero stati controllati prima di essere eventualmente trasferiti nella Striscia.
Ue e Turchia: «Va rispettato il diritto internazionale»
L’Unione europea ha ribadito che la libertà di navigazione deve essere garantita, mentre la Turchia ha definito l’operazione israeliana «un atto di pirateria», chiedendo una risposta unitaria della comunità internazionale.
Proteste in Italia e pressione politica sul governo
Il caso arriva in Parlamento, con le opposizioni che chiedono un’informativa urgente del governo. Intanto è stata annunciata una mobilitazione nazionale con presidi in diverse città: a Roma manifestazione al Colosseo nel pomeriggio.
Tel Aviv minimizza: «Attivisti trasferiti pacificamente»
Diversa la versione del ministero degli Esteri israeliano, secondo cui circa 175 attivisti provenienti da oltre 20 imbarcazioni starebbero raggiungendo Israele «pacificamente». In un video diffuso sui social, le autorità mostrano i passeggeri a bordo delle navi israeliane.
“Espulsione per gli attivisti secondo procedura“
Gli attivisti fermati durante l’operazione della Marina israeliana saranno espulsi «secondo la procedura». Lo riferiscono funzionari israeliani citati da Ynet, spiegando che le imbarcazioni principali della flottiglia sono state sequestrate mentre le altre, rimaste «senza un leader», hanno cambiato rotta e non vengono considerate una minaccia.
Secondo quanto previsto in casi analoghi, agli attivisti verrà offerta l’espulsione volontaria immediata: chi firma una liberatoria accettando di lasciare Israele e rinunciando a eventuali azioni legali può essere rimpatriato entro 24-48 ore, generalmente con voli charter o di linea. In caso di rifiuto, invece, si apre un procedimento giudiziario: la persona viene trattenuta in detenzione, portata davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale e successivamente espulsa in modo coattivo.


















