9 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

9 Apr, 2026

Iran e Usa, due racconti della guerra. Due diverse tregue

Bozze divergenti e un cessate il fuoco già naufragato: il vero campo di battaglia tra Iran e Stati Uniti si sposta sul controllo della narrazione


In una guerra come quella tra Stati Uniti, Iran e Israele tutto è complesso, intricato e scarsamente comprensibile. E questo discorso vale anche per i vari tentativi di far fermare le ostilità tramite un cessate il fuoco.

L’accordo apparentemente raggiunto ieri, e rapidamente naufragato a poche ore dall’annuncio, rientra in questo schema e forse è l’esempio più lampante di quanto i vari attori in guerra siano distanti tra loro e disposti a tutto pur di incrementare la confusione generale.

I dieci punti negoziati in via preliminare per far entrare in vigore il cessate il fuoco di venti giorni previsto dall’accordo risultano, in tal senso, un esempio evidente di quanto l’informazione sia diventata parte integrante del conflitto.

Le varie bozze fatte circolare ai media nella giornata di ieri, infatti, non combaciano. In base alla lingua del testo preso in esame, molti dei punti previsti dall’accordo cambiano drasticamente, specialmente per quanto concerne i temi più caldi.

LEGGI Cessate il fuoco Usa-Iran, cosa prevede l’accordo e cosa può succedere

La riapertura di Hormuz

Per esempio, nelle bozze in persiano è esplicitamente previsto che la riapertura dello Stretto di Hormuz è condizionata al fatto che il “collo di bottiglia” rimanga sotto il controllo diretto della Repubblica Islamica. E che, più importante, il traffico navale attraversi lo Stretto passando lungo la rotta decisa dalle autorità iraniane, pagando una sorta di tassa di passaggio a Teheran per ogni barile di greggio trasportato.

Denaro che servirà da “riparazione di guerra” per compensare i costi della ricostruzione in Iran. La versione inglese, però, ignora parzialmente questo aspetto, non facendo esplicita menzione di eventuali “riparazioni di guerra” o di “tasse di passaggio”. Specifica unicamente l’aspetto relativo all’immediata e incondizionata riapertura di Hormuz. In questo caso, le bozze dell’accordo raccontano due realtà profondamente diverse.

Stesso discorso vale anche per la questione del nucleare, il punto più caldo della contesa tra Stati Uniti e Iran. Nella bozza persiana è prevista l’accettazione da parte americana del programma nucleare di Teheran, mentre nella bozza inglese è prevista una rinuncia da parte iraniana a qualsiasi processo di arricchimento dell’uranio. Due posizioni evidentemente antitetiche, che rendono impossibile comprendere cosa sia stato effettivamente accettato dalle parti. Sempre che le parti, s’intende, non abbiano accettato due accordi completamente diversi. Anche qui, il cessate il fuoco Medio Oriente bozze accordo appare come uno strumento narrativo più che un’intesa reale.

Libano e cessazione delle ostilità

Ma il nodo più complesso e controverso, quello che in ultima analisi può e già sta facendo naufragare l’intero negoziato, è quello relativo alla cessazione stessa delle ostilità. Secondo le bozze persiane e quelle presentate dai mediatori pakistani l’accordo prevede infatti la cessazione immediata del conflitto in tutto il Medio Oriente. Il che significa, evidentemente, lo stop a qualsiasi tipo di attacco ambo i lati del fronte, tanto in Iran quanto nel Golfo, in Libano e in Israele.

Una posizione negata con forza da Tel Aviv, che sostiene di non aver accettato nessun cessato il fuoco nel Paese dei Cedri. E che il Libano sia stato tenuto fuori dal negoziato, motivo per cui l’Idf può continuare a colpire Hezbollah impunemente nonostante la tregua. Questa ricostruzione, però, è negata anche dalle bozze visionate dai media occidentali. Stando alle quali il Libano sarebbe infatti indicato come uno dei fronti da “congelare”, anche se nelle versioni in inglese non è menzionato nessun accordo di non aggressione, previsto invece dalle versioni mediorientali.

Donald Trump, in tal senso, ha complicato ulteriormente la questione. Dichiarando ieri che il Paese dei Cedri esula completamente dall’accordo siglato con Teheran. Un quadro che conferma la fragilità del cessate il fuoco Medio Oriente bozze accordo.

Una tregua nata instabile

L’unico elemento certo che traspare dunque dalle varie bozze circolate è che la tregua è nata instabile. Tutta questa incertezza, in effetti, non ha fatto che rendere meno credibile il cessate il fuoco fin dal principio. Se questo sviluppo sia dovuto a dolo o colpa, al momento, è impossibile dirlo. Probabilmente, si tratta di una combinazione di entrambe le cose, visto che sul testo definitivo e certo di un accordo di questo tipo si giocheranno, probabilmente, tutte le rivendicazioni belliche degli attori in guerra. In questo contesto, il cessate il fuoco Medio Oriente bozze accordo diventa esso stesso terreno di scontro.

Decidere l’esito di un conflitto che non si conclude con la resa di una delle due parti è infatti sempre complesso. Specialmente quando la guerra si è combattuta in maniera quasi esclusivamente a distanza, con missili, droni e caccia. Ma tutti i conflitti, anche quelli più insoliti come quello combattuto per più di quaranta giorni in Medio Oriente, finiscono quasi sempre per essere raccontati come giochi a somma zero. Qualcuno, alla fine, deve poter rivendicare la vittoria. E mancando una vittoria netta sul campo, qualsiasi rivendicazione finirà per basarsi su ciò che ciascuna parte sosterrà di aver ottenuto al tavolo negoziale. Qui la narrazione del conflitto diventa centrale quanto i fatti.

Chi può rivendicare la vittoria

Ci sono pochi dubbi che qualora Teheran dovesse ottenere concessioni simili a quelle previste dalla sua versione della bozza, allora il regime potrà dichiararsi, come del resto ha già fatto, fermo vincitore del conflitto. Dopo quaranta giorni di guerra il Paese è del resto ancora in grado di combattere e qualunque passo indietro statunitense sulla questione nucleare, sulle sanzioni o sullo Stretto di Hormuz è una vittoria importante per l’Iran. In questa prospettiva, il cessate il fuoco Medio Oriente bozze accordo diventa lo strumento attraverso cui costruire la vittoria politica.

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Ma, come detto, tutto dipenderà da quale versione dell’accordo prevarrà e, soprattutto, dalla tenuta effettiva della tregua nel breve termine. Perché in assenza di una vittoria netta sul campo, sarà proprio il testo del cessate il fuoco a diventare il terreno su cui gli attori in guerra costruiranno la propria narrazione del conflitto. E in una guerra combattuta anche — e forse soprattutto — sul piano dell’informazione, controllare la narrazione può contare quanto, se non più, dei risultati ottenuti sul terreno.

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