Teheran sotto attacco con blackout diffusi e paura tra i civili. Raid e minacce su infrastrutture fanno crescere il rischio che il prossimo bersaglio diventino i civili. La guerra in Iran entra nella quarta settimana
Teheran sotto attacco e al buio dopo una nuova ondata di raid aerei: esplosioni in più quartieri, blackout diffusi e una popolazione sempre più esposta e spaventata. Senza via di uscita. La guerra entra nella quarta settimana e si allarga, mentre Stati Uniti, Iran e Israele alzano il livello dello scontro anche sulle infrastrutture civili ed energetiche.
Teheran: “Mineremo tutto il Golfo Persico”
Il Consiglio di difesa iraniano minaccia di minare l’intero Golfo Persico in caso di attacchi alle coste o alle isole del Paese. Teheran avverte che saranno utilizzate diverse tipologie di mine navali, comprese quelle galleggianti, per bloccare vie di accesso e comunicazioni marittime. Uno scenario che renderebbe l’intera area simile allo Stretto di Hormuz.
Blackout e raid sulla capitale
Nelle prime ore di lunedì, diverse aree di Teheran sono state colpite da bombardamenti che hanno provocato interruzioni di corrente in gran parte della città. I residenti parlano di esplosioni continue e attacchi concentrati nelle zone orientali, occidentali e settentrionali della capitale.
I blackout arrivano dopo l’annuncio israeliano di voler colpire le infrastrutture della città, senza però fornire dettagli sui bersagli specifici.
Un attacco aereo statunitense ha colpito la città di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, causando almeno sei morti e 43 feriti. Secondo i media iraniani, quattro abitazioni sono state completamente distrutte e diverse altre danneggiate. Il bilancio delle vittime potrebbe aggravarsi nelle prossime ore, mentre cresce la preoccupazione per l’impatto sui civili.
Minacce su energia e civili
La tensione è altissima soprattutto dopo lo scambio di minacce tra Stati Uniti e Iran sulle possibili conseguenze di attacchi contro infrastrutture civili. Trump ha avvertito che, in caso di mancata riapertura dello Stretto di Hormuz entro lunedì sera, Washington colpirà le centrali elettriche iraniane.
Teheran ha respinto l’ultimatum, avvertendo che eventuali attacchi potrebbero scatenare una risposta contro impianti energetici nei Paesi che ospitano truppe americane, oltre a infrastrutture fondamentali come gli impianti di desalinizzazione, vitali per l’intero Medio Oriente.
Il post su Truth di Trump
Il presidente degli Stati Uniti scrive oggi sul suo social: “Stiamo arrivando molto vicino a raggiungere i nostri obiettivi mentre valutiamo di ridurre gradualmente i nostri grandi sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell’Iran: (1) Degradare completamente la capacità missilistica iraniana, i lanciatori e tutto ciò che è a loro collegato. (2) Distruggere la base industriale della difesa iraniana. (3) Eliminare la loro Marina e la loro Aeronautica, incluse le armi antiaeree. (4) Non permettere mai all’Iran di avvicinarsi nemmeno alla capacità nucleare, ed essere sempre in una posizione tale per cui gli Stati Uniti possano reagire rapidamente e con forza a una simile eventualità, qualora si verificasse. (5) Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati in Medio Oriente, inclusi Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, da altre nazioni che lo utilizzano — gli Stati Uniti no! Se richiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi su Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro si tratterà di un’operazione militare facile“.
Guerra nella quarta settimana
Il conflitto entra nella quarta settimana senza segnali di de-escalation. Le vittime sono già più di duemila, la maggior parte in Iran, mentre cresce il timore che la popolazione civile diventi sempre più un bersaglio. Il contrario esatto del motivo per cui Trump ha bombardato sabato di quattro settimane fa.
Le cifre restano in aggiornamento, ma fonti iraniane parlano di oltre 1.300 civili uccisi dall’inizio della guerra, mentre anche in Libano e Israele si registrano vittime e feriti.
Israele allarga il fronte libanese
Israele prepara un ulteriore allargamento del conflitto. Il capo militare ha dichiarato che la campagna contro Hezbollah “è solo all’inizio”, mentre il ministro della Difesa ha ordinato di intensificare la distruzione di ponti e abitazioni in Libano. Segno di un’occupazione prolungata e di un conflitto su più fronti.
Arresti e missili: tensione altissima tra Iran e Israele
Teheran annuncia l’arresto di decine di presunti “mercenari” legati a Stati Uniti e Israele, l’accusa è quella di aver fornito informazioni sensibili su obiettivi militari. Intanto Israele riferisce di aver intercettato missili lanciati dall’Iran, con i sistemi di difesa entrati in azione. Il confronto resta aperto su più fronti, tra operazioni militari, intelligence e propaganda.
Allarme nucleare e difese sotto pressione
Nuove preoccupazioni arrivano anche dal fronte nucleare. Missili iraniani hanno colpito Dimona, a pochi chilometri dal principale sito nucleare israeliano, e la vicina Arad, causando decine di feriti. Gli attacchi hanno riacceso il dibattito sulla capacità difensiva israeliana e sull’eventuale uso dei sistemi più avanzati, finora non pienamente dispiegati.



















