19 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

23 Mar, 2026

Vince il No. Meloni: «Rispetto verso il popolo d'Italia, noi andiamo avanti»

Il presidente Mattarella vota nel seggio di Palermo

Referendum, spoglio in diretta. Affluenza, dati e risultati. Tajani: “Il popolo sovrano si è espresso con un’alta partecipazione. Ne prendiamo atto


Ha vinto il No. Poco prima delle 17, a spoglio non ancora concluso, è arrivato un post video della premier Giorgia Meloni.

“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.

“Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare L’Italia. Ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con determinazione a lavorare per il bene della Nazione, e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti con responsabilità, soprattutto con rispetto verso il popolo”, ha detto Meloni.

Il video è stato postato quando mancavano un’ottantina di sezioni sulle 61.533 complessive in Italia e l’affluenza al voto del referendum costituzionale sulla giustizia sfiorava il 59% (58,93%). Il dato di Eligendo non comprende il voto degli italiani all’estero.

RISULTATI IN DIRETTA


Le reazioni, Tajani: “Ci inchiniamo al voto degli italiani”

Dal fronte del governo, Antonio Tajani riconosce il risultato e rivendica l’impegno sulla riforma. “Il popolo sovrano si è espresso con un’alta partecipazione. Ne prendiamo atto con rispetto”, afferma, sottolineando che l’obiettivo era rendere la giustizia più equa.

Gratteri: “Segnale forte, difesa della Costituzione”

Il procuratore Nicola Gratteri legge il risultato come un messaggio chiaro della società civile. “Non è un rifiuto del cambiamento, ma del metodo”, spiega, ribadendo la necessità di riforme che migliorino l’efficienza senza sacrificare le garanzie.

Anm: “Non un punto di arrivo ma di partenza”

L’Associazione nazionale magistrati sottolinea che il risultato è positivo per tutto il Paese, ma invita a guardare avanti. “Abbiamo contribuito a difendere autonomia e indipendenza della giustizia, ma il lavoro deve continuare”.

Il fronte del No: “Premiata la sincerità”

Enrico Grosso parla di vittoria della Costituzione e della trasparenza. “Abbiamo trattato gli elettori da adulti e loro hanno risposto allo stesso modo”, afferma, sostenendo che gli italiani hanno premiato un messaggio chiaro.

Nordio: “Rispettiamo la decisione”

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio prende atto del risultato senza leggerlo in chiave politica. “Abbiamo cercato di spiegare una riforma complessa, ma resta la soddisfazione per l’alta partecipazione, segno della solidità democratica”.

Conte: “W la Costituzione”

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte esulta: “Ce l’abbiamo fatta, viva la Costituzione”. Dal centrodestra, Lucio Malan rivendica comunque la coerenza della riforma, sottolineando che era parte del programma di governo. Dal comitato per il Sì si parla invece di un Paese “spaccato a metà”, mentre il fronte del No sottolinea il ritorno al voto di molti cittadini.

Landini: “Nuova primavera”

Maurizio Landini parla di “nuova primavera” per il Paese dopo l’esito del referendum e invita a festeggiare in piazza Barberini a Roma nel tardo pomeriggio. Il segretario della Cgil sottolinea la “grandissima partecipazione al voto” e rivendica la difesa della Costituzione e dell’autonomia della magistratura, definendo il risultato un messaggio di unità.

A Napoli un gruppo di magistrati celebra i primi risultati cantando “Bella ciao”, mentre arrivano bottiglie di champagne negli uffici dell’Anm. Intanto il confronto politico si accende: Matteo Renzi parla di “sconfitta sonora del governo”, mentre dal fronte del No si sottolinea il valore storico del risultato, paragonato da Giovanni Bachelet a momenti chiave della storia repubblicana.

Un voto politico oltre il quesito

Il referendum ha assunto una forte valenza politica oltre al merito tecnico della riforma. Alle urne erano chiamati 51,4 milioni di cittadini. Non era previsto quorum e l’esito è dipeso esclusivamente dai voti validamente espressi: votare Sì significava confermare la riforma e consentirne l’entrata in vigore, votare No, respingerla e mantenere l’attuale assetto della magistratura.

LEGGI Un voto che vale la Terza Repubblica di A. BARBANO

La riforma

Il cuore della riforma della giustizia è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, oggi appartenenti allo stesso ordine. Chi entra come giudice, resterà giudice per tutta la carriera; chi sceglie di fare il pm non potrà mai diventare giudice (e viceversa). Oltre due percorsi professionali distinti fin dall’inizio, questo comporta una distinzione più marcata tra chi accusa e chi giudica nel processo penale: secondo i sostenitori della riforma, in questo modo si rafforza il principio del “giudice terzo”. Per i critici, invece, la separazione delle carriere rompe l’unità della magistratura. Tra le principali novità della riforma c’è anche la creazione di due Consigli superiori della magistratura separati, uno per i giudici e uno per i pm: entrambi continueranno a occuparsi di assunzioni, promozioni, trasferimenti e valutazioni professionali.

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