Iran quinto giorno di guerra: a Teheran il corpo dell’ayatollah Khamenei esposto per tre giorni mentre continuano i bombardamenti tra Iran, Israele e Stati Uniti. Missili nel Golfo, evacuazioni di civili e cresce il bilancio delle vittime
L’Iran è entrato nel quinto giorno di guerra mentre a Teheran si prepara il funerale dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei bombardamenti americani e israeliani.
Il corpo della guida suprema, come spiegano le tv di Stato, sarà esposto al pubblico a partire da mercoledì sera, segnando l’inizio di una lunga cerimonia funebre che si svolgerà nel complesso nel centro della capitale dove Khamenei era solito guidare le preghiere e tenere i suoi discorsi.
La televisione di Stato iraniana ha annunciato che l’omaggio pubblico durerà tre giorni. Intanto il conflitto continua ad allargarsi con nuovi attacchi missilistici e con una crescente tensione militare in tutto il Golfo.
La corsa al successore della guida suprema
Mentre il paese rende omaggio al leader ucciso, i principali religiosi sciiti iraniani sono riuniti per scegliere il suo successore.
Secondo fonti iraniane citate da funzionari a conoscenza dei colloqui, tra i favoriti c’è Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah assassinato. La decisione potrebbe arrivare già nelle prossime ore.
Il nuovo leader non avrebbe solo un ruolo religioso e politico: diventerebbe anche comandante in capo delle forze armate iraniane, assumendo il controllo dell’apparato militare nel pieno della guerra.
Trump: “Molti leader iraniani sono già stati uccisi”
Martedì il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che molti dei possibili successori di Khamenei sarebbero stati eliminati durante la campagna di bombardamenti condotta da Stati Uniti e Israele.
Trump ha aggiunto che il prossimo leader potrebbe essere “cattivo quanto i suoi predecessori”, ammettendo di fatto l’incertezza sugli sviluppi della guerra e sulle conseguenze politiche del conflitto.
In un incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Trump ha sostenuto che Teheran sarebbe pronta a negoziare, aggiungendo però che «ormai è tardi». Il presidente americano ha anche criticato Londra e Madrid per la loro posizione sull’uso delle basi militari.
Bombardamenti e missili nel Golfo
Nelle prime ore di mercoledì sono proseguiti sia i raid israeliani e americani sull’Iran sia gli attacchi di risposta di Teheran con missili e droni.
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito decine di obiettivi legati ai Basij, la milizia paramilitare del regime iraniano, oltre a strutture delle forze di sicurezza interne. I Basij avevano avuto un ruolo centrale nella repressione delle recenti proteste antigovernative.
Israele ha anche segnalato l’arrivo di nuovi missili dall’Iran e dal Libano, molti dei quali sono stati intercettati.
Missili intercettati in Arabia Saudita
Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili da crociera e dieci droni diretti verso il paese. Non è stato chiarito da dove siano partiti gli attacchi.
Il conflitto sta ormai coinvolgendo l’intera regione del Golfo e diversi paesi stanno tentando di evacuare centinaia di migliaia di cittadini.
Evacuazioni e americani in fuga dalla regione
Il Dipartimento di Stato americano ha avviato voli charter per evacuare cittadini statunitensi dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Arabia Saudita e dalla Giordania.
Washington ha inoltre autorizzato la partenza dei dipendenti governativi non essenziali e delle famiglie del personale diplomatico in Arabia Saudita e Oman per motivi di sicurezza.
Il Comando Centrale americano ha fatto sapere che sono già 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l’Iran, con ulteriori rinforzi in arrivo. Washington parla di un’operazione militare «senza precedenti», con un numero di attacchi aerei già doppio rispetto all’invasione dell’Iraq del 2003.
Secondo fonti diplomatiche, il consolato degli Stati Uniti a Dubai è stato dato alle fiamme, mentre missili sono stati lanciati contro l’ambasciata americana a Riad. Evacuate le sedi diplomatiche Usa in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Evacuazioni di personale occidentale anche da Arabia Saudita, Oman e Cipro. Secondo un’analisi del New York Times basata su immagini satellitari e video verificati, gli attacchi iraniani hanno danneggiato strutture legate ai sistemi di comunicazione e radar in almeno sette basi militari statunitensi in Medio Oriente.
Navi Usa nello stretto di Hormuz
Trump ha anche dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero inviare unità della Marina militare per scortare le navi commerciali nello stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.
Il traffico delle petroliere attraverso lo stretto si è quasi fermato a causa del timore di attacchi.
Bilancio delle vittime
La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che il numero dei morti è salito a 787 dall’inizio dei bombardamenti americani e israeliani. Particolarmente devastante l’attacco contro una scuola elementare femminile in Iran, che avrebbe provocato almeno 175 vittime.
In Libano, secondo il ministero della Salute, decine di persone sono morte nei raid israeliani contro Hezbollah.
Il Pentagono ha confermato la morte di sei militari statunitensi nel conflitto. Quattro soldati della riserva dell’esercito sono stati uccisi nel fine settimana in Kuwait in un attacco con droni contro installazioni militari americane.
La Francia invia la portaerei De Gaulle
Parigi ha deciso di rafforzare la propria presenza militare nel Mediterraneo orientale inviando la portaerei Charles De Gaulle e dispiegando ulteriori mezzi a Cipro.




















