6 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

3 Gen, 2026

Kiev: «Mosca medita attacco per il Natale ortodosso»

Nel mirino secondo l’intelligence obiettivi ad alto valore simbolico. A Kharkiv missile russo provoca non meno di 50 feriti tra i civili


Dopo il giallo relativo ai droni ucraini che avrebbero tentato di colpire una delle residenze del Presidente russo, accusa rifiutata con veemenza da Kiev e messa in dubbio anche dagli Stati Uniti, ieri il Servizio segreto per gli esteri dell’Ucraina ha lanciato l’allarme per una possibile provocazione russa nel giorno del Natale ortodosso. Secondo gli 007 di Kiev, infatti, il Cremlino sta preparando una provocazione su larga scala con numerose vittime, in quello che viene definita «un’operazione in corso per far fallire i colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti».

«L’operazione è di natura globale – continua il rapporto – dopo il cosiddetto attacco alla residenza del presidente russo Vladimir Putin, stiamo registrando la diffusione da parte del Cremlino di nuove informazioni inventate e pretestuose per preparare il pubblico russo e straniero a un’ulteriore escalation». La data scelta sarebbe altamente simbolica: il 7 gennaio, giorno del Natale ortodosso celebrato in Russia (e fino al 2022 anche in Ucraina, dove comunque milioni di fedeli festeggeranno).

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Il luogo della provocazione, spiegano gli 007, «potrebbe essere un sito religioso o un’altra struttura di grande significato simbolico, sia in Russia che nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina». Per fabbricare prove del presunto coinvolgimento dell’Ucraina, i piani includerebbero anche l’utilizzo di detriti di droni d’attacco di fabbricazione occidentale, che verrebbero lanciati sul luogo della provocazione dalla linea di combattimento.

Budanov prende il posto di Yermak

Sempre restando in tema di servizi segreti, dopo settimane dalle dimissioni di Andri Yermak dalla carica di Capo dell’Ufficio Presidenziale, avvenute in seguito ad uno scandalo di corruzione che lo ha visto coinvolto, ieri il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha finalmente reso noto il nome del successore di Yermak. A ricoprire la carica sarà nientemeno che Kyrylo Budanov, fino a venerdì capo dell’intelligence militare di Kiev.

A dare l’annuncio della nomina è stato lo stesso Zelensky su X, che ha dichiarato come «in questo momento l’Ucraina necessiti di maggiore attenzione alle questioni di sicurezza, allo sviluppo delle Forze di Difesa e di Sicurezza ucraine, nonché al percorso diplomatico dei negoziati, e l’Ufficio del Presidente servirà principalmente all’adempimento di questi compiti del nostro Stato».

Mosca presenta le “prove” dell’attacco a Putin

L’identikit di Budanov combacia alla perfezione, «Kyrylo ha esperienza specialistica in questi settori e la forza sufficiente per produrre risultati», ha continuato Zelensky. Al di là della retorica, la nomina del Presidente ucraino assicura che a ricoprire la cruciale carica di capo di gabinetto sia una figura di assoluta fiducia del Presidente. A sostituire Budanov all’intelligence militare è stato invece nominato Oleg Ivashchenko, attuale capo dei Servizi segreti esteri, che svolgerà quindi un doppio incarico.

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Da Mosca, ieri il ministero della Difesa russo ha riferito di aver consegnato agli Stati Uniti i dati ottenuti dagli strumenti di navigazione di uno dei droni che secondo il Cremlino era diretto contro la residenza del presidente Vladimir Putin. «La decodifica della memoria dei controllori di navigazione del drone, eseguita da specialisti dei servizi speciali, conferma inequivocabilmente che l’obiettivo dell’attacco era il complesso della residenza presidenziale», ha detto Igor Kostyukov, capo della Direzione generale dello stato maggiore, citato da Ria Novosti. «Riteniamo che questo passo risolva tutti i dubbi e faciliti l’accertamento della verità». Mosca continua quindi a sostenere con fermezza la veridicità del presunto attacco ucraino alla residenza di Putin, cui aveva fatto seguito una celere telefonata a Donald Trump.

Continua lo scambio di missili e droni

Trattative di pace o meno, gli attacchi che entrambe le parti si scambiano quotidianamente a mezzo di droni e missili continuano a colpire infrastrutture civili e a mietere vittime innocenti. Il bilancio dell’attacco di droni ucraini nel Kherson occupato, avvenuto la notte di capodanno, è salito a 27 civili uccisi, con molti feriti in condizioni critiche. Nella notte di ieri, invece, è stata Mosca a colpire duramente l’Ucraina, in particolare la città di Zhaporizhzhia, presa di mira da più di 200 droni; molti sono stati abbattuti, ma diversi hanno invece colpito i loro obiettivi, fra cui un centro commerciale a alcuni edifici residenziali.

Hanno invece causato diverse vittime civili i missili balistici tattici Iskander, che nel pomeriggio di venerdì hanno colpito la città di Kharkhiv; almeno uno dei due missili sembra aver colpito un raduno di militari ucraini, come mostrato dalle foto pubblicate dall’Amministrazione Militare Regionale di Kharkiv (poi rimossa), in cui si vedeva il soccorrimento di soldati ucraini feriti. Le grandi esplosioni hanno però sicuramente coinvolto civili innocenti, con almeno 50 feriti, fra cui un neonato. «Purtroppo, è così che i russi trattano la vita e le persone: continuano a uccidere, nonostante tutti gli sforzi del mondo, e in particolare degli Stati Uniti, nel processo diplomatico», ha commentato amaro Zelensky, mentre il processo diplomatico sembra essere entrato in una fase di sostanziale stallo.

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