Continuano i negoziati per tentare di arrivare a una tregua nel conflitto. Mosca non cede e ribadisce che non si fida della bozza del piano rivisto da Zelensky e Trump. Il presidente ucraino respinge l’ipotesi di concessioni territoriali senza un referendum
Kiev fuori dal Donbass è la condizione posta da Mosca per qualsiasi cessate il fuoco in Ucraina. Lo ribadisce il Cremlino mentre proseguono i contatti diplomatici tra Stati Uniti, Unione europea e Kiev nel tentativo di costruire un piano di pace condiviso. Una linea che Volodymyr Zelensky respinge, rivendicando il diritto del popolo ucraino a decidere sul futuro dei territori occupati.
Today, I am in the Kupyansk sector, with our warriors who are getting the job done for Ukraine here.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) December 12, 2025
The Russians kept going on about Kupyansk – the reality speaks for itself. I visited our troops and congratulated them. Thank you to each and every warrior! I am proud of you!… pic.twitter.com/kraYEBSSai
Mosca alza il muro sulla tregua
Secondo il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, un cessate il fuoco potrà essere preso in considerazione solo dopo il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass. Una richiesta che, ha spiegato in un’intervista ripresa dalle agenzie russe, rientra tra le condizioni che anche gli Stati Uniti starebbero ponendo a Kiev nel quadro dei negoziati. Per il Cremlino, il Donbass “appartiene alla Russia secondo la Costituzione” e non è oggetto di trattativa.
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Il nodo Donbass
Il Donbass resta il principale punto di scontro nei colloqui in corso. Mosca non nasconde la sua diffidenza verso il piano di pace promosso da Zelensky insieme ai Paesi europei “volenterosi” e con la mediazione di Donald Trump. Secondo Ushakov, la Russia non sarà soddisfatta di un accordo che non recepisca le sue richieste e avverte che, in assenza di un’intesa, il controllo del territorio verrà imposto “prima o poi, anche con la forza”.
Zelensky: decide il popolo ucraino
Dal fronte ucraino arriva una risposta netta. Zelensky ribadisce che qualsiasi compromesso territoriale dovrà passare da una consultazione popolare. “Solo il popolo ucraino può decidere”, ha dichiarato, aprendo alla possibilità di elezioni o di un referendum.
Kiev ha inoltre smentito le indiscrezioni su una disponibilità ad accettare una “zona cuscinetto” nel Donbass, definendo errate alcune ricostruzioni della stampa internazionale.

Kiev ha inoltre smentito le indiscrezioni su una disponibilità ad accettare una “zona cuscinetto” nel Donbass, definendo errate alcune ricostruzioni della stampa internazionale.
Pressioni Usa e ruolo dell’Europa
Gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato da Donald Trump, sarebbero pronti a contribuire alle garanzie di sicurezza dell’Ucraina nell’ambito di un accordo più ampio. Sabato è previsto a Parigi un incontro tra funzionari di Ucraina, Usa, Francia, Germania e Regno Unito. Intanto, a Bruxelles, l’Unione europea ha avviato la procedura per rendere permanente il blocco degli asset russi, utilizzando il voto a maggioranza qualificata.
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Sul terreno, però, la guerra continua: raid russi in Ucraina e nuovi attacchi con droni confermano quanto la strada verso una tregua sia ancora lontana.






















