4 Settembre 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

3 Set, 2026

Violenza su 13enne, insulti e minacce alla gip che ha scarcerato il 42enne

Torino, la scritta sulla serranda del minimarket

Dopo la scarcerazione del commesso accusato di violenza su una tredicenne, per la gip sui social insulti, minacce e persino l’augurio che l’uomo «vada a violentare i figli del giudice». La procura ricorrerà al Riesame. La polizia chiude il minimarket


Continuano le polemiche sulla decisione del gip di Torino di scarcerare dopo 48 ore il commesso bengalese di 42 anni accusato di aver violentato, sabato scorso, una ragazzina di 13 anni in un minimarket della periferia Nord di Madonna di Campagna.

Polemiche che nel mondo social hanno assunto toni pesanti: il magistrato, che pur riconoscendo l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, non aveva convalidato il fermo nei confronti dell’uomo, è stata presa di mira con insulti e minacce.

Dopo la decisione si era alzato un coro di proteste, e sia l’Unione delle Camere Penali italiane che l’Associazione Nazionale Magistrati avevano puntato l’attenzione sulla necessità di tutelare la funzione giurisdizionale.

La gip nel tritacarne social

Ma poi il peggio, come accade spesso nei casi che suscitano clamore mediatico ed allarme sociale, si è scatenato con gli odiatori da tastiera. Dopo che su alcuni gruppi è stato pubblicato il nome della gip, è partita la macchina del tritacarne, scatenando l’odio social, con messaggi violenti.

Uno conteneva perfino l’augurio che il 42enne «ora che è libero, vada a violentare i figli del giudice». E ancora, «aspetto con molta ansia che capiti una situazione del genere a un parente o figlia di qualche giudice e poi non dirò che sono dispiaciuto, ma festeggerò».

Il mondo social non ha risparmiato la gip da giudizi taglienti, bollandola come appartenente alla «cricca». «Sarebbe curioso – scrivono gli haters – sapere chi le ha passato i compiti all’esame da magistrato. Ma forse già si sa…».

Perché il 42enne è stato scarcerato

Non mancano neppure gli insulti a sfondo sessuale nei confronti della toga che ha ravvisato nei confronti del commesso gravi indizi di colpevolezza, anche perché il racconto della giovanissima vittima, oltre ad essere logico e lineare, è avvalorato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Poi ne ha disposto la scarcerazione con il solo obbligo di firma in virtù del fatto che l’accusato è incensurato, dell’«atteggiamento collaborativo» e della «resipiscenza» dimostrata durante l’interrogatorio.

«Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati, è la prima volta che succede e sono molto dispiaciuto», avrebbe detto il 42enne durante l’udienza di convalida, e la gip nel disporre la scarcerazione avrebbe fatto presente che è stato lo stesso indagato ad attivarsi per permettere la visione delle immagini delle telecamere: da queste, peraltro, si ricava che pochi minuti prima aveva avvicinato e importunato un’altra cliente, una donna di circa 40 anni.

La procura ricorre al Riesame

La procura di Torino, come già annunciato, impugnerà al tribunale del Riesame il provvedimento.

Una vicenda che ha scatenato un violento clima di odio anche fuori dal minimarket dove si è consumata la violenza. Sulla saracinesca del locale infatti davanti ai fotografi un venticinquenne si era fatto riprendere a volto scoperto mentre scriveva «Pedofilo infame, in mano al popolo».

Chiuso il minimarket per le irregolarità

Lo stesso minimarket è stato chiuso dalla polizia, ma non per i fatti di cui è accusato il 42enne. La decisione è stata assunta a seguito di numerose violazioni ed irregolarità dell’esercizio. Tra l’altro il dipendente responsabile della violenza nei confronti della minorenne aveva un contratto con parziale retribuzione in nero.

Il nodo del reato di molestia sessuale

Il caso riaccende il dibattito sull’assenza nel codice penale italiano di un reato specifico di molestia sessuale. I comportamenti a connotazione sessuale indesiderati vengono infatti fatti rientrare in altre fattispecie o, nei casi più gravi, integrati nel reato di violenza sessuale.

Un tentativo di introdurre il reato di molestia sessuale era stato bloccato in passato per l’opposizione della Lega. Mentre un ddl presentato nel 2022 dalla senatrice dem Valeria Valente è tuttora fermo in commissione.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

EDICOLA