Un operaio di 26 anni dell’indotto, Loris Costantino, è morto dopo essere precipitato da circa dieci metri nel reparto Agglomerato dello stabilimento. Inutili i soccorsi, aperta un’indagine sulla dinamica dell’incidente
Un operaio della ditta di pulizie Gea Power dell’indotto ex Ilva, Loris Costantino, 36 anni, è morto dopo essere precipitato da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato dello stabilimento siderurgico di Taranto, da un’altezza di circa venti metri.
Le sue condizioni erano già disperate quando è arrivato al Santissima Annunziata di Taranto dove, nonostante i tentativi di rianimazione, è morto poco dopo. La vittima era ancora cosciente all’arrivo all’infermeria dello stabilimento, ma le sue condizioni si sono aggravate in ospedale. Aveva riportato gravi ferite, in particolare lesioni al torace e a un braccio. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e il personale dello Spesal. La dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità sono in fase di accertamento.
Il 12 gennaio scorso, in un episodio simile, aveva perso la vita il 46enne Claudio Salamida.
Sciopero e accuse dei sindacati
Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire da oggi per i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva. Le organizzazioni sindacali hanno espresso “profondo cordoglio” per la morte di Costantino, denunciando ancora una volta le condizioni di pericolosità degli impianti.
“La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso”, affermano le sigle metalmeccaniche, che parlano di “gestione inefficace” incapace di garantire sicurezza e prevenzione dei rischi.
I sindacati chiedono il superamento della fase commissariale e la definizione di un nuovo assetto proprietario con maggioranza pubblica. “Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta”.
La convocazione a Palazzo Chigi, sottolineano, deve servire prima di tutto a tutelare la vita e la salute dei lavoratori.
Le reazioni politiche
La senatrice di Italia Viva, Annamaria Furlan, parla di “una tragedia che non può lasciarci indifferenti” e chiede al ministro delle Imprese Adolfo Urso un piano industriale chiaro per Acciaierie d’Italia.
Anche Giovanni D’Arcangelo e Gennaro Oliva, segretari generali di Cgil e Uil di Taranto, chiedono al governo di “dire la verità” e certificare la sicurezza dello stabilimento attraverso i commissari straordinari.
È stato inoltre annullato l’evento “Look of the Games” dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, previsto al Castello Aragonese, su decisione congiunta del ministro dello Sport Andrea Abodi e del Comitato organizzatore.
La denuncia della Fiom
“Il piano di calpestio su cui lavorava l’operaio è venuto giù, è completamente disfatto. È evidente che chi ha responsabilità si deve togliere di mezzo”, ha dichiarato il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma.
Il sindacalista ha ricordato che i lavoratori avevano già scioperato per chiedere investimenti su manutenzioni, salute e sicurezza. “Adesso siamo a due persone che muoiono a distanza di pochissimo tempo. Basta parole”.
Secondo De Palma, la convocazione a Palazzo Chigi del 5 marzo è arrivata solo dopo l’autoconvocazione delle organizzazioni sindacali. “Sono in corso consultazioni per decidere le iniziative da intraprendere. La prima cosa è stringersi alla famiglia e ai lavoratori”.
L’allarme dell’Anmil
Durissimo anche il commento dell’Anmil, che parla di “massacro di operai ridotto a frasi di circostanza e inerzia”. L’associazione ricorda che in meno di due mesi all’ex Ilva si sono registrate due vittime con dinamiche analoghe.
Nel suo intervento l’Anmil elenca altri gravi incidenti avvenuti negli ultimi giorni in diverse regioni italiane, denunciando una “strage di operai” che continua a colpire cantieri e stabilimenti industriali.
Secondo l’associazione, la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza nazionale che non può più essere affrontata solo con dichiarazioni formali.sso stabilimento. Un precedente che riaccende il tema della sicurezza sul lavoro nell’area industriale di Taranto.


















