A tre mesi dall’apertura del testamento, nessuno degli eredi ha accettato o riscosso il lascito del conduttore. Dubbi sulle quote
A più di tre mesi dall’apertura del testamento, la questione dell’eredità di Pippo Baudo è ancora ferma. Nessuno dei beneficiari indicati dal celebre conduttore, morto il 16 agosto scorso all’età di 89 anni, ha infatti formalizzato l’accettazione del lascito.
Lo riporta Il Fatto Quotidiano, secondo cui il lungo tempo trascorso alimenterebbe l’ipotesi di dubbi o perplessità fra gli eredi riguardo al patrimonio lasciato da Baudo, che potrebbe aggirarsi attorno ai 10 milioni di euro.
Il testamento è stato aperto il 9 settembre nello studio del notaio Renato Carraffa a Bracciano, in provincia di Roma, alla presenza dei figli Tiziana e Alessandro, dei legali del conduttore e di Dina Minna, storica assistente di Baudo. Minna sarebbe destinataria di una quota dell’eredità quasi equivalente a quella spettante per legge ai figli.
È stata lei, con accanto Tiziana, la figlia di Baudo nata nel 1970, ad accogliere le centinaia di persone che hanno reso omaggio alla camera ardente del presentatore al Teatro delle Vittorie.
Oltre a diverse proprietà, nel Lazio e in Sicilia, sarebbero almeno dieci milioni di euro i compensi ricevuti dal presentatore per le tredici conduzioni di Sanremo con cachet di circa 800mila euro a edizione. Potrebbero anche esserci stati dei lasciti a due avvocati, legali di Baudo, che hanno presenziato alla lettura delle ultime volontà del presentatore, e non si escludono anche possibili donazioni ad opere benefiche.










