Una giuria federale di Oakland respinge la causa da 150 miliardi di dollari di Elon Musk contro OpenAI e Sam Altman. Il miliardario annuncia ricorso
Elon Musk ha perso la maxi causa da 150 miliardi di dollari contro OpenAI e Sam Altman in uno dei processi più seguiti della Silicon Valley sull’intelligenza artificiale.
La giuria federale di Oakland, in California, ha respinto la denuncia del miliardario sostenendo che fosse stata presentata troppo tardi rispetto ai tempi previsti dalla legge. Una brutta sconfitta per il proprietario di X e Tesla, che puntava a fermare l’ascesa della società che aveva contribuito a fondare nel 2015.
La decisione libera di fatto OpenAI da uno degli ostacoli più pesanti sulla strada verso una possibile quotazione in Borsa, che secondo il New York Times potrebbe arrivare già quest’anno.
La giuria contro Musk
La giuria composta da nove membri ha deliberato meno di due ore prima di stabilire che Musk non aveva rispettato i termini temporali necessari per avviare la causa. Dopo il verdetto, la giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha immediatamente archiviato le accuse contro OpenAI, Sam Altman e Greg Brockman.
L’attacco di Musk su x
“Per quanto riguarda il caso OpenAI, il giudice e la giuria non si sono mai realmente pronunciati sul merito della causa, ma solo su una questione tecnica legata ai tempi. Per chiunque abbia seguito il caso nel dettaglio non c’è alcun dubbio che Altman e Brockman si siano effettivamente arricchiti rubando una charity. L’unica domanda è QUANDO lo abbiano fatto!”
“Presenterò ricorso alla Corte d’Appello del Nono Circuito, perché creare un precedente che permetta di saccheggiare le organizzazioni benefiche è incredibilmente distruttivo per le donazioni benefiche in America.
OpenAI è stata fondata per il beneficio di tutta l’umanità”.
Regarding the OpenAI case, the judge & jury never actually ruled on the merits of the case, just on a calendar technicality.
— Elon Musk (@elonmusk) May 18, 2026
There is no question to anyone following the case in detail that Altman & Brockman did in fact enrich themselves by stealing a charity. The only question…
Gli avvocati di Musk hanno infatti già annunciato ricorso, mentre il team legale di OpenAI ha accolto con soddisfazione la decisione.
L’accusa: «Una no profit in una macchina da soldi»
Nella causa Musk accusava OpenAI e Altman di aver «rubato una charity», trasformando un’organizzazione nata come no profit in una gigantesca società commerciale grazie ai miliardi investiti da Microsoft.
Il fondatore di Tesla sosteneva che OpenAI avesse tradito la missione originaria di sviluppare intelligenza artificiale «a beneficio dell’umanità» e chiedeva non solo 150 miliardi di dollari di danni, ma anche l’estromissione di Altman dal consiglio di amministrazione.
Nel mirino c’era anche Microsoft, partner strategico della società e investitore con oltre 13 miliardi di dollari dal 2019 al 2023.
Secondo OpenAI, però, Musk avrebbe deciso di fare causa solo dopo il successo globale di ChatGPT e dopo essere uscito dalla società già nel 2018 in seguito a uno scontro interno per il controllo dell’azienda.
OpenAI rafforza la sua posizione nella corsa all’intelligenza artificiale
La sconfitta giudiziaria di Musk rafforza ulteriormente la posizione di OpenAI nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. Il New York Times sottolinea che il verdetto preserva gli equilibri attuali della Silicon Valley, con OpenAI ormai considerata una delle aziende più influenti del settore tecnologico mondiale.
Negli ultimi anni la società guidata da Altman ha raccolto miliardi di dollari per costruire data center e sviluppare sistemi di IA che molti investitori considerano destinati a trasformare l’economia globale. OpenAI però continua a fronteggiare una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto da parte di Anthropic e Google, che stanno cercando di ridurre il vantaggio accumulato da ChatGPT nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa.
Lo scontro personale tra Musk e Altman
Il processo ha riportato alla luce anni di tensioni personali e strategiche tra Musk e Altman, un tempo alleati nella fondazione di OpenAI.
Secondo i legali della società, già nel 2017 Musk avrebbe tentato di trasformare OpenAI in una società profit, arrivando anche a valutare una fusione con Tesla. Una ricostruzione usata dagli avvocati di Altman per sostenere che il miliardario fosse a conoscenza da anni dell’evoluzione societaria dell’azienda. Resta ancora aperta una parte della battaglia legale: Musk ha infatti presentato anche accuse antitrust contro OpenAI e Microsoft, sulle quali la giudice non ha ancora preso una decisione definitiva.


















