6 Ott, 2026

Ciao Jannik, ci mancherai. Sinner chiude qui il suo 2026

Jannik Sinner

Jannik annuncia lo stop per sottoporsi a una serie di trattamenti al ginocchio. Niente Atp Finals né Coppa Davis e addio al numero uno del mondo. L’Itia smentisce ogni ipotesi di «silent ban»: «La situazione non è cambiata»


La notizia brucia. Ed è chiaro che nulla – almeno fino alla fine dell’anno – sarà più come prima. Obnubilati da circa tre anni di successi, vittorie, tormenti ed estasi, paure e gioia, i Sinnermaniaci e i puristi del tennis, cioè i fan con il cuore in mano e i tecnici che misurano la velocità del colpo, le due facce della mania, dovranno fare a meno del loro idolo almeno fino alla fine dell’anno.

Lo ha annunciato lui, a modo suo, un video social, faccia imperscrutabile come sempre, il sorriso educato, il doveroso omaggio ai fan, lingua ufficiale inglese:

«Con i medici e il mio team abbiamo deciso che mi devo sottoporre ad una serie di trattamenti al ginocchio. Mi spiace molto, il finale di stagione per me ha ricordi sempre bellissimi, specie a Torino. Ma mi devo tutelare per dare più tempo possibile alla mia carriera. Quindi la stagione 2026 finisce ufficialmente qui».

Ciao-ciao Jannik. Sono le 11 e 30 del mattino. E sulla rete cominciano il lutto e la rabbia, chi soffre e chi aspettava questa occasione per dire: «Avete visto…». Seguono fiumi di speculazioni e complotti. Piangono anche gli sponsor. Ma di questo ci importa il giusto. Anzi: l’attesa creerà ancora più valore.

Che succede a Sinner?

La domanda gira insistente da metà agosto quando ci comunicò, solito video, che non avrebbe partecipato al circuito americano sul cemento. Troppo caldo, troppo umido, ci stava e nessuno avrebbe voluto rivedere lo strazio della partita contro Francisco Cerundolo jr sul Philippe Chatrier. La faccenda si complica quando annuncia anche il ritiro dall’ultimo Slam di stagione: gli Us Open dove avrebbe difeso la finale dell’anno prima.

Si comincia a parlare di un «risentimento» al ginocchio. Dal suo staff non arriva nulla di ufficiale e allora si comincia a mettere in fila qualche domanda, a ricordare «quella caduta sul prato di Wimbledon» o altri sforzi negli spostamenti laterali e in avanti alla ricerca del momento X, quello in cui si sarebbe fatto male. Poi però arrivano, nel giro di dieci giorni, i forfait al torneo di Tokyo e al Mille di Shanghai. «Scusate, ma non posso giocare».

Quando anche i giornaloni dicono basta

Era il 3 ottobre e la rivolta si è organizzata in fretta. Anche i giornaloni sportivi e non solo italiani, in genere molto attenti a non disturbare il numero 1, hanno detto basta. Il concetto e le motivazioni sono state ovvie e persino scontate: anche Sinner ha dei doveri. Milioni di fan in giro per il mondo, un Paese o quasi ai suoi piedi, miliardi investiti dagli sponsor, alcune prevendite importanti in corso come le Atp Finals e la Finalissima di Davis, un sistema non solo economico ma anche valoriale ed educativo che si ispira a lui, non può sparire e cavarsela con «scusate, mi fa male il ginocchio».

Certo, Carlos Alcaraz è sparito sei mesi rinunciando al primo posto in classifica per un problema al polso e, soprattutto, dopo aver detto quella frase (semifinale Indian Wells): «Sono stanco, è come se avessi un bersaglio sulla schiena».

Ma Jannik è Sinner e, purtroppo per lui, due anni fa ha dovuto risolvere un problema di nome Clostebol.

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Il dubbio del «silent ban» e la smentita dell’Itia

Così è successo che dopo il forfait Usa alcuni giornalisti, non paghi delle misere dichiarazioni del team, si sono messi a cercare. Il timore era che ci fosse qualcosa sotto. Non è speculazione ma legittimo interesse sul numero 1 del mondo che sparisce dai campi per mesi, passa visita (ogni settimana al JMedical) ma anche si allena.

Così i giornalisti hanno chiesto alla fonte primaria, la Itia (International Tennis Integrity Agency, la Cassazione del doping) per capire se per caso ci fosse sotto un caso di «silent ban», una sorta di immunità (silenzio) che copre le sospensioni provvisorie. Nulla di tutto ciò. Itia smentì allora e ha smentito anche in queste ore: «La situazione non è cambiata».

Il ginocchio, le cure e l’addio al numero uno

Così anche questo dubbio è stato fugato. È bene che Sinner in persona abbia detto «ci rivedremo il prossimo anno». Certo, avremmo preferito una conferenza stampa con i medici per capire un po’ meglio, nei limiti del concesso, che tipo di «trattamenti» saranno. Ad esempio, è escluso l’intervento chirurgico?

Il disturbo avrebbe un nome: sindrome della bandelletta ileo-tibiale al ginocchio destro. È molto diffuso e molto invalidante nel senso che fa male correre e piegare.

La stagione 2026 per Sinner è finita con quel magnifico match sul Centre Court di Wimbledon con cui ha issato per la seconda volta la Coppa degli Championships. Non lo vedremo alle Finals e neppure alla Davis. Dolore, senza dubbio. Tra Vienna e Parigi indoor perderà il trono di numero 1. Che andrà a Sasha Zverev. E questa è l’unica buona notizia di questa storia.

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