La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano contro la richiesta di una nuova cassa integrazione e il rischio di uno stop produttivo blocca l’aeroporto di Genova. I sindacati denunciano l’incertezza sulle forniture di coils e chiedono garanzie immediate per il futuro dello stabilimento genovese.
«Dichiariamo ufficialmente che l’aeroporto è occupato». Con queste parole i lavoratori ex Ilva di Cornigliano hanno fatto irruzione nella zona imbarchi dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, dando vita a una protesta contro la richiesta di una nuova cassa integrazione da parte dell’azienda. Al centro della mobilitazione, il rischio di un ulteriore arresto delle attività produttive e l’incertezza sul futuro dello stabilimento.
Durissimo l’intervento di Armando Palombo, della Fiom, che ha denunciato il cambio di posizione dei commissari: «Mercoledì hanno firmato a Roma e inviato al prefetto una lettera che garantiva la continuità produttiva. Venerdì, a mezzanotte, hanno inviato una Pec prendendo in giro tutta la città». E ha avvertito: «Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo». Per il sindacalista, Genova non può attendere anni in vista della transizione green mentre il mercato offre opportunità: «I rotoli devono arrivare subito».
Il rischio di stop ai reparti
Sulla stessa linea Nicola Appice, della Fim Cisl, che ha ricordato come i tre giorni di presidio sotto la prefettura sembrassero aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils, indispensabile per evitare il blocco della produzione. La successiva comunicazione sulla cassa integrazione, ha sottolineato, rischia di fermare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Anche Fabio Ceraudo, dell’Usb, ha ribadito la necessità di difendere il presidio industriale genovese.
I manifestanti hanno inizialmente lasciato un corridoio per consentire ai passeggeri di raggiungere i gate, poi lo hanno chiuso, provocando brevi momenti di tensione con chi era in attesa ai banchi del check-in. Seduti a terra, hanno battuto i caschi sul pavimento. «Resteremo qui finché questo governo non ci dà una risposta», ha gridato Palombo. In aeroporto è arrivato anche uno striscione dei lavoratori Ericsson, solidali con i metalmeccanici dopo l’annuncio di 131 licenziamenti.




























