14 Ott, 2026

Papa Leone XIV, adenocarcinoma al polmone destro: decorso regolare dopo l’intervento al Gemelli

Asportato il lobo inferiore del polmone destro di Papa Leone con un intervento mini invasivo. Gli esami postoperatori sono nella norma e il Pontefice ha ripreso a camminare e ad alimentarsi. Restano da chiarire gli esiti dell’esame istologico e i possibili effetti sulla visita pastorale in Sud America prevista a novembre.


È un adenocarcinoma il nodulo polmonare asportato a Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli di Roma. Per dirla con parole semplici, si tratta di un tumore maligno localizzato nel polmone destro, per eliminare il quale l’equipe di chirurgia toracica guidata dal professor Stefano Margaritora ha dovuto rimuovere il lobo inferiore del polmone. Un intervento che limita in modo minimo le capacità respiratorie del paziente, anche perché, in genere, chi deve affrontare questo tipo di operazioni poi deve osservare un periodo di riabilitazione per restituire all’organo la piena efficienza.

L’intervento al Gemelli e il decorso postoperatorio

Il Pontefice è stato operato con tecnica mini invasiva laparoscopica video assistita. Tra ingresso e uscita dalla sala operatoria sono trascorse circa tre ore e l’intervento è durato novanta minuti. Sinora dalla Sala Stampa della Santa Sede solo brevi comunicati sulla buona riuscita dell’operazione e sulle rassicuranti condizioni di Robert Prevost che manifesta serenità e buon umore.

Uno degli ultimi appare più specifico: «Il dott. Luigi Carbone (medico personale di Prevost) e il prof. Stefano Margaritora comunicano che il Santo Padre ha eseguito gli esami del sangue e la radiografia del torace previsti dopo l’intervento. Gli esiti confermano un decorso post-operatorio regolare: i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito. Il Santo Padre ha svolto la fisioterapia respiratoria ed ha iniziato a camminare in stanza. Ha ripreso una regolare alimentazione. Il decorso procede secondo quanto previsto».

Il recupero e i tempi di degenza

Il tutto coincide con le prime ore postoperatorie: il Papa, rientrato nella sua camera, ha riposato ed è apparso subito vigile, chiedendo di cenare. Il tutto fa pensare, dunque, che i tempi di degenza previsti possano essere rispettati. Una settimana di ricovero, poi il rientro in Vaticano, mentre il 20 ottobre prossimo dovrebbe concludersi il periodo di convalescenza con la ripresa degli impegni.

Gli interrogativi riguardano però la prossima visita pastorale del Papa in Sud America dal 6 al 17 novembre, visita confermata dalla Santa Sede, considerando che un viaggio transoceanico comporta comunque uno stress importante, non solo a livello fisico, che, ci si chiede, Il Pontefice sarà in grado di affrontare? Prevost ha fortemente voluto questo appuntamento che lo porterà in Uruguay, in Argentina, Paese natale del suo predecessore Jorge Mario Bergoglio, e soprattutto in Perù, dove dal 1985, per 20 anni, è stato missionario agostiniano, formatore e vescovo.

Nelle città di Chulucanas, Trujillo, Chiclayo, Callao e Lima ci si prepara all’incontro con il Papa e si rafforzano di giorno in giorno l’emozione e il desiderio di riabbracciare “el padre Roberto”. Ma ora la parola passa agli anatomopatologi che stanno analizzando il nodulo estratto dai chirurghi, per confermare la diagnosi di adenocarcinoma e assicurarsi che non abbia causato metastasi linfonodali. Insomma il clima è di pieno ottimismo e c’è certezza che l’intervento sia risolutivo.

Preghiere e giornalisti al Policlinico Gemelli

Al Policlinico Gemelli tutto concorre a garantire al Papa un tranquillo riposo. Tante le persone in preghiera e i giornalisti che continuano a stazionare nelle adiacenze dell’ospedale romano. All’interno del nosocomio il reparto in cui Leone è ricoverato è interdetto all’ingresso di estranei. Il Papa si trova in quel decimo piano che ha già ospitato Giovanni Paolo II e Francesco, ma non nella medesima stanza che è in fase di ristrutturazione.

L’attesa di tutti è rivolta a domenica prossima quando ci si augura che il Pontefice, già in condizioni soddisfacenti, possa almeno salutare e benedire dalla finestra del suo alloggio per la preghiera mariana dell’Angelus.

Clima di normalità, intanto, in Vaticano. L’attività prosegue regolarmente. Ogni appuntamento è accompagnato da un momento di preghiera per la salute del Santo Padre, come ieri mattina in Piazza San Pietro. E’ stato il cardinale Tagle a presiedere la Santa Messa e a leggere l’omelia preparata da Leone XIV per il decennale dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco.

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