Lo psicoanalista e saggista Luigi Zoja interviene sul caso della minicar di Roma e commenta l’indagine Ipsos che vede nella salute mentale la prima preoccupazione dei giovani
In questi casi il rischio di scadere nella retorica è dietro l’angolo. E quando un adulto inizia a pontificare sui “giovani di oggi” il moto di nausea è incontenibile. I “killer dei sassi” di Tortona che inventarono il gioco di lanciare pietre dal cavalcavia e uccisero una trentunenne, per dire, erano ragazzi di ieri. E ammisero di averlo fatto per noia. Serve uno sguardo che vada al là del caso singolo e che sappia mettere in relazione il disagio dei giovani con le condizioni generali del tempo.
L’Ipsos Education Monitor 2026, risultato di una ricerca condotta su 23 mila persone in 31 diversi paesi, segnala che la salute mentale è la prima preoccupazione dei giovani. «Come sempre dobbiamo guardare anzitutto ai dati negli Stati Uniti. L’Europa segue l’andamento degli Usa con ritardo e l’Italia con un ritardo ancora più significativo. Se consideriamo patologie psichiche come depressione e ansia, queste sono in continua crescita da anni. Una cosa di cui non si parla, o non abbastanza, è la scomparsa della sessualità». Con un po’ di pudore Luigi Zoja, psicoanalista e saggista tra i più tradotti in tutto il mondo, cita un suo testo del 2022, Il declino del desiderio. Un altro suo libro che ha fatto scuola è Il gesto di Ettore. Storia, preistoria, attualità e scomparsa del padre.
«Il padre di uno dei due ragazzi della minicar faceva l’autorità altrove ma non in casa. Come per qualsiasi professione, con un carabiniere dissociato “non ci siamo”».
Manca il patto educativo tra ragazzi scuole e genitori che tanti invocano?
«Mancano genitori che siano tali. E mancano soprattutto i padri. Già una generazione fa c’erano i lanciatori di pietre dal cavalcavia. Veda il film Mamma Roma, in Italia è un problema secolare, che col digitale è aumentato».
Digitale, salute mentale e sessualità. Tre facce dello stesso problema?
«I tassi di sessualità sono in forte decrescita, in Italia il 99% dei bambini non nasce con fecondazioni in vitro, in questo siamo abbastanza tradizionali. L’attualità sessuale tende a scomparire o il primo figlio viene fatto sempre più tardi: direi che questo è il primo dato a cui guardare. In Cina fino a qualche anno fa si premiavano le coppie che avevano un solo figlio. Oggi si organizzano feste a spese dello Stato perché i ventenni si incontrino. La natalità è addirittura inferiore alla nostra».
È un problema solo di possibilità economiche?
«Fino agli anni ’80 chi era benestante era tendenzialmente anche più colto, poteva praticare il controllo delle nascite e rimandare in avanti l’età per avere figli. Ma da tempo la contraccezione è diffusa ed economica».
E in Italia?
«In Italia il problema è ingigantito dalle scarse possibilità del ceto medio, che in realtà è un ceto medio-basso, visto che un insegnante guadagna 1500-1600 euro al mese e se vive in città ne spende mille solo di affitto. Ma le assicuro che in Cina e in Russia sono nella stessa situazione. Andrò in Cina nelle prossime settimane a parlare di un libro in cui affrontavo questi temi, proprio perché, anche lì, è di estrema attualità».
Nel suo lavoro di psicoanalista quali problemi riscontra tra i più giovani?
«Tra i miei pazienti ci sono diversi ventenni e trentenni. Constato che l’età del primo rapporto sessuale, che nel secolo scorso si abbassava sempre di più, ora si alza costantemente. I giovani sono vittime di uno sfrenato consumismo sessuale e pornografico».
Lo stesso rapporto Ipsos segnala il rapporto con il digitale come un’altra fonte di preoccupazione.
«Quello della pornografia è un apporto deleterio. Una volta il porno imitava la realtà, adesso è completamente irreale. E nei giovani adolescenti diventa una fonte di angoscia e alimenta il senso di inadeguatezza. Dopo il primo fallimento sessuale, si rinvia ai trenta, trentacinque e quarant’anni l’incontro con la sessualità».
E si prolunga la pre-adolescenza?
«Infinitamente. Ho conosciuto, in una città ricca come Milano, quarantenni e cinquantenni che vivono con la madre ottantenne iperbenestante. Gli ultimi dati Ocse Pisa su istruzione ed educazione nei vari Paesi segnalano che le prestazioni scolastiche del quindicenne di oggi sono esattamente le stesse del quattordicenne di dieci anni fa. È una tendenza consolidata: ogni dieci anni perdiamo un anno di maturità».
Una tendenza che trova riscontro a livello clinico?
«Nelle statistiche americane che danno misurazioni cliniche il livello di disturbi come ansia e depressione aumenta in modo inversamente proporzionale all’età».






























