2 Ott, 2026

Conti pubblici, 28 miliardi per energia e difesa. Giorgetti dimezza lo sforzo sulle armi

Giancarlo Giorgetti

Il governo chiede 14 miliardi di flessibilità nel 2027 e altrettanti nel 2028: ogni anno lo 0,3% del Pil per l’energia e lo 0,3% per la difesa. Giorgetti ridimensiona lo sforzo militare. Il deficit sale al 3,4% nel 2027, mentre il debito raggiunge il 138,6%


Via libera del Consiglio dei ministri al Documento programmatico di finanza pubblica e alla relazione sullo scostamento. Il governo mette sul tavolo circa 28 miliardi di flessibilità nel biennio 2027-2028, 14 miliardi l’anno, da dividere tra energia e difesa. Ma rispetto ai programmi delle scorse settimane riduce lo sforzo destinato alle spese militari.

La richiesta che sarà avanzata vale ogni anno lo 0,3% del Pil per l’energia e lo 0,3% per la difesa, sia nel 2027 sia nel 2028. Una scelta che modifica in particolare i programmi per il secondo anno: per il 2028 l’aumento previsto per la Difesa scende dallo 0,6% allo 0,3%.

«Rispetto alle intenzioni di qualche settimana fa abbiamo deciso di ridimensionare lo sforzo per la difesa», ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Consiglio dei ministri.

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Deficit al 3,4% nel 2027

Il nuovo quadro dei conti parte da un deficit che il governo prevede sotto il 3% già nel 2026. Poi, considerando la spesa supplementare consentita dalle regole europee per energia e difesa, il rapporto deficit-Pil salirebbe al 3,4% nel 2027 e al 3,3% nel 2028, per scendere al 2,4% nel 2029.

È qui che si gioca la partita con Bruxelles e l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo.

Giorgetti ha sottolineato che i valori del 2027 e del 2028 superiori alla soglia del 3% devono essere letti al netto dello scostamento dello 0,6% complessivo previsto per energia e difesa. Una volta sottratta quella quota, secondo il ministro, il deficit tornerebbe sotto il limite europeo.

«I decimali fanno la differenza», ha osservato Giorgetti, spiegando che l’obiettivo del governo è riuscire ad aprire quello spazio senza compromettere il percorso di risanamento dei conti.

Il debito sale ancora, poi comincia a scendere

Resta alto il debito pubblico. Nel quadro tendenziale indicato dal ministro dell’Economia, il rapporto debito-Pil è previsto al 138,1% nel 2026, sale al 138,6% nel 2027, per poi scendere al 137,7% nel 2028 e al 136,3% nel 2029.

Cambiano anche le stime sulla crescita. Per il 2026 il governo porta la previsione del Pil all’1%, rispetto alla precedente stima prudenziale dello 0,6%. La crescita programmatica viene invece indicata allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028 e nuovamente allo 0,8% nel 2029.

Giorgetti ha ammesso che elaborare previsioni è diventato più difficile in un quadro internazionale «particolarmente complesso sotto molteplici profili».

La partita dell’inflazione con Bruxelles

Il governo apre contemporaneamente un altro fronte europeo: quello dell’effetto dell’inflazione sul percorso della spesa pubblica.

Giorgetti ha precisato che Roma non sta chiedendo una nuova forma di flessibilità. La richiesta è invece quella di valutare quanto l’aumento dei prezzi abbia modificato gli obiettivi di spesa nominale fissati tre anni fa, quando le previsioni sull’inflazione erano molto diverse.

Secondo il ministro, il problema non riguarda soltanto l’Italia ma è condiviso da altri governi europei. L’obiettivo è quindi convincere Bruxelles a considerare l’impatto della nuova situazione inflazionistica sul sentiero di spesa concordato con i singoli Paesi.

Crosetto: otto miliardi in meno alla Difesa

Il ridimensionamento delle spese militari viene confermato anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Per il 2027 resta lo 0,3% già previsto, mentre per il 2028 l’incremento aggiuntivo viene dimezzato rispetto allo 0,6% inizialmente ipotizzato.

Crosetto ha detto di comprendere le ragioni della scelta, legate al quadro economico, all’inflazione e alle tensioni sui titoli sovrani. Ma ha anche lasciato aperta la porta a un successivo aumento delle risorse: «Mi auguro che le condizioni del 2027 consentano un successivo intervento in aumento».

Il ministro parla di otto miliardi in meno per la Difesa rispetto alle ipotesi iniziali e rivendica la necessità che lo 0,3% previsto per il 2027 resti destinato alle priorità già individuate dal suo dicastero.

Allo stesso tempo, Crosetto giudica positivamente le risorse contro il caro energia, destinate ad affrontare i maggiori costi sostenuti dalle famiglie.

Tajani: circa 7 miliardi già quest’anno

In mattinata il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva anticipato la scelta del governo, parlando anche di uno scostamento «attorno ai 7 miliardi» per quest’anno.

Le misure dovranno passare dal confronto con Bruxelles prima di diventare operative.

Tajani ha inoltre rivolto un appello alla Bce perché non reagisca alla nuova fiammata inflazionistica con un aumento dei tassi. Secondo il vicepremier, l’inflazione attuale è prevalentemente «esogena» e un ulteriore rincaro del denaro rischierebbe soltanto di aggravare la situazione economica.

Sul futuro della Banca centrale europea è intervenuto anche Giorgetti. Interpellato sull’ipotesi di dimissioni della presidente Christine Lagarde, il ministro ha auspicato che venga fatta chiarezza «al più presto», sottolineando che al momento non c’è un candidato italiano alla guida dell’Eurotower.

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