18 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

18 Mag, 2026

Groenlandia, negoziati segreti. Usa chiedono più basi, potere di veto e risorse

Groenlandia

Dietro le quinte continuano i colloqui riservati tra Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca. Washington punta a rafforzare la presenza militare nell’Artico, ottenere voce sugli investimenti stranieri e accedere alle immense risorse naturali dell’isola


Con l’attenzione mondiale concentrata sulla crisi con l’Iran, dietro le quinte continuano i negoziati riservati tra Stati Uniti, Groenlandia e Danimarca sul futuro dell’isola artica. Secondo il New York Times, da quattro mesi delegazioni dei tre Paesi si incontrano a Washington per cercare di disinnescare le minacce di Trump di prendere il controllo della Groenlandia.

Ma i leader groenlandesi temono che le richieste americane vadano ben oltre la cooperazione militare e rappresentino una pesante limitazione della loro sovranità.

La clausola “per sempre per i soldati Usa

Tra le richieste avanzate dagli Stati Uniti ci sarebbe la modifica dello storico accordo militare con la Danimarca per garantire alle truppe americane una presenza permanente in Groenlandia, anche nel caso in cui l’isola diventasse indipendente. Una sorta di “clausola eterna” che molti politici groenlandesi giudicano inaccettabile. L’intenzione americana è aprire tre nuove basi nel sud del territorio che appartiene al regno di Danimarca, sebbene con lo statuto di regione autonoma. Più lontane, dunque, dalla base di Pituffik a nord-ovest, la più settentrionale al mondo.

«Se gli americani ottengono tutto quello che vogliono, non ci sarà mai una vera indipendenza», ha detto Justus Hansen, membro del Parlamento groenlandese.

Il veto americano sugli investimenti

Washington starebbe inoltre chiedendo un potere di veto sui grandi investimenti stranieri nell’isola, con l’obiettivo di bloccare l’ingresso di Russia e Cina nei progetti infrastrutturali e minerari della Groenlandia.

Una richiesta contestata sia da Nuuk sia da Copenaghen, che la considerano una violazione diretta della sovranità groenlandese. Gli Stati Uniti puntano soprattutto sulle immense risorse naturali dell’isola: petrolio, uranio, terre rare e minerali strategici nascosti sotto i ghiacci artici.

Il Pentagono accelera sull’Artico

Intanto il Pentagono sta già lavorando all’espansione della presenza militare americana nell’Artico. Un ufficiale dei Marines è stato inviato recentemente a Narsarsuaq, nel sud della Groenlandia, per ispezionare aeroporto, porto e possibili alloggi per le truppe americane. La Groenlandia dovrà diventare parte di una catena di radar e basi militari integrate con Alaska e Canada.

Gli Stati Uniti vogliono anche un porto in acque profonde e una base per le forze speciali da utilizzare per esercitazioni e rotazioni operative nell’Artico.

La due date possibili

Molti politici groenlandesi temono che, una volta conclusa la crisi con l’Iran o la guerra in Ucraina, Trump possa tornare a concentrare la sua attenzione sull’isola. Alcuni avrebbero già segnato sul calendario due date considerate “sensibili”: il 14 giugno, compleanno del presidente americano, e il 4 luglio, festa dell’Indipendenza americana.

«Sembra tutto o niente. Il miglior risultato possibile è semplicemente non essere invasi o controllati», ha dichiarato al Times Pipaluk Lynge, presidente della commissione Esteri del Parlamento groenlandese.

La Groenlandia: «Decidiamo noi»

Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen, ex campione di badminton diventato primo ministro a 33 anni, ha ribadito che il futuro dell’isola deve essere deciso internamente. «La questione dell’indipendenza groenlandese e del rapporto con la Danimarca non riguarda gli americani», ha detto. «Non dovrebbero interferire».

Nielsen ha però aperto alla possibilità di fare affari con gli Stati Uniti, pur ribadendo che le rigide regole ambientali della Groenlandia «non cambieranno».

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