15 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

15 Mag, 2026

Hantavirus, gli esperti: «Il contagio potrebbe essere sottovalutato»

Le persone sbarcate dalla nave

Dopo il focolaio scoppiato sulla nave da crociera MV Hondius, diversi virologi chiedono maggiore cautela: l’hantavirus sarebbe meno contagioso del Covid ma potrebbe diffondersi anche oltre i contatti ravvicinati


L’hantavirus delle Ande, al centro dell’allarme internazionale dopo il focolaio esploso sulla nave da crociera MV Hondius, continua a preoccupare gli scienziati. Il virus, spiegano gli esperti, è molto meno contagioso del Covid, ma le modalità di trasmissione tra esseri umani potrebbero essere più complesse di quanto le autorità sanitarie stiano raccontando pubblicamente.

Il focolaio, iniziato durante una crociera partita dall’Argentina, ha provocato almeno nove contagi e tre morti. Decine di passeggeri sono ora monitorati in quarantena.

Le rassicurazioni delle autorità

Le autorità sanitarie americane e internazionali continuano a sostenere che il virus si trasmetta soprattutto attraverso «contatti stretti e prolungati» con persone sintomatiche. «Bisogna stare molto vicini a qualcuno che presenta molti sintomi», ha spiegato Jay Bhattacharya in un’intervista a Fox News.

Anche il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha ammesso che le istituzioni tendono a enfatizzare il contagio ravvicinato per evitare allarmismi.

Gli studi che mettono in dubbio la versione ufficiale

Ma molti virologi invitano alla cautela. Alcuni studi condotti negli anni in Argentina, dove il virus è endemico, mostrano infatti casi in cui il contagio sarebbe avvenuto anche senza contatti diretti.

Nel più importante focolaio mai studiato, avvenuto a Epuyén tra il 2018 e il 2019, 34 persone si ammalarono e 11 morirono. Gli scienziati argentini individuarono anche eventi definiti “super-spreader”, in cui un singolo infetto trasmise il virus a molte altre persone.

Uno dei casi più discussi riguarda un uomo che, pur avendo la febbre, partecipò per circa un’ora e mezza a una festa di compleanno con cento invitati. Nelle settimane successive almeno cinque partecipanti si ammalarono. Secondo i ricercatori, alcune infezioni potrebbero essere avvenute persino senza contatti prolungati.

Il sospetto della trasmissione aerea

L’ipotesi che divide gli esperti riguarda la possibile trasmissione per via aerea. L’hantavirus normalmente infetta gli esseri umani attraverso particelle provenienti dagli escrementi dei roditori disperse nell’aria. Per questo alcuni studiosi ritengono plausibile che, in determinate condizioni, possa diffondersi anche tra persone attraverso aerosol respiratori.

«La trasmissione aerea è la spiegazione più semplice in alcuni casi», ha dichiarato Linsey Marr della Virginia Tech.

Perché gli esperti invitano alla prudenza

Gli stessi scienziati, però, sottolineano che il virus resta poco efficiente nel contagio. Sulla nave da crociera soltanto una piccola parte dei circa 150 passeggeri si è infettata nonostante settimane trascorse in ambienti condivisi. Il problema è che sull’hantavirus esistono ancora pochi dati certi. I virus crescono lentamente in laboratorio, gli studi sono limitati e i grandi focolai documentati sono rarissimi. «Abbiamo ancora troppe poche informazioni per trarre conclusioni definitive», spiegano gli esperti. Per questo l’Oms ammette che molte domande restano aperte: «Stiamo ancora imparando. Il libro non è stato ancora scritto».

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