11 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

11 Mag, 2026

Tajani: «Il negoziatore lo sceglie l'Europa, non Mosca». Ue riapre rapporti con la Siria

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Bruxelles discute di Russia, Hormuz e Libano mentre l’Ue ripristina l’accordo di cooperazione con la Siria dopo la caduta di Assad


L’Europa prova a ridefinire la propria strategia su Russia, Medio Oriente e Siria. Al Consiglio Esteri di Bruxelles il ministro Antonio Tajani ha respinto apertamente l’idea che possa essere il Cremlino a indicare il mediatore per eventuali negoziati con Mosca, mentre l’Unione Europea ha ufficializzato il ripristino dell’accordo di cooperazione con la Siria dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad.

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Tajani: «Il negoziatore lo sceglie l’Europa»

«Il negoziatore per l’Europa lo sceglie l’Europa, non la Russia». Così Antonio Tajani arrivando al Consiglio Esteri Ue a Bruxelles.

Il ministro degli Esteri italiano ha spiegato che la scelta verrà presa «collegialmente dai 27 Paesi dell’Unione Europea», sottolineando però che prima bisognerà capire «se la Russia vuole veramente la pace». Alla domanda sulla possibilità che il presidente del Consiglio europeo António Costa possa avere un ruolo nei negoziati, Tajani ha risposto: «È un nome prestigioso».

Kallas contro l’ipotesi Schröder

Sulla stessa linea anche l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha bocciato l’ipotesi di affidare un ruolo di mediazione all’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, da anni vicino al Cremlino. «Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio», ha dichiarato.

Kallas ha ricordato che Schröder «è stato un lobbista di alto livello per aziende statali russe» e ha aggiunto che «siederebbe su entrambi i lati del tavolo». Anche Berlino ha preso le distanze. Il ministro tedesco per l’Europa Gunther Krichbaum ha dichiarato che Schröder «non ha dimostrato in passato le qualità necessarie per agire da mediatore imparziale».

Aspides e Hormuz, Tajani apre a una missione europea

Tra i temi discussi a Bruxelles anche il futuro della missione navale europea Aspides e l’ipotesi di un’estensione operativa nello Stretto di Hormuz dopo la guerra tra Stati Uniti e Iran.

«Noi siamo favorevoli», ha detto Tajani, precisando però che servirà «un quadro internazionale», che potrebbe passare dalle Nazioni Unite, dall’Unione Europea o da un accordo multilaterale.

Il ministro ha ribadito il sostegno italiano alla libertà di navigazione e alla sicurezza delle rotte energetiche internazionali.

L’Ue ripristina l’accordo con la Siria

Il Consiglio Ue ha intanto approvato il ripristino della piena applicazione dell’accordo di cooperazione con la Siria, sospeso nel 2011 durante la repressione del regime di Bashar al-Assad.

Bruxelles ha spiegato che, dopo la caduta di Assad nel dicembre 2024 e la revoca di gran parte delle sanzioni economiche, «le condizioni che giustificavano la sospensione non sussistono più». La decisione riattiva anche le disposizioni commerciali relative a petrolio, prodotti petroliferi, oro, metalli preziosi e diamanti.

Secondo il Consiglio Ue, la misura rappresenta «un passo importante verso il rafforzamento delle relazioni bilaterali» e punta a sostenere «una transizione pacifica e inclusiva» della Siria.

L’Europa guarda alla ricostruzione siriana

Kallas ha spiegato che durante il dialogo politico ad alto livello con Damasco si parlerà di ricostruzione istituzionale, minoranze, sicurezza e gestione dei campi profughi. «Senza istituzioni non si può avere un Paese che funzioni davvero», ha detto. L’Ue si è detta pronta anche a fornire supporto tecnico sulla futura costituzione siriana e sull’organizzazione di elezioni.

Libano, Hezbollah e il dopo-Unifil

Nel Consiglio Esteri si è discusso anche del futuro del Libano e dell’eventuale missione europea che potrebbe sostituire o affiancare Unifil. Secondo Tajani, una volta terminata la fase più acuta della crisi sarà necessario impedire che Hezbollah continui a operare come forza armata autonoma. L’obiettivo europeo, ha spiegato il ministro, è favorire l’integrazione delle strutture armate libanesi all’interno delle istituzioni ufficiali dello Stato.

Sanzioni ai coloni violenti: Bruxelles accelera

Sul dossier israelo-palestinese, Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a esaminare la proposta franco-svedese sulle restrizioni commerciali ai prodotti provenienti dagli insediamenti nei territori occupati. Kallas ha aggiunto di aspettarsi «un accordo politico» almeno sulle sanzioni contro i coloni violenti.

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