4 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Mag, 2026

Hormuz, Trump lancia «Project Freedom»: navi fuori dallo Stretto sotto protezione Usa

Al via Project Freedom Hormuz: gli Stati Uniti guideranno le navi bloccate fuori dallo Stretto. Avvertimento all’Iran: interferenze saranno affrontate con forza. Teheran: Delirio Trump


Gli Stati Uniti provano a riaprire lo Stretto di Hormuz senza accordo con l’Iran. Donald Trump annuncia un’operazione militare per far uscire le navi bloccate e avverte: ogni interferenza sarà affrontata «con forza». È una sfida diretta a Teheran, i media iraniani hanno liquidato l’annuncio come «delirio di Trump».

LA GUERRA GIORNO PER GIORNO

«Project Freedom», la mossa americana

Con un lunghissimo post su Truth, Trump ha annunciato il lancio di «Project Freedom», un’iniziativa per aiutare le navi commerciali rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz, di fatto chiuso dall’Iran. L’operazione dovrebbe partire immediatamente, dopo le richieste di aiuto arrivate da diversi Paesi per liberare le proprie imbarcazioni.

Trump non ha fornito dettagli operativi, ma ha chiarito il messaggio: «Qualsiasi interferenza sarà affrontata con forza».

Una sfida diretta a Teheran

L’annuncio è un vero e proprio test nei confronti dell’Iran. La scommessa della Casa Bianca è che Teheran non voglia assumersi il rischio di essere la prima a sparare o a piazzare mine contro una missione americana. Trump non ha però fatto alcun riferimento alla possibile fine del blocco navale imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani.

Come funzionerà l’operazione

Secondo il U.S. Central Command, il ruolo americano non sarà quello di scortare direttamente le navi, ma di coordinare il traffico in sicurezza tra le imbarcazioni ferme. Il dispositivo militare previsto è massiccio: cacciatorpediniere con missili guidati, oltre 100 tra aerei e droni, circa 15 mila militari.

Il rischio di escalation

Se l’operazione funzionasse, potrebbe ribaltare la situazione attuale, con un doppio blocco: quello iraniano sullo Stretto e quello americano sui porti di Teheran. Ma il rischio è altissimo. Anche un singolo episodio — una mina non individuata o un attacco isolato — potrebbe far saltare la tregua.

La reazione dell’Iran

Da Teheran la risposta ufficiale è stata inizialmente prudente, ma con toni duri. Un portavoce dei Pasdaran ha rivendicato la «capacità operativa» delle forze armate iraniane, mentre i media statali hanno liquidato l’annuncio come «delirio di Trump».

Più esplicito Ebrahim Azizi, presidente della commissione sicurezza del Parlamento: «Qualsiasi interferenza americana sarà considerata una violazione del cessate il fuoco».

Negoziati ancora aperti

L’iniziativa arriva mentre l’Iran ha presentato una nuova proposta per porre fine alla guerra, già giudicata insufficiente da Trump. Nonostante la tensione, i negoziati restano formalmente aperti e, secondo il presidente americano, «potrebbero portare a qualcosa di molto positivo».

Il nodo economico dello Stretto

Prima della guerra, le navi attraversavano Hormuz senza pagare pedaggi. Con il conflitto, l’Iran ha imposto tariffe che in alcuni casi hanno raggiunto i 2 milioni di dollari per nave, colpendo traffici fondamentali: petrolio, fertilizzanti, materie prime per l’industria tecnologica.

Mine, droni e “flotta zanzara”

Il pericolo principale resta sul campo. Non è chiaro quante mine siano ancora presenti nello Stretto. E, anche senza un ordine diretto, unità dei Pasdaran o singoli operatori potrebbero attaccare. Nonostante le perdite subite, l’Iran dispone ancora di una «flotta zanzara» di piccole imbarcazioni veloci, capaci di minare o colpire navi più grandi, oltre a missili e droni lanciabili dalla costa.

Navi colpite e traffico sotto pressione

Secondo l’International Maritime Organization, circa 20 navi commerciali sono state colpite nelle settimane successive allo scoppio della guerra. La maggior parte degli attacchi sarebbe stata condotta con droni, confermando il livello di rischio per il traffico marittimo.

Il post di Trump compelto

Paesi da tutto il mondo, quasi tutti non coinvolti nella disputa in Medio Oriente che si sta svolgendo in modo così visibile e violento sotto gli occhi di tutti, hanno chiesto agli Stati Uniti se possiamo aiutare a liberare le loro navi, che sono bloccate nello Stretto di Hormuz, in una situazione con la quale non hanno assolutamente nulla a che fare — sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti! “

Per il bene dell’Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo detto a questi Paesi che guideremo le loro navi in sicurezza fuori da queste acque ristrette, in modo che possano riprendere liberamente e senza ostacoli le loro attività. Ancora una volta, si tratta di navi provenienti da aree del mondo che non sono in alcun modo coinvolte in ciò che sta accadendo attualmente in Medio Oriente.

“Project Freedom inizia ora”

Questo processo, Project Freedom, inizierà lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno conducendo discussioni molto positive con il Paese dell’Iran, e che queste discussioni potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti. Il movimento delle navi ha l’unico scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno fatto assolutamente nulla di sbagliato — sono vittime delle circostanze.

Un “gesto umanitario”

Questo è un gesto umanitario da parte degli Stati Uniti, dei Paesi del Medio Oriente ma, in particolare, del Paese dell’Iran. Molte di queste navi stanno finendo il cibo, e tutto ciò che è necessario perché equipaggi numerosi possano restare a bordo in condizioni sane e igieniche. Penso che questo possa contribuire molto a dimostrare buona volontà da parte di tutti coloro che hanno combattuto così duramente negli ultimi mesi. Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario verrà ostacolato, tale interferenza dovrà purtroppo essere affrontata con forza. Grazie per l’attenzione su questa questione! DONALD J. TRUMP PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

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