28 Aprile 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

28 Apr, 2026

«Genitori della famiglia nel bosco non idonei». I consulenti della coppia: «Perizia piena di errori»

La perita del Tribunale deposita la CTU per la “Famiglia nel bosco”: “Inadeguate capacità genitoriali”. Il perito di parte, Cantelmi: “Errori metodologici macroscopici”


“Inadeguate capacità genitoriali”. Sono le parole chiave intorno a cui ruota la consulenza tecnica d’ufficio sulla vicenda della “Famiglia del bosco”, depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli, la perita nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Un documento di 196 pagine secondo cui – è la conclusione – Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, almeno al momento, non sarebbero in grado di fare il mestiere di madre e di padre.

Dal documento emerge che dai test somministrati nell’ambito della perizia psichiatrica e personologica appare “una rappresentazione instabile, incoerente, con età non congrue” della famiglia e si intravvedono figure genitoriali “immature e poco strutturate”. Per i bambini il padre e la madre “hanno dieci anni”. E nel disegno della “Famiglia immaginaria”, ci sono solo animali, “segno di una sofferenza”.

La risposta dei periti di Nathan e Catherine

Tecnicamente, dopo il deposito della perizia, i consulenti di parte nominati dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas che assistono la coppia – alla quale è stata sospesa la responsabilità genitoriale nel novembre scorso – dovranno presentare le loro osservazioni. Poi, Ceccoli avrà un altro mese per la relazione definitiva.

“Un elaborato peritale unilaterale, tanto logorroico quanto inconsistente, con una bibliografia ferma al secolo scorso, forse alla laurea della Ctu, caratterizzato da errori metodologici macroscopici e che contestiamo nel merito”.

Così lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei legali della “famiglia nel bosco”, commenta con l’elaborato.    

“In passato ho già detto che ero perplesso, soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda i test – prosegue Cantelmi -. Ora, come previsto dalle norme, integreremo questo elaborato con le nostre note. Abbiamo venti giorni di tempo, ma le inconsistenze sono talmente macroscopiche che ne basteranno molti meno”.    

Secondo Cantelmi “l’unica valutazione completa effettuata sui minori in relazione ai genitori è quella della Neuropsichiatria della Asl Lanciano Vasto Chieti che contraddice totalmente l’elaborato peritale e conferma tutte le nostre osservazioni. Ovviamente la Ctu, come tutto il sistema, ha ignorato sistematicamente tutte le voci dissonanti”.

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Attesa per la sentenza della Corte d’appello

I consulenti della famiglia anglo-australiana, quindi, alla luce della relazione della psichiatra, possono ora controbattere in attesa della decisione della Corte d’appello civile dell’Aquila che dovrà esprimersi entro il 15 maggio sulla richiesta di ricongiungimento. Contrario alla restituzione dei bambini ai genitori è il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che il 6 marzo ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura protetta di Vasto dove si trovano, ormai dal 20 novembre scorso, i tre bambini. Nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Femminella e Solinas, si evidenzia l'”unilateralità” dell’ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che aveva invitato a “favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari”.

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