Cessate il fuoco Iran Usa: due settimane di tregua per riaprire Hormuz e avviare negoziati. Ma la situazione resta fragile tra attacchi e tensioni regionali
Gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato una tregua di due settimane, mediata dal Pakistan, con l’obiettivo immediato di riaprire lo stretto di Hormuz e ripristinare il flusso di petrolio e gas. Teheran ha accettato di garantire il passaggio delle navi, ma solo in coordinamento con le proprie forze armate. Non è un accordo di pace: è una pausa temporanea per provare a negoziare un’intesa più ampia.
Una tregua fragile: attacchi dopo l’annuncio
A poche ore dall’intesa, nella regione del Golfo sono proseguiti attacchi e lanci di missili. Il sistema iraniano consente ai comandanti locali di agire autonomamente, e non è chiaro quanto rapidamente la tregua sia stata recepita sul terreno. Le compagnie marittime restano caute: lo stretto è formalmente riaperto, ma non ancora considerato sicuro.
Come si è arrivati all’accordo
La tregua è arrivata dopo giorni di escalation. Donald Trump aveva minacciato di distruggere infrastrutture civili iraniane, arrivando a evocare la fine di “un’intera civiltà”. Nel frattempo Stati Uniti e Israele avevano intensificato i raid: oltre 90 attacchi sull’isola di Kharg e bombardamenti su ponti e ferrovie. Il Pakistan ha lavorato dietro le quinte per mediare, fino all’annuncio a ridosso della scadenza.
Il nodo Libano: accordo non condiviso
Uno dei punti più controversi riguarda il Libano. Il Pakistan sostiene che il cessate il fuoco valga per tutta la regione, ma Israele ha chiarito che continuerà le operazioni contro Hezbollah. Nelle stesse ore sono stati emessi ordini di evacuazione nel sud del Paese e nuovi attacchi hanno colpito l’area.
Una massiccia ondata di raid israeliani ha colpito Beirut in pochi minuti, investendo contemporaneamente centro, lungomare e periferia sud. Ci sono vittime per strada. L’esercito israeliano ha impiegato circa 50 caccia, sganciando 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti nell’operazione denominata “Oscurità eterna”.

Hormuz riapre, ma resta l’incognita sicurezza
L’Iran ha promesso di riaprire lo stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Tuttavia, le principali compagnie di navigazione stanno valutando i rischi. Il cessate il fuoco può creare le condizioni per riprendere il traffico, ma non garantisce ancora sicurezza stabile.
Cosa può succedere adesso
La tregua serve a guadagnare tempo. Sono previsti nuovi colloqui a Islamabad tra delegazioni americane e iraniane. Ma con attacchi ancora in corso, posizioni divergenti e un equilibrio fragile, il cessate il fuoco resta sospeso tra negoziato e possibile ripresa della guerra.
“Gli iraniani hanno accettato di riaprire Hormuz, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare gli attacchi. Questa è la base della tregua fragile che abbiamo ora”, ha detto il vicepresidente americano JD Vance, al Mathias Corvinus Collegium (Mcc) di Budapest, think tank vicino al governo di Viktor Orban. “Come mi ha detto il presidente ieri sera, gli iraniani sono negoziatori migliori di quanto siano combattenti. So che non gradiranno sentirlo, ma è vero”, ha aggiunto. Trump “è impaziente di ottenere risultati e ci ha chiesto di negoziare in buona fede”.


















