25 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Mar, 2026

Storico accordo Ue-Australia, via al 99% dei dazi

Ursula von der Leyen e il primo ministro australiano, Anthony Albanese

La Commissione prevede un balzo del 33% in dieci anni delle spedizioni europee  e un accesso agevolato alle materie prime critiche 


Non solo export, ma anche un partenariato di difesa e sicurezza. Dopo otto anni è arrivato in porto l’accordo dell’Unione europea con l’Australia. Ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha firmato l’intesa con il primo ministro australiano, Anthony Albanese. E si apre così un nuovo mercato per i “27”. Il copione è analogo a quello del Mercosur, e anche per il negoziato australiano è stata l’agricoltura a creare i maggiori problemi.

In primo piano anche difesa e sicurezza

Con Canberra si parte dalla sicurezza, questione particolarmente sensibile in questo momento. “La firma di questo nuovo partenariato per la sicurezza e la difesa è un investimento strategico nella sicurezza comune dell’Europa e dell’Australia. Insieme – ha scritto su X l’Alta rappresentante per la politica estera europea Kaja Kallas – svolgeremo esercitazioni congiunte, condivideremo informazioni, rafforzeremo la resilienza contro le minacce informatiche e ibride e intensificheremo la cooperazione, dalla risposta alle crisi alla sicurezza marittima”. Piatto ricco poi sul fronte commerciale che si allarga alla collaborazione nell’ambito dell’innovazione e della ricerca.

Le stime sull’incremento dell’export

Un accordo di libero scambio equilibrato e ambizioso, come è stato definito dalla presidente della Commissione europea. Secondo le stime, le esportazioni dell’Unione europea in Australia dovrebbero aumentare in dieci anni del 33% raggiungendo così un valore di 17,7 miliardi di euro all’anno. Tra i settori per i quali si prevede il maggiore impatto i prodotti lattiero-caseari, con un balzo previsto del 48%, i veicoli a motore (+52%) e i prodotti chimici (+20%).

L’Unione europea avrà poi un’area di approvvigionamento privilegiato di materie prime mettendosi così al riparo dagli shock geopolitici e mitigando l’eccessiva dipendenza da Paesi come la Cina per i minerali critici. In particolare il litio, fondamentale per produrre le batterie elettriche. Verrà eliminato quasi il 100% dei dazi che oggi frenano le esportazioni della Ue in Australia, con un risparmio per le imprese esportatrici europee di un miliardo all’anno. Scatterà anche l’apertura del mercato australiano dei servizi, da quelli finanziari alle telecomunicazioni.

Sciolto il “nodo” agricoltura

Il capitolo più spinoso, come in quasi tutte le intese commerciali, è stato quello agricolo. L’Ue esporta in Australia prodotti agroalimentari per 2,3 miliardi. Le tariffe saranno cancellate su formaggi, preparazioni a base di carne, vino e spumante, alcuni prodotti ortofrutticoli, cioccolato e dolci. Secondo la Commissione l’accordo “tiene conto degli interessi dei produttori agricoli dell’Ue”. Per i settori come carne bovina, ovina, caprina, zucchero, alcuni prodotti lattiero-caseari e riso sarà consentita l’importazione dall’Australia solo per contingenti limitati.

Per il manzo entreranno nel territorio europeo 30.600 tonnellate, nell’arco di dieci anni, a fronte delle 50.000 tonnellate richieste. Una quota che rappresenta lo 0,5% del consumo interno. Anche per quanto riguarda la carne ovina (25mila tonnellate) si tratta del 4% del consumo Ue. Quota di 35mila tonnellate per lo zucchero e accesso limitato per il riso (8.500 tonnellate) pari allo 0,3% del consumo. Più complessa la questione Prosecco. Sara protetta l’indicazione geografica, ma i produttori australiani potranno continuare a usare il Prosecco come una varietà di uva sul proprio territorio, ma dovrebbe essere garantita la visibilità dell’indicazione vero Prosecco italiano differenziandola dal vino australiano che usa la varietà di uva Prosecco.

Non viene bandito il “parmesan” anche se sarà vietato l’uso di simboli che riportano al Parmigiano Reggiano. È prevista poi l’attivazione della clausola di salvaguardia nel caso di un boom di acquisti dall’Australia che possa danneggiare il mercato comunitario. Ci sarà inoltre la protezione per 165 indicazioni geografiche agricole e alimentari e 231 indicazioni geografiche per bevande spiritose.

Le reazioni

A livello europeo un plauso è arrivato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz che ha parlato di «ottime notizie per la nostra economia». Sul fronte opposto la copresidente del gruppo della Left nel Parlamento Europeo, Manon Aubry, che ha bollato l’accordo «una vergogna che non lasceremo passare». Per l’Acea, l’associazione europea dei costruttori automobilistici, si tratta di «una vittoria per entrambe le parti, sia dal punto di vista geopolitico che economico».

Anche i produttori di Prosecco non vedono negativamente l’intesa: «È vero, che per dieci anni gli australiani potranno esportare nei Paesi dove il Prosecco Doc non è protetto – ha affermato il presidente del Consorzio di tutela della Doc Prosecco, Giancarlo Guidolin -, ma già di fatto lo potevano fare. Successivamente il termine prosecco come mera indicazione varietale potrà continuare ad essere utilizzato in Australia con rigide normative in materia di etichettatura, al fine di evitare che il consumatore venga indotto in errore sulla vera origine del vino».

Per Carolina Morace, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, invece, «l’accordo commerciale è un insulto all’Italia perché autorizza vini australiani a utilizzare il termine prosecco». Perplesso Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo, su un possibile abbassamento del «livello di protezione di alcune nostre denominazioni di origine».

La Coldiretti ritiene che l’accordo commerciale con l’Australia possa rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore, ma – puntualizza – “occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze e garantire la tutela degli allevamenti nazionali attraverso meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi”. Coldiretti ricorda anche che la bilancia commerciale agroalimentare Italia-Australia è oggi favorevole al nostro Paese, con esportazioni per 896 milioni e importazioni per appena 81 milioni. «Un passaggio strategico per tutto il lattiero caseario italiano», il commento del presidente di Assolatte Paolo Zanetti.

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